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In ricordo di "Rak", mago palermitano della regia: la storia, dai Duran Duran al Giubileo

Il ricordo del professionista scomparso a Roma il 28 giugno 2011, "lasciando il mondo dell'amicizia, della musica, della regia, in un assordante silenzio"

Valentina Frinchi
Freelance in comunicazione e spettacolo
  • 28 giugno 2023

Riccardo Di Blasi

Nel nascere degli anni '90 in pieno fermento Malaluna, durante le storiche esibizioni dei Rivisitors c'era un "Riccardino", Riccardo Di Blasi, che con quell'aria da burlone intonava la sua indimenticabile canzone "Con tutte le ragazze sono tremendo, le lascio quando voglio e poi le riprendo...".

Con la voce starnazzante e un aspetto singolare e perfettamente riconoscibile, "Rak", come lo chiamavano gli amici più cari, aveva una sconfinata voglia di dare senza chiedere mai nulla in cambio. È proprio il caso di ricordare una citazione della grande "Madre Teresa di Calcutta" che sono sicura Riccardo farebbe sua: "Trova il tempo di essere amico: è la strada della felicità".

Tra microfoni e telecamere, Riccardo Di Blasi è stato un regista "vero". È riuscito a far vedere cosa accadesse realmente sul palco al momento della scena, e ha dedicato una preziosa attenzione a tutti coloro che avevano fatto della musica una scelta di vita.
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Classe '58, molto palermitano anche se originario di Livorno, cresce nel quartiere "Libertà", diventa un allievo dell'Istituto "Don Bosco Ranchibile", e inizia la sua carriera come speaker di "Radio In" sino al suo grande esordio, nel 1987, con il concerto dei Duran Duran, svoltosi allo Stadio della Favorita di Palermo, registrato per il programma "Rai Notte Rock", quando scoprì che poteva risultargli naturale svolgere la professione di regista.

Quel concerto fu "il suo battesimo del fuoco".

Legato al genere dei videoclip, fu fatale l'incontro con Renzo Arbore che gli insegno' la "regia raccontata" introducendolo nel mondo degli attori. Insieme realizzeranno un film-documentario su Nick La Rocca originario di Salaparuta, narrando il primo disco di musica jazz inciso nella storia.

"L'esperienza più bella è stata la regia mondiale della Porta Santa, in occasione del "Giubileo" un ricordo sentito di Riccardo. Riccardo Di Blasi amava definirsi uno "sporco edonista" per la voglia inesauribile di sperimentarsi, e di essere pioniere nella regia televisiva che indiscutibilmente era l'arte sua.

Di Blasi ha lasciato la sua impronta umana e professionale nelle più grandi regie nazionali e internazionali come il "Pavarotti&friends", "Premio Regia Televisiva" "Il Premio Barocco". Furono curate da Di Blasi le regie di ben tredici edizioni, e l'ultima nell'area portuale di Gallipoli luogo molto caro a Riccardo.

Durante la sua permanenza a Roma non dimenticò mai la Sicilia e i siciliani, soprattutto i palermitani più cari, quelli in cui credeva fermamente e per cui si espose molto ma molto di più se si fosse trattato di se stesso.

Il regista palermitano muore improvvisamente a Roma il 28 giugno 2011, lasciando il mondo dell'amicizia, della musica, della regia, in un assordante silenzio.
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