In Sicilia c'è il sentiero dei segreti: dal torrente Mandarini alla colonna dimenticata
Ci sono tutte le cose amate da chi pratica escursioni e piace camminare: paesaggio, geologia, natura, cultura, spiritualità, arte e tradizioni. Vi ci portiamo
Il sentiero sulle Madonie (foto di Giovanna Gebbia)
Ci sono tutte le quantità amate da chi pratica escursioni e piace camminare: paesaggio, geologia, natura, cultura, spiritualità, arte e tradizioni: è il sentiero che nel territorio di Petralia Sottana nasconde una antica colonna rimasta nella pietra, mai estratta, un torrente che attraversa la valle, una rocca dal nome ancestrale, un ponte di pietra medievale, nel contesto del Geopark.
Il contesto del percorso si interseca con la storia del Parco delle Madonie e con quella del suo Geopark della preziosa rete UNESCO, ovvero, una una parte di territorio riconosciuta come di eccezionale importanza viste le sue particolari testimonianze geologiche, La particolarità di questo sentiero è che riesce ad unire in maniera fruibile oltre che gli aspetti naturalistici/ geologici, anche le attività legate alla presenza della popolazione, unendo la spiritualità della montagna con la sua civiltà.
Il percorso nella sua interezza, è per escursionisti abituati ma anche per chi volesse fare una escursione in passeggiata, perché ci sono livelli intermedi con tempi di percorrenza che vanno dalle due alle cinque ore, tutte di grande fascino.
Quello che proponiamo è adatto a tutti: si parte dalla capannina di segnalazione che si trova prima dell'ingresso dell’Ospedale Madonna dell’Alto, a m. 952 s.l.m., che si può raggiungere anche a piedi da Petralia Sottana, direzione Piano Battaglia, svoltando al bivio che conduce all'ospedale. Una parte del tragitto è disegnato sulla traccia della Regia Trazzera Petralia-Castelbuono detta delle transumanze (indicata come la n° 301), camminando su quello che rimane dell'antico selciato medievale romanico, raggiungendo dopo circa mezz'ora il Ponte di San Brancato, edificato a schiena d’asino, dove si trova un millesimo (ovvero una pietra scolpita con una scritta datata) datato 1931.
Qui troviamo una leggenda secondo la quale il ponte fosse dono di un sant'uomo chiamato San Francatu, da qui San Brancato. Sotto scorre il Torrente Mandarini il cui nome sembra provenire dalla presenza delle mannere dei pastori, formando un laghetto con piccola cascata detta "a gorgia" dove restare immersi nel silenzio e nei suoni della natura...e d'estate anche fare il bagno nell'acqua limpida. Attraversando la valle cambia nome e diventa il noto fiume Imera che taglia da costa a costa la Sicilia, da nord a sud.
Proseguendo oltre il ponte, si svolta a sx dove c'è la segnaletica che indica il sentiero della pace, immettendosi in una mulattiera per arrivare al sentiero superiore che porta a Pizzo Sant’Otiero, uno dei simboli della storia geologica del parco e delle montagne Madonite. Qui riposano da millenni fossili che testimoniano la presenza di un ambiente marino quando le acque ricoprivano il Mediterraneo in un grande mare e che è possibile osservare sul davanzale e sulle pareti della casa forestale a metà percorso.
La rocca di Sant'Otiero è molto originale, sembra un grande dente, o un grosso animale addormentato, e il toponimo testimonia la sacralità di questa altura il cui nome viene dal greco "thèrion", che significava bestia feroce appunto, così come ricorda la sua forma.
È qui nella parte finale del sentiero, prima di salire sulla rocca, che si nasconde la colonna dimenticata la cui sorte rimane legata alla pietra poiché, nell'estrazione si ruppe impedendo di poterla uscire dalla cava di pietra detta “Lumachella” a causa della presenza abbondante di fossili, e da cui si ricavarono le 12 colonne monolitiche della Chiesa Madre di Petralia Sottana intorno al 1633.
La formazione della rocca intesa geologicamente è costituita da calcari dolomitici nella parte sottostante e da calcilutiti triassiche con vistosi depositi numidici, sulla sommità che è raggiungibile percorrendo il sentiero e arrivando dietro la rocca, dalla quale si gode una vista spettacolare sul centro della Sicilia, suo ponte è sul torrente che si sente scorrere in lontananza.
Vista l'esposizione è consigliato fare l'escursione la mattina con le temperature più fresche e il sole non troppo forte, per vivere una esperienza che offre l'opportunità di scoprire non solo il paesaggio splendente della primavera siciliana, ma anche luoghi iconici legati a leggende, fatti veri o presunti tali, che rendono tutto più affascinante e curioso.
Per chi volesse l'esperienza oltre il paesaggio, si può visitare la chiesa Madre di Petralia Sottana dove si trovano le colonne di lumachella delle tre navate, e seguire il percorso geologico urbano in paese, dove su alcuni basolati si trovano indicati i fossili con delle borchie metalliche.
|
Ti è piaciuto questo articolo?
Seguici anche sui social
Iscriviti alla newsletter
|










Seguici su Facebook
Seguici su Instagram
Iscriviti al canale TikTok
Iscriviti al canale Whatsapp
Iscriviti al canale Telegram




