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Il Festino di Palermo diventa un film: Santa Rosalia quest'anno la festeggiamo così

L'amministrazione comunale e la Curia di Palermo hanno presentato il programma dell'edizione 2020: una kermesse che non rinuncia alla festa ma in una nuova veste

Balarm
La redazione
  • 25 giugno 2020

Festino di Santa Rosalia a Palermo

Sarà un festino senza il tradizionale corteo e la classica festa in piazza. Nell'era del Covid-19 anche le celebrazioni per la Santuzza di Palermo si apprestano a cambiare volto, diventando un lungometraggio che sarà trasmesso in tutto il mondo.

A confermarlo è il sindaco Leoluca Orlando che, insieme all'arcivescovo Corrado Lorefice e all’assessore alla Cultura Adham Darawsha, ha presentato il cosiddetto "Festino senza Festino". Un cambio di veste di cui avevamo già parlato e che trova oggi la sua ufficialità.

A spiegare il senso del "Festino che non c’è" è stato il sindaco che ha ricordato come l’Amministrazione comunale, tramite l’Assessorato alle Culture, “ha scelto di non rinunciare a celebrare al meglio il legame fra la città e la “Santuzza”, pur volendo rispettare al massimo le misure precauzionali legate al contrasto della diffusione del Covid-19".



Le limitazioni imposte dal contrasto al Covid-19, hanno infatti impedito l’organizzazione di quasi tutti i momenti laici e religiosi che tradizionalmente caratterizzano il periodo precedente e il 14-15 luglio, ricco di eventi in onore della Santa Patrona.

Il "momento" principale sarà tradizionalmente la sera del 14 luglio, quando alle 22 andrà in onda contemporaneamente su diverse emittenti televisive locali e nazionali un film "Palermo Sospesa- il Festino che non c’è" la cui realizzazione è stata affidata alla sezione siciliana del Centro Sperimentale di Cinematografia, la cui direttrice artistica Costanza Quatriglio curerà la regia.

«Un racconto che intreccia itinerari e suggestioni di uomini e donne che abitano i luoghi di una Palermo sospesa. La sacralità dell'attesa, le lingue del mediterraneo, le voci e le strade di una città plurale rinata dalla peste, dove il quotidiano, il sacro e il mito sono intimamente connessi al culto della sua Santuzza».

Così la regista ha descritto il progetto del film, la cui realizzazione è in corso in questi giorni e che si avvale di un'ampia rete di collaborazioni con partner istituzionali, tecnici e artistici.

«Abbiamo vissuto un momento particolarissimo che ci ha visto nella massima trepidazione, nella precarietà, nella separazione - ha detto l'arcivescovo Corrado Lorefice -. Rosalia interviene sempre come donna che ci assicura che questi momenti così tristi fanno parte di una realtà molto più ampia che è di vita e speranza.

La separazione ci ha chiesto di moltiplicare la solidarietà e la prossimità e penso che questo sia il messaggio che arriva da questo Festino atipico: quello di rimanere uniti. Perché questo è ciò che spetta alla nostra città, lo stare insieme, lo stare uniti nella difficoltà che vive la città degli uomini.

In questo tempo di pandemia c’è stata una grande gara di solidarietà; la conferma che non prevalgano l'individualismo, la paura, il fare da soli; perché solo insieme possiamo portare avanti l'eredità che ci lascia Rosalia, una donna che resta legata alla sua città e intercede per la sua città.

Per il Festino, Palermo diventa incontro, città dove si abbattono le barriere. Ricordo il primo Festino nel 2016, in cui sentivo forte la presenza della città, senza distanze, senza barriere. Se questo è vero, questo Festino che ci vede costretti alla distanza fisica, lo dovremo celebrare nel luogo fisico in cui ogni Festino ha la propria sede naturale: il cuore. Se lo celebriamo nel cuore, allora è vinta ogni barriera, ogni distanza. Perché Palermo va al ritmo del cuore di Rosalia, che tutti noi sentiamo presente, oltre le barriere del tempo e dello spazio».

«Il Festino 2020 conferma nei valori e innova nella rappresentazione la devozione per Santa Rosalia e la fede dei palermitani - ha aggiunto il sindaco Leoluca Orlando -. Il Festino 2020 è diverso come dal 1624 ogni Festino è diverso, ma è anche come ogni anno sempre eguale. Nel 2020 è profondamente cambiata la percezione del tempo e dello spazio e di questo cambiamento il Festino 2020 si fa espressione, confermando ancora una volta la dimensione comunitaria di tutti i palermitani pur nel distanziamento fisico.

Preghiera, memoria e arte si intrecciano indissolubilmente e insieme contrastano e prevengono la peste, il virus di egoismi individualistici e di soffocanti appartenenze. Questo Festino 2020 sarà diffuso nel mondo come mai in passato, consentendo di sentirsi palermitani a quanti si collegheranno in una sfilata, in una processione mai tanto partecipata in 396 anni».

Fanno parte del progetto anche la Fondazione Teatro Massimo, l’associazione Teatro Biondo Stabile di Palermo, la Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana, l’Accademia di Belle Arti di Palermo, il Conservatorio di Musica di Palermo “Alessandro Scarlatti”, la Fondazione Sant'Elia.

Alla realizzazione del film, che durerà circa 75 minuti suddivisi in tre parti, contribuiscono anche l'Istituto Luce e Rai Teche che hanno messo a disposizione il proprio materiale d'archivio, così come hanno fatto tanti fotografi e cineasti che hanno donato il proprio materiale per sottolineare il contributo collettivo e di comunità da cui nasce questo progetto.

A conferma del coinvolgimento della comunità artistica e culturale della città, il partenariato è completato dal Museo Pitrè, dal Museo delle Marionette, il Teatro Ditirammu, il Liceo Coreutico “Regina Margherita”, il Centro Regionale per l'inventario, la catalogazione e la documentazione grafica, fotografica, aerofotogrammetrica e audiovisiva, l’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, la Sartoria Pipi, l’ANCE.

Nel corso della conferenza stampa è stato anche presentato il programma delle manifestazioni religiose, illustrato dal Parroco della Cattedrale don Filippo Sarullo, caratterizzate dall’assenza della tradizionale messa a Palazzo di città (che sarà sostituita da un momento di "affidamento della città alla Santa" che si svolgerà nella cappella di Santa Rosalia a Palazzo delle Aquile) e della processione (sostituita da un momento comunitario sul sagrato della Cattedrale).

Altra particolarità è che durante la messa del 10 luglio un cero sarà acceso in memoria delle vittime del Covid-19.

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