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Il giro della Sicilia in un giorno: "Kontiland" è il parco delle meraviglie (in miniatura)

Quando sceglie di realizzare un pezzo di Sicilia, Giuseppe si reca sul posto a studiare quello vero, fa i rilievi, prende le misure. Così nascono le sue "piccole" opere d'arte

Elena Cicardo
Digital strategist
  • 20 marzo 2021

Il Duomo di Messina in miniatura nel parco "Kontiland"

A Rina, frazione di Savoca, uno dei borghi più belli d’Italia, si può girare la Sicilia intera e scoprire il suo immenso patrimonio artistico e culturale. In scala, sì, ma con un livello di perfezione incredibile.

Questa Sicilia in miniatura è opera di Giuseppe Lo Conti.

Muratore per una vita, poi impiegato nei Beni Culturali, con un saper fare da artigiano e una grande conoscenza dei materiali ha cominciato a 35 anni a realizzare a mano monumenti simbolo dell’isola e li ha posizionati in un parco, “Kontiland”, a pochi chilometri da Taormina.

«Quando avevo 15 anni mi portarono a vedere l’Italia in miniatura - racconta Giuseppe - e già allora cominciò a balenarmi nella testa questa idea». Oggi il parco ha un’estensione di 10mila metri quadri e una quarantina di opere posizionate replicando esattamente la realtà.

Ci sono per esempio il Teatro Antico di Taormina, l'Abbazia dei Santi Pietro e Paolo d'Agrò di Casalvecchio, il Partenone di Agrigento, il Castello Ursino di Catania, il Giardino Ibleo di Ragusa, la chiesa di San Giovanni degli Eremiti di Palermo.



«Volevo però che, al contrario delle opere dell’Italia in miniatura, tutto fosse costruito in maniera artigianale, senza roba sintetica ma con materiali di un tempo, veri, senza preparati che facilitano il lavoro ma che allo stesso tempo sono più facilmente deteriorabili - continua Giuseppe. - Per ogni monumento scelgo materiali resistenti, che non si rovinino troppo con le intemperie, con il sole cocente, in modo che la manutenzione richieda solo piccoli interventi».

Quando sceglie di realizzare un pezzo di Sicilia, Giuseppe si reca sul posto a studiare quello vero, fa i rilievi, prende le misure, scatta le foto che gli servono, una volta tornato a casa disegna il progetto, sceglie la scala con cui produrre. La sua prima opera è stata il Duomo di Messina, con l’orologio meccanico e astronomico più grande e complesso al mondo.

«C’è voluto moltissimo tempo per realizzarlo, 8 mesi di lavoro. Ho detto a mia moglie “ci rinuncio”. Si deve tagliare il marmo in parti piccolissime, per esempio. Non è per niente semplice lavorare su dimensioni così piccole», racconta ancora sorridendo Giuseppe.

L’ultima realizzata e non ancora esposta, in quanto il parco è attualmente chiuso a causa delle direttive covid-19, è stata la Chiesa di San Nicolò Regale di Mazara del Vallo. In questo momento invece sta lavorando alla Scalinata di Santa Maria del Monte di Caltagirone che, con i suoi 140 gradini decorati con maioliche tutte diverse, rappresenta una bella sfida.

Dal 2017 il parco ha visto arrivare un numero sempre crescente di visitatori.

«Una cosa che mi riempie di orgoglio - conclude Giuseppe - è che alcuni turisti lasciano il parco con la voglia di andare a scoprire i monumenti reali che magari non conoscevano prima».
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