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Il borgo dello zolfo e delle stelle è in Sicilia: un luogo unico da cui "spiare" l'universo

Paesaggi mozzafiato da cui ammirare l'immensità dello spazio. E si può anche viaggiare fino all'epoca delle miniere. Tutto questo in un paese a 30 chilometri da Caltanissetta

Balarm
La redazione
  • 16 maggio 2022

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Il borgo di Montedoro

A trenta chilometri da Caltanissetta e a 40 da Agrigento c'è un piccolo paese siciliano, bagnato dal Salito e dal tortuoso torrente Gallodoro, che sfocia nel fiume Platani.

A Montedoro un tempo abitavano i Sicani e poi ancora i Siculi. Vi sono tombe a forno nelle contrade Monte Ottavio, Mulinello, Palombaro, Fontana Grande e Fra Diego. Una tomba a Tholos, denominata “Gruttu di li rimitu”, sul Monte Ottavio, testimonia la presenza micenea.

E ancora, in contrada "Marcello", come riporta il sito ufficiale del Comune, sono stati ritrovati reperti di vasellame, laterizi e oggetti vari di decorazione femminile, ceramica aretina. Dai Berberi e dagli arabi la località venne chiamata "El Minzar" (panorama) e il suo corso d'acqua “Ued dur” (fiume che circonda). Nel 1232 Federico II concede il Minzarum al vescovo Ursone di Agrigento. Il 29 marzo 1635 il principe Don Diego Tagliavia Aragona Cortez ottenne la "licenza populandi" e fondò Montedoro nel feudo Balatazza.



Storicamente e in particolare per circa due secoli, il paese ha fondato la propria economia sul lavoro nelle miniere, che dal 1815 al 1975 sono sorte nelle zone di Nadurello, Stazzone Sociale, Grottazze, Gibellini. Tutto dirò fino a quando le alterne fasi del mercato dello zolfo nel 1896 hanno dato inizio a correnti di emigrazione verso gli Stati Uniti d'America e dal 1946 verso i paesi europei e le città industriali dell'Italia settentrionale.

Oggi ha un'economia in prevalenza agricola e terziaria. Le sue principali coltivazioni sono il mandorlo, ulivo e vigneti. Antica e rinomata è poi la produzione dolciaria che sforna, tra gli altri, i mustazzoli e altre piccole prelibatezze a base di pasta di mandorle.

Adesso Montedoro è anche meta per turisti dopo che, nel corso degli anni, hanno visto la luce alcune strutture in grado di suscitare l'interesse di numerosi visitatori e turisti: un Anfitetro, un moderno cineteatro di 250 posti. Inoltre è presenta una rete articolata di case museo che descrivono la vita nella Sicilia d'inizio '900, un museo dedicato all'epoca dell'estrazione dello zolfo, un osservatorio astronomico e un planetario.

L'Osservatorio Astronomico può contare su un importante telescopio che, in combinazione con il Planetario, offre ai visitatori la possibilità di ammirare l’universo da un punto di vista unico e privilegiato. «Il paesaggio mozzafiato visibile dal Parco Urbano si apre verso lo spazio e i suoi misteri», scrive il touring club italiano del territorio di Palermo .

Montedoro, dati i suoi trascorsi storici, ha anche un "Museo della Zolfara", che testimonia le tracce lasciate dall’economia ottocentesca, legate all’estrazione dello zolfo.
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