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Ida e Marinella: le professoresse che tutti abbiamo odiato adesso fanno troppo ridere

Massimo Vinti e Lidia Miceli, attori palermitani trentenni, fanno rivivere due professoresse borghesi "della Palermo bene": Ida Barranco e Marinella "Nella" Lio

Alessia Rotolo
Giornalista
  • 25 ottobre 2018

Quando è stato messo in scena per la prima volta (al Montevergini nel 2010) uno stuolo di under quaranta palermitani stava per svenire dalle troppe risate.

"Che piacere!" è uno spettacolo teatrale semplicemente geniale che scava nei ricordi e ripropone stereotipi che tutti i palermitani, i siciliani e perché no anche oltre lo stretto riconoscono benissimo.

Massimo Vinti e Lidia Miceli entrambi attori palermitani rispettivamente di 36 e 33 anni incarnano e fanno rivivere due donne borghesi, della Palermo bene, che odorano un po' di naftalina, di quelle che la domenica pomeriggio giocano a burraco, che sparlano le colleghe, ma che condividono soprattutto la professione: sono infatti «Le professoresse migliori, dell'istituto migliore, della sezione migliore».

Una volta visto lo spettacolo certi modi di dire e certi atteggiamenti si attaccano addosso e non se ne vanno mai più, da quel momento, un po' come il fanciullino pascoliano, le professoresse vivranno dentro di voi e al momento opportuno le sentirete parlare dalla vostra bocca, ad esempio quando risponderete «perciò!» al posto di un banale «sì».

Ida Barranco (interpretata da Massimo Vinti) e Marinella "Nella" Lio (lidia Miceli) sono le professoresse che tutti abbiamo avuto al liceo, allora tanto temute, adesso tanto nostalgicamente amate.

«Lo spettacolo è nato dall'osservazione da una serie di caratteristiche tipiche di certe signore palermitane. - racconta Massimo Vinti - Io e Lidia abbiamo studiato fuori per molto tempo, ci siamo formati come attori a Roma.

Poi siamo tornati a Palermo per un periodo per lavorare con Emma Dante e sono nati questi due personaggi quasi inconsapevolmente, abbiamo cominciato a creare tutto un mondo attorno, i nostri amici avevano delle professioni specifiche e dei nomi nuovi.

Un giorno Alessio Piazza che è un amico attore ci disse "ma perché non lo fate diventare uno spettacolo?" e così nacque tutto fino al debutto al Montevergini, poi ci furono altre repliche in giro e quando portammo lo spettacolo a Roma lo vide Sabina Guzzanti e ci invintò nella sua trasmissione su La7».

Da allora le professoresse continuano la loro azione di catechizzazione e mietono vittime ad ogni visualizzazione su youtube e su facebook.

Sono tanti i fans che le vorebbero rivedere su un palco con le loro pellicce, gli orecchini vistosi e quell'arte dell'improvvisazione capace di fare diventare ogni spunto una battuta folgorante.

Però adesso basta fare soffrire così tanto i vostri fans, tornate su un palcoscenico, a rimproverare Giambrone o a scrivere "scecco" nella pagella di Spatafora, ma soprattutto a lanciare l'imperturbabile monito: "Se state attenti in classe, a casa poi studiate la metà!".

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