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Il mistero di Shakespeare e quelle tre opere ambientate in Sicilia: vi sveliamo dove

In due viene esplicitato il luogo di ambientazione, con cui il sommo bardo ha un legame particolare. Una terza invece si colloca in una non meglio identificata città dell'Isola

Balarm
La redazione
  • 16 febbraio 2026

William Shakespeare

Se ne parla per ora per il film "Hamnet" dedicato al profondo lutto che lo colpì, la perdita del figlio che aveva soltanto 11 anni. Ma di lui in realtà non si è mai smesso di scrivere o di tentare di fare luce sulla sua storia, sulle sue origini, di cui si sa ancora molto poco. Dato che molte delle sue opere sono ambientate in Italia c'è chi lo vorrebbe italiano, anzi siciliano.

Il primo a sollevare le teorie sulle sue origini messinesi del Bardo fu nel 1929 il giornalista Santi Paladino identificando il drammaturgo inglese con Giovanni Florio, autore di un libercolo di proverbi dal titolo "I secondi frutti". Il contenuto di questo libro, tenetevi forte, sarebbe parzialmente presente all’interno dell'"Amleto". Sono ben tre le sue opere ambientate in Sicilia. In due di queste viene esplicitato il luogo di ambientazione, Messina, con cui il sommo bardo ha un legame particolare (e di cui è cittadino onorario dal 2011). Una terza opera invece viene immaginata dall'autore in una non meglio identificata città dell'Isola. Ma andiamo con ordine.

Partiamo dalla commedia interamente ambientata a Messina: "Molto rumore per nulla". Il suo nome nel testo appare 9 volete e la trama dell'opera, scritta con tutta probabilità nel 1598, si intreccia e prende forma grazie agli equivoci e agli inganni alla corte spagnola della Città dello Stretto. La scelta di questa città siciliana come "teatro" dell'opera è riconducibile al fatto che la trama derivi, secondo quanto emergerebbe finora, da una novella cinquecentesca di Bandello, ambientata proprio lì. In secondo luogo questa città era all'epoca uno snodo cruciale per i commerci e la politica e quindi molto conosciuto anche all’estero.

Questa divertente commedia ha visto rappresentazioni, rifacimenti e adattamenti di tutti i tipi, come il film del 1993 con protagonisti Kenneth Branagh, Emma Thompson, Denzel Washington, Michael Keaton, Keanu Reeves). Da citare anche l'adattamento dialettale di Andrea Camilleri, "Troppu trafficu ppi nenti", che richiama proprio a presunte origini siciliane di Shakespeare.

Per quanto riguarda la seconda opera,"Antonio e Cleopatra", si tratta di una tragedia, anch’essa tra le più note della produzione shakespeariana. In particolare il secondo atto, si apre nella lussureggiante villa di Sesto Pompeo a Messina, che grazie al suo dominio navale sulle acque di Sicilia e Sardegna, minaccia il triumvirato romano di Marco Antonio, Ottaviano Augusto e Marco Lepido. E sappiamo tutti come finisce la storia. Antonio, in un tentativo di riappacificazione, sposerà la sorella di Ottaviano, abbandonando quindi l’amante Cleopatra. Infine pentiti si suicideranno, inconsapevoli l’uno dell’altra.

Infine, l'ultimo dramma ambientato in Sicilia è "Il racconto d’inverno", che è anche l'ultimo scritto da Shakespeare, ambientato tra la Boemia e la Sicilia, presso la corte del re Leonte, in una città costiera e portuale che ricorda proprio Messina.
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