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Il primo disco della storia del jazz è siciliano: Nick La Rocca, "padre" fragile e visionario

Definito "il padre fragile del jazz siciliano", Nick La Rocca conobbe la musica per strada inseguendo le street parades delle marching bands tra le vie della città

Valentina Frinchi
Freelance in comunicazione e spettacolo
  • 7 agosto 2023

Raccolta di giornali dell’epoca presenti nel docufilm Sicily Jass del 2015 di Michele Cinque

«1917 - il primo disco della storia del jazz è siciliano».

La storia narra che tutto parte dal Jazz, è quella storia della musica «extracolta» che ha coinvolto il mondo intero, e che ha segnato la storia del disco e della discografia.

Proprio così, il primo fra tutti i dischi, «made in sicily», è quello di Nick La Rocca che a New Orleans con la sua Band «Original Dixieland Jass Band» incide il brano «Livery stable blues» in dodici battute di blues, vendendo più di un milione di copie, record degno di una grande Star dei nostri giorni.

La cultura della musica jazz, patrimonio dell'umanità, è stata determinata da elementi ricchi e armonici, da una buona carica ritmica, con una grande pratica di improvvisazione e interpretativa; ogni brano è diverso ogni volta che cambia l'esecutore, e' nella preparazione individuale che nasce l'affiatamento del gruppo jazz.
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Nick La Rocca, figlio di siciliani, nacque l'11 aprile 1889 a New Orleans (il padre era di Salaparuta, la madre di Poggioreale), ma solo a 16 anni, dopo la morte del padre avvenuta nei primi del '900, poté dedicarsi alla sua passione per la cornetta e per la musica in generale.

Il padre, in netta contrapposizione con quella passione, pur avendo suonato la cornetta nella band di Salaparuta, di cornette ne gliene aveva distrutte tante.

Girolamo La Rocca, classe 1862, originario di Salaparuta emigrerà con tutta la sua famiglia a New Orleans dove continuerà a svolgere l'attività di «calzolaio» a Magazine Street nello stesso stabile dove c'era la sua abitazione e dove sarebbe nato il grande Nick.

E anche se a Salaparuta aveva suonato la cornetta nella banda del paese non volle che il figlio ereditasse quella passione perché desiderava che diventasse medico.

Ma come vedremo la passione del DNA non si smentirà e la tenacia avrà la meglio. New Orleans fu definita dalla collettività la «culla del jazz», una città dove tuttora vive tra i più alti tassi di popolazione siciliana di tutti gli Stati Uniti, soprattutto proveniente da Palermo, Trapani e Agrigento.

Con il suo primo lavoro, Nick, ebbe la possibilità di acquistare una nuova cornetta tutta per sé svolgendo l'attività di elettricista alla French Opera House.

Conobbe la musica per strada, inseguendo le street parades delle marching bands che ogni giorno attraversavano le vie della città per pubblicizzare cose da comprare.

Quel ragazzetto inseguiva persino gli incontri di boxe ai circhi equestri e l'accompagnamento dei funerali di quei defunti benestanti che potevano permettersi un certo tipo di cerimonie funebri.

Qui infatti avrebbe ascoltato anche la famosa «New Orleans Function», resa celebre da Luis Armstrong che si componeva di due parti: una parte triste prima del seppellimento chiamata «Free as A Bird» e una parte subito dopo la tumulazione, dell'allegro ritorno in città come a volere evocare che c'è ancora vita dopo la morte.

Ogni giorno Nick amava ascoltare la musica da un grammofono che ripeteva con la cornetta «ad orecchio».

Nick La Rocca era un analfabeta musicale, infatti, le sue prime composizioni non sono state altro che dei piccoli motivi basati su strutture armoniche preesistenti.

L'amore per la musica era così tanto che nel 1908 fondò la sua prima orchestra insieme al clarinettista Larry Shields. Suonavano per qualche spicciolo o per un drink anche se Nick a dire il vero era astemio.

Durante il giorno Nick raccoglieva soldi per la musica. Infatti lavorava come negoziante ma era anche un bravissimo carpentiere oltre che idraulico ed elettricista.

Era il 1912 quando Nick cominciò a suonare in delle formazioni che si esibivano per le strade della città su dei carri trainati da cavalli sui quali spesso saliva anche un banditore che sponsorizzava spettacoli e articoli di vario genere.

La compagnia si chiamava «Reliance Band di Jack di Papa Laine».

Erano tempi di una forte discriminazione razziale fonte di ispirazione nel 1930 del compositore Jimmy McHugh che scrisse un testo come «On The Sunny Side of The Street» per denunciare l'obbligo dei neri al sud degli Stati Uniti di camminare sui marciapiedi dove batteva il sole per consentire ai bianchi di camminare nelle zone d'ombra.

Si può affermare con certezza che il 26 febbraio 1917 è stato «pubblicato» e «registrato» il primo Disco Jazz della storia.

Un milione e mezzo di copie vendute 8 anni prima che Louis Armstrong incidesse il suo primo disco. Un successo istantaneo e strepitoso per un epoca così lontana. Il lato A del Disco 78 giri suonava «Livery Stable Blues», il lato B invece «Dixieland Jass Band One-Step».

Seguirà una tournèe di ben 17 mesi di fila nel 1919 che vedrà la seguente formazione partire da Londra: Nick La Rocca (cornetta), Larry Shields (clarinetto), Emile Christian (trombone), J. Russell Robinson (pianoforte), Tony Sbarbaro (batteria).

Da dove proviene il termine "jazz"?

Secondo La Rocca un giorno qualcuno si prese la briga di togliere dai manifesti dell' orchestra della città la lettera «j» dalla parola «jass».

Il termine «ass» corrispondeva ad una parolaccia in gergo americano o comunque voleva significare un termine dispregiativo, motivo per cui Nick La Rocca sostituì le due consonanti «ss» con «zz», così nacque il termine «jazz».

Questa teoria o ricostruzione dei fatti è stata però parecchio discussa sia perchè proprio il primo disco di Nick La Rocca inciso con la «Victor» riportava il nome di «Original Dixieland Jass Band».

Inoltre da accurate ricerche il termine «jass» potrebbe derivare da «Jasbo Brown», un musicista nero, oppure ancora dal significato di un termine francese «jaser» che vuole intendere, chiaccherare in un insieme di voci, oppure ancora il significato si potrebbe ricondurre ad una sensazione di eccitamento sessuale derivante dai termini «jas», «jass», «jaz», «jazz», «jasz», «jaszz» come afferma il compianto decano dei jazzisti siciliani Claudio Lo Cascio.

Nick La Rocca, definito «il padre fragile del jazz siciliano», è morto a New Orleans il 22 febbraio 1961 ed è sepolto in una cappella molto probabilmente costruita da lui stessa tra tombe che recitano cognomi siciliani.

Morirà di crepacuore inseguendo quello che lui stesso definiva «la verità di Dio», un tentativo disperato per ripristinare la grande verità sul suo ccontributo alla musica jazz.

Per fortuna la storia dei nostri giorni ha reso merito e memoria a lui e alla storia del Disco.
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