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Il Covid, i trasporti e il rientro (dei liceali) a scuola in Sicilia: ancora 24 ore per decidere

Domani ci sarà un incontro definitivo con l'Assessorato alle Infrastrutture e Trasporti, l'Ufficio scolastico regionale e i Prefetti siciliani. Studenti e genitori avranno le risposte che aspettano

Marta Genova
Giornalista
  • 29 dicembre 2020

Roberto Lagalla, assessore regionale all'Istruzione e alla Formazione professionale

Le notizie confortanti sono quelle sul piano della sicurezza nelle scuole. «Attraverso i campionamenti fatti diffusamente, d’intesa tra assessorato all'Istruzione e assessorato alla Sanità in riferimento alle scuole dalla materna alla media, registriamo una costante riduzione dell’indice di contagio». Lo dice a Balarm l'assessore regionale all'Istruzione e alla Formazione professionale, Roberto Lagalla che prosegue:

«Le scuole sono sedi normalmente sicure perché funzionano tanto l’adozione dei dispositivi personali, quanTo le misure di distanziamento e contenimento utilizzate dagli istituti, quanto il tracciamento dei contatti. Il contact tracing a scuola funziona.

Cosa succederà quindi dal 7 gennaio 2021 in Sicilia? «Fino a questo momento nulla osta al mantenimento di quanto attuato fino ad ora, quindi gli alunni delle scuole materne, elementari e medie ritorneranno a scuola regolarmente, in base al loro calendario. Per le scuole superiori vorrei ricordare, perché è fondamentale, che sono state poste in didattica a distanza, non per problemi di sicurezza sanitaria, quanto per alleggerire la mobilità e favorire il decongestionamento dei mezzi.



Già nel mese di agosto la Regione aveva posto il nodo dei trasporti e la risposta del Governo nazionale è arrivata solo nel mese di ottobre. Se durante l’estate si fosse focalizzato il tema contestualmente e con un lavoro collegiale e diffuso, si sarebbero messe insieme la sicurezza dei trasporti e quella delle scuole.

Questo non è avvenuto - aggiunge Lagalla - e quindi ci siamo trovati davanti a un problema di congestione dei mezzi e per una misura cautelativa abbiamo predisposto la didattica a distanza sia pure consentendo agli allievi con maggiore fragilità di accedere alle scuole. Le scuole ricordiamo che si potevano anche riservare di svolgere in presenza alcune attività di laboratorio».

Da una settimana sono state attivate le prefetture di tutta Italia per ottimizzare il sistema dei trasporti. Il 23 dicembre il Governo, le Regioni e le Province autonome, le Province, le Città metropolitane e i Comuni hanno siglato, in Conferenza Unificata, l’intesa per la riapertura delle scuole a gennaio e le linee guida che consentiranno la prosecuzione in sicurezza dell’anno scolastico.

L’accordo, con riferimento alla fondamentale materia dei trasporti, prevede che le istituzioni competenti riprogrammino, sulla base dei documenti operativi predisposti dai tavoli gestiti dai Prefetti, "i servizi di trasporto pubblico locale e regionale e il conseguente fabbisogno di servizi aggiuntivi da attivare per garantire il corretto svolgimento dell’anno scolastico".

"Sulla base delle indicazioni contenute nei documenti prefettizi - si legge inoltre nel documento del Ministero dell'Istruzione - si valuterà anche di incentivare lo smart working per il settore pubblico e privato e la flessibilità degli orari delle attività commerciali per scaglionare anche gli ingressi di altri settori oltre che di quello scolastico".

«Siamo in contatto con le prefetture - dice Lagalla - che hanno elaborato dei piani per ogni provincia e domani alle 11 ci sarà un incontro definitivo con l'Assessorato alle Infrastrutture, Trasporti e Mobilità, l'Ufficio scolastico regionale e i Prefetti delle nove province siciliane, per valutare in base ai piani operativi predisposti».

Sul tavolo c’è ovviamente il piano per i trasporti, che è forse il nodo centrale. E c’è l’incremento per tutta la Sicilia, degli autobus giornalieri in servizio e nuove corse aggiuntive in ambito extraurbano. «Domani avremo tutti i dati tecnici per poter confermare l’avvio delle lezioni in linea con la previsione del Ministero della Salute - continua Lagalla -. Siamo in contatto costante con le scuole che sono coinvolte attraverso l'Ufficio scolastico regionale e quelli provinciali».

Insomma, tra ventiquattro ore si decide tutto e studenti e genitori avranno le risposte che aspettano. Studenti liceali che fremono per poter ritornare in classe, per poter tornare a vivere la loro adolescenza in quel fondamentale contesto sociale ed educativo che solo la scuola è.

«L’orientamento – continua l'assessore – è quello di assecondare il più recente decreto del ministro della Salute, quello del 24 dicembre, con il quale si immagina di poter riammettere a scuola il 50 per cento degli studenti. Provvedimento valido solo per una settimana per iniziare, fino al 15 gennaio.

Sarà un test a seguito del quale la Regione si riserva la valutazione. Vedremo, dopo questa prima settimana, se mantenere il 50 per cento o addirittura incrementare il numero degli studenti».

Le linee guida per le scuole rimangono le stesse, ciò che con tutta probabilità sarà modificato e l’orario di ingresso (e uscita) che sarà modulato in due fasce orarie: una dalle 8 alle 13 e l’altra dalle 9 alle 14.

Il restante 50 per cento degli studenti seguirà le lezioni da casa con la didattica digitale integrata . «La Regione siciliana proprio oggi ha affidato una commessa per mettere a disposizione delle scuole una piattaforma digitale regionale, la stessa che avevamo messo a disposizione nel primo lockdown, continualascuola.it. Il portale si chiama Aula digitale ed è semplice ed intuitivo».

«Inoltre, come noto, come Regione abbiamo messo a disposizione con bando (ancora attivo) nelle scuole, circa dieci milioni per dispositivi informatici individuali e 18 milioni per dispositivi di sicurezza. Bando che ha visto però la partecipazione di un numero limitato di scuole».

C'è anche un altro nodo da sciogliere, quello dei dispositivi digitali individuali per la didattica per cui le famiglie a novembre hanno fatto richiesta agli istituti scolastici presentando una domanda in base anche alla condizione reddituale. In molti casi non hanno mai ricevuto le attrezzature nonostante siano state stilate le “graduatorie”.

«Le somme alle scuole sono state assegnate - mette in chiaro l'assessore - se il materiale richiesto non è ancor arrivato, va da sè che si tratti di un problema dell’istituto e dunque di un blocco della procedura amministrativa. In questo caso la competenza non è dell’assessorato ma dell'Ufficio scolastico regionale che se ne occupa, sono soldi dello Stato».
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