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I progetti (e i cattivi presagi) per il cantiere del Baby Luna: il Ponte Corleone a Palermo

Cosa prevede il progetto? Due nuove carreggiate per un totale di quattro corsie, due centrali di scorrimento e due laterali, scongiurando di fatto l’innesto pericoloso di oggi

Giulio Di Chiara
Urbanista e progettista
  • 26 febbraio 2019

Il ponte Corleone a Palermo

Il raddoppio del Ponte Corleone, meglio conosciuto come ponte del “Baby Luna”, sblocca l’iter per il suo ampliamento ma con una grande preoccupazione all’orizzonte: il tempo.

Così come per il sottopasso Perpignano (leggi "la storia infinita" del sottopasso), anche quest’ opera ha una storia molto lunga e legata sempre alla stessa ditta, la Cariboni Srl, che nel 2008 si vide rescindere l’appalto dal Comune di Palermo per svariate inadempienze contrattuali.

Quella interruzione lasciò incompleto un cantiere appena avviato e costrinse l’amministrazione a rifare quasi tutto da capo.

Undici anni dopo rieccoci qui a documentare la pubblicazione del bando per adeguare il progetto esistente alle normative che nel frattempo sono sopraggiunte.

L’azienda che si aggiudicherà questo compito potrà suggerire varianti e interventi che migliorino le previsioni già esistenti, sia in termini di efficienza infrastrutturale che di cantierizzazione.

Cosa prevede il progetto? L’istituzione di due nuove carreggiate che andrebbero a proseguire le corsie laterali monche del viale Regione Siciliana in quel punto, sia in entrata che in uscita dalla città.

A opera finita, il ponte avrebbe dunque quattro corsie, due centrali di scorrimento e due laterali, scongiurando di fatto l’innesto pericoloso che oggi avviene proprio in corrispondenza del ponte tra i flussi laterali e centrali.

Ma c’è sempre un ma… Dicevamo appunto, il tempo: i fondi stanziati per questa infrastruttura scadono, nemmeno a dirlo, alla fine di quest’anno. Se a quella data non vi saranno le somme impegnate per la sua cantierizzazione, il rischio concreto di perdere questi finanziamenti sarebbe altissimo.

Facciamo due conti: questo bando per la riprogettazione scade il 17 aprile 2019. Al netto di ricorsi andrà individuato e incaricato il soggetto vincitore, quindi ipotizziamo tra maggio e giugno nella migliore delle ipotesi.

Dopodichè andrà redatto il progetto: aggiungiamo ancora due o tre mesi al cronoprogramma. A partire da settembre occorrerà revisionare la proposta progettuale sino all’approvazione definitiva della stazione appaltante. Verosimilmente saremo già a fine anno o oltre.

Ma non è finita qui, perchè dovrà seguire il bando (e suoi relativi tempi) per affidare i lavori e, sempre al netto di ritardi e ricorsi, seguirà l’iter conclusivo di decisione e affidamento del cantiere. Nella più rosea delle previsioni, si approderà al cantiere a 2020 ben inoltrato o quasi ultimato.

Pertanto senza una proroga dei termini difficilmente si riuscirà a scongiurare la perdita del finanziamento e i nostri amministratori ne sono al corrente.

Quindi, a margine di toni ipoteticamente entusiasti, sarebbe indispensabile chiedere loro se c’è un piano B o se sono state inviate richieste di proroga (semmai fossero possibili).

Perchè questo bando last minute non lascia presagire nulla di buono guardando il calendario.

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