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In Sicilia l'influenza manda in tilt gli ospedali: picco di casi col rientro a scuola

Nelle ultime due settimane l’impennata dei casi ha messo in grave sofferenza i pronto soccorso. Al Policlinico di Palermo istituita una task force: ma l'ondata non è finita

Balarm
La redazione
  • 7 gennaio 2026

Nelle ultime due settimane l’impennata delle sindromi influenzali ha messo in grave sofferenza l’intero sistema ospedaliero siciliano, con Pronto Soccorso messi a dura prova. Nell'ultimo bollettino dell'Istituto superiore di Sanità, quello relativo alla settimana fra 22 e 28 dicembre, la Sicilia è tra le regioni con l'incidenza più alta 20,63 ed è terza per numeri di casi in una sola settimana (2702) dopo Lombardia (3.789) e Lazio (4.219).

Un deciso balzo in avanti legato alle festività di Natale e Capodanno, quando sono aumentate le occasioni di incontro e di conseguenza i contagi. Ma, secondo gli esperti, il picco potrebbe verificarsi nei prossimi giorni dopo la riapertura delle scuole.

Un aumento dei casi che, specie negli ultimi giorni, ha mandato in tilt i pronto soccorso. «La nostra Regione quest’anno è stata quindi particolarmente bersagliata dal virus influenzale che, unitamente ad una scarsa adesione alla Campagna vaccinale e ad una elevata virulenza, manifesta oggi tutti i suoi effetti negativi con un numero inusitato di pazienti con disturbi respiratori anche gravi che si sono riversati in un periodo ristretto nei già sofferenti ospedali siciliani e, ovviamente, nei pronto soccorso che sono letteralmente andati in tilt e che hanno tenuto solo per la consueta abnegazione di tutto il personale impegnato nell’emergenza, al lavoro con doppi e tripli turni mentre altri festeggiano e brindano», spiega in una nota Giuseppe Bonsignore, Segretario Regionale Cimo.

Alle ore 10.00 di oggi (mercoledì 7 gennaio) all'ospedale Civico di Palermo vi era un indice di sovraffollamento del 192%, con 81 pazienti in pronto soccorso, di cui 38 con una permanenza di 24 ore, 26 con una permanenza fino a 48 ore, e 17 oltre 48 ore, a fronte di 42 postazioni presidiate e 8 in semintensiva.

Sotto pressione anche il pronto soccorso dell'ospedale dei Bambini-Di Cristina, dove - come ha detto in una nostra intervista il direttore sanitario Domenico Cipolla - in questo periodo gli accessi sono sostanzialmente raddoppiati, con un sovraffollamento pari al 193% che in alcune occasioni sfiora addirittura il 250-300%.

Situazione critica anche all'ospedale Villa Sofia, dove proprio per le lunghe code e le attese è intervenuto persino Renato Schifani, che ha convocato d'urgenza il manager dell'azienda Alessandro Mazzara, chiedendo un report sulla situazione attuale e sui motivi che hanno causato le criticità.

In questo contesto, la direttrice generale del Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo, Maria Grazia Furnari, ha istituito una task force dedicata alla gestione dell’emergenza influenzale e del sovraffollamento del Pronto Soccorso, aggravato dall’aumento stagionale degli accessi e dalle complicanze respiratorie legate all’epidemia in corso.

Ne fanno parte, oltre alla Direzione Strategica, i Direttori di Dipartimento, i Direttori di alcune unità operative di Medicina, il Responsabile del PS, la Direzione medica di presidio, i Dirigenti delle Professioni Sanitarie Infermiestiche ed Osteriche.

Già nelle scorse settimane l’Azienda Ospedaliera Universitaria aveva adottato numerose misure organizzative per fronteggiare la pressione sul Pronto Soccorso e rafforzare l’assetto complessivo dell’organizzazione, tra cui la sospensione dei ricoveri programmati, fatta eccezione per quelli oncologici e per i ricoveri classificati in classe A.

Ulteriori interventi si sono resi necessari anche a seguito dell’avvio dei lavori strutturali finanziati con fondi PNRR, che interessano una parte delle degenze dell’area medica e che hanno comportato l’adozione di specifiche misure per garantire la continuità assistenziale e la tutela della dotazione complessiva dei posti letto.

La manager dell’Azienda ospedaliera ha effettuato un sopralluogo, insieme alla Direzione Medica di Presidio, al Direttore del Dipartimento di Emergenza-Urgenza e al Responsabile del Pronto Soccorso, per una valutazione diretta delle condizioni operative e l’individuazione di interventi immediatamente attivabili.

L’epidemia influenzale in atto determina infatti un prolungamento delle degenze, con una conseguente riduzione del turnover dei posti letto e un impatto significativo sulla capacità ricettiva dell’ospedale.

Per rafforzare ulteriormente le azioni in corso, il Direttore Generale ha convocato per domani mattina una riunione operativa della task force. Tra le ipotesi allo studio vi è anche la trasformazione di posti letto attualmente a bassa occupazione in posti letto di area medica, al fine di rispondere in modo più efficace all’aumento della domanda assistenziale.

«Oggi ci si chiede il perché delle lunghe attese nelle Aree di emergenza siciliane e di qualche Ospedale in particolare - afferma Giuseppe Bonsignore - domanda lecita se a porla è il non addetto ai lavori, meno tollerabile quando il quesito viene posto da chi ci governa che dovrebbe conoscere perfettamente la situazione strutturale e le carenze degli ospedali siciliani, il puntuale venire meno dell’apporto del privato accreditato durante le feste natalizie e una insufficiente assegnazione di posti letto per acuti alle strutture pubbliche».

«Si parla da quasi due anni della nuova Rete Ospedaliera - aggiunge il segretario di Cimo Sicilia - ma alla fine se ne sono perse le tracce ma proprio il grave disagio innescato e messo a nudo dall’influenza annuale dovrebbe fare seriamente riflettere sull’urgenza di aggiornare la Rete con una distribuzione dei posti letto più confacente alle esigenze di salute dei cittadini e non alla spartizione di una torta che alla fine sembra risultare indigesta», conclude Bonsignore.

Quest'anno a preoccupare è la nuova variante K, che secondo quanto riferito negli ultimi report "Respivirnet" dell'Iss, è la prevalente in Italia. Soprannominata "super flu" (super influenza), perché sebbene i sintomi siano simili a quelli delle varianti finora note, questa risulta essere molto più contagiosa.
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