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Il "Cammino dei Mille" è pronto: l'ideatore dello Smart Walking è il primo a percorrerlo

L’inizio del cammino è dal Chiostro dei Benedettini di Monreale, nato in collaborazione con CoopCulture. Qui i camminatori possono già ritirare le "credenziali" e avviarsi

Balarm
La redazione
  • 30 maggio 2022

Davide Fiz

È il mese di maggio del 1860 e Giuseppe Garibaldi ha appena vinto la battaglia di Calatafimi e si appresta a raggiungere Palermo, seguendo l’asse Alcamo-Partinico-Monreale.

Ma il 19 maggio, arrivato a Pioppo, l’eroe dei due Mondi decide di ripiegare e lasciar stare Monreale, che pure era una piazzaforte borbonica difesa molto bene: i Mille raggiungono invece Altofonte, retrocedono fino a Piana e finsero di fuggire verso l’interno dell’isola. È solo uno stratagemma, Garibaldi devia su Marineo, e il 27 maggio da Gibilrossa piomba su Palermo.

E in breve, la conquista. Ma l’interrogativo a distanza di secoli, resta sul tavolo? Chi o cosa convinse Garibaldi a non attaccare Monreale? Sembrerebbe che il Generale abbia incontrato il 20 maggio in un podere vicino al paese, l’arcivescovo Benedetto D’Acquisto, e che questi l’abbia convinto a non attaccare Monreale, sede benedettina in cui il clero era dedito allo studio e al lavoro, ufficialmente non si interessava di politica.
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Insomma, i piani del Generale a distanza di 160 anni non sono ancora ben chiari, ma la storia è nota, Garibaldi e i Mille ci misero quasi un mese per raggiungere Palermo da Calatafimi. Nel 1910 lo storico appassionato di alpinismo, Pietro Merenda ricostruì le manovre della spedizione dei Mille per la conquista di Palermo, mostrando un insolito interesse anche per il paesaggio visto come luogo della memoria e teatro in cui si costruiscono identità.

Il lavoro di Merenda - Vademecum del visitatore dei luoghi dove si svolsero le operazioni militari di Giuseppe Garibaldi dall’arrivo a Renda all’assalto di Palermo - .ha incuriosito e appassionato un gruppo di volontari della Pro Loco di Monreale che, coinvolti dal fascino dei luoghi, ha ripercorso e strutturato il tragitto in chiave contemporanea.

È nato così un nuovo Cammino dei Milleda Renda a Palermo che attraversa i territori dei comuni di Altofonte, Cefalà Diana, Corleone, Godrano, Marineo, Mezzojuso, Misilmeri, Monreale, Palermo, Piana degli Albanesi, Santa Cristina Gela, Villabate, Villafrati e vari distretti forestali.

Il primo a percorrere il Cammino dei Mille, è Davide Fiz, commercial sales freelance, ideatore del progetto Smart Walking che lo vede impegnato a percorrere venti cammini in tutte le venti regioni italiane, dividendo le sue giornate tra trekking e smart working.

Il Cammino si srotola sulla scia delle storie e dei personaggi da Le noterelle di uno dei Mille di Giuseppe Cesare Abba sin dalla partenza dalla piazza di Monreale, ma anche ritrovando Antonio Pievani da Tirano (Sondrio) al passo di Renda, Rosalino Pilo e Corrao a San Martino (Monreale ), ed è di nuovo Giuseppe Cesare Abba a ricordare padre Carmelo sulle alture di Altofonte.

Il Comune di Monreale, coinvolto sin dalle prime ore, si è fatto promotore di una sinergia tra Dipartimento rurale e territoriale – Servizio per il territorio di Palermo, Università di Palermo e i comuni interessati, che ad agosto scorso hanno stipulato un protocollo di intesa per definire operativamente ruoli e responsabilità dei partner.

L’inizio del cammino sarà dal Chiostro dei Benedettini di Monreale, nato in collaborazione con CoopCulture: qui i camminatori (già da oggi) potranno ritirare le “credenziali”, ovvero una sorta di tessera da riempire via via con le diverse tappe e soggiorni, per poi ottenere il testimonium (attestato).

Attivo anche il sito di arrivo, cioè lo Steri.

Non si tratta comunque di un semplice cammino da condividere, ma di una vera immersione nella natura, un esempio di turismo lento ma che dedica attenzione allo sviluppo delle zone interne del Palermitano puntando sulla bellezza del territorio.

È un obiettivo ambizioso ma poggia su solide basi. Perché, lavorando alla realizzazione del progetto, con stupore ci si è accorti che ripercorrere oggi le strade e i sentieri “garibaldini” permette al camminatore di inoltrarsi tra le pieghe di un territorio sorprendente e inaspettato, ricco di storia e meraviglie paesaggistiche.

La firma del protocollo è stata solo l’inizio: in collaborazione con tutti i soggetti e i volontari della Pro Loco, si è proceduto alla suddivisione in tappe, al tracciamento e alla sistemazione delle tabelle del percorso.

Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito ufficiale del Cammino dei Mille e i suoi canali social.
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