STORIE

HomeMagazineSocietàStorie

In Sicilia c'è chi ha "la storia" dentro casa: la baronessa di Cerami e il feudo Carrangiara

Di nobile non ha solo la stirpe ma anche gli intenti, il suo desiderio principale è quello di valorizzare la storia della Sicilia, anche attraverso i monumenti e i documenti

Jessica Di Bona
Appassionata di arte e cultura
  • 14 giugno 2021

Emilia Rosso, la baronessa di Cerami e alle spalle la chiesetta del 1600

«La cultura non è noiosa, la cultura siamo noi», sono le parole della baronessa di Cerami, alias Emilia Rosso di Cerami, che fa parte di una delle famiglie nobiliari più antiche della Sicilia; il primo nell'albero genealogico è Tancredi d'Altavilla.

Di nobile non ha solo la stirpe ma anche gli intenti, il suo desiderio principale è infatti quello di valorizzare la storia della Sicilia, anche attraverso i monumenti e i documenti della sua famiglia. Ex docente di latino, racconta della sua attività di insegnante sui generis: «Il mio modo di insegnare era un po' diverso, non salivo sulla cattedra come nel film ''L'attimo fuggente'', però non era noioso», mi racconta con ironia, e aggiunge «Se noi dietro la storia sappiamo che c'erano persone, si racconta tutto diversamente».

Vive ad Enna, ma da marzo a ottobre si trasferisce nell'ex feudo di Carrangiara, nei pressi del lago di Pergusa, sulla statale 117 bis. Il territorio di Carrangiara era abitato già in epoca antecedente alla colonizzazione greca, benché le prime notizie documentate risalgano alla fine del tredicesimo secolo.



Emilia e il figlio Davide Pirrera Rosso di Cerami si rendono conto di avere tra le mani un tesoro che non può rimanere chiuso, ma deve essere condiviso: «La nostra idea è quella - racconta -, la Sicilia ha tantissimo da offrire, allora dobbiamo aprire, condividere, far conoscere. Cito una frase di mio figlio: ''noi non siamo altro che un anello di una lunga catena, abbiamo il compito di passare il testimone agli altri''».

I suoi racconti sono affascinanti, ricchi di mistero e storia. L'ex feudo inizia ad essere restaurato circa dieci anni fa, Emilia e Davide vogliono raccontare la storia che hanno in casa, a cominciare da una chiesetta del 1600: «La chiesa fu eretta per volontà del principe Giulio Grimaldi di Santa Caterina, lui viveva qui, il padre Pietro Andrea è sepolto nella chiesa di San Francesco d'Assisi, a Palermo».

Da circa dieci anni Emilia e il figlio Davide avviano il restauro della chiesetta del '600, degli interni, e oggi l'ex feudo è sede di un'azienda didattica per adulti aperta al pubblico, con allestimento di mostre a tema, tra l'oggettistica, l'abbigliamento e tanto altro; si chiama ''Feudo Rosso di Cerami'': «Davide gestisce questo posto, queste stanze, unisce la storia con la modernità, ha voluto mettere mandorli, olivi, miele. È un posto molto particolare, lontano da centri urbani, c'è l'acqua sorgiva, il miele è molto buono».

Emilia Rosso di Cerami racconta con entusiasmo che i nomi dei personaggi, prima percepiti solo come ''storici'', adesso prendono vita attraverso l'analisi dei documenti: «Adesso faccio paleografia», dice sorridendo, e aggiunge: «Leggo storie, matrimoni, tanti nomi, Alliata di Villafranca, Valguarnera, e immagino il passato, la storia vive».

L'amore per la cultura di Emilia, per anni trasmesso ai suoi studenti tra i banchi di scuola, è ''congenito'', infatti anche il bisnonno Carlo Rosso III di Cerami è stato un promotore della conoscenza e della cultura a tutto tondo, realizzando tra gli anni '30 e '40, una scuola rurale per i contadini, credendo fermamente nell'importanza della scolarizzazione: «Oggi molti che hanno 60 o 70 anni, sono diventati ingegneri, medici, magari vivono in America, e mi dicono ''fortunatamente
ho frequentato quella scuola!''». Il bisnonno era anche un grande amico del famoso archeologo Paolo Orsi, di Napoleone Colajanni e del pittore Paolo Vetri, tra gli altri.

Emilia oggi si dedica alla ricerca e immancabilmente anche ai nipoti: «mio figlio Davide ha tre bambini, faccio anche la nonna». È inoltre una scrittrice, nel 2018 ha pubblicato infatti un libro in cui narra la storia del feudo di Carrangiara, ''Le «Stanze» di Carrangiara. Pagine di storia di Sicilia in un baglio nobiliare del centro dell'isola''.

Non ci resta che visitare il luogo dal fascino misterioso, tra documenti antichissimi e storie di popoli, guidati dall'archeologo Davide e dallo zelo di Emilia.
Se ti è piaciuto questo articolo, continua a seguirci:
Iscriviti alla newsletter
Cliccando su "Iscriviti" confermo di aver preso visione dell'informativa sul trattamento dei dati.

ARTICOLI RECENTI