La "super influenza" arriva in Sicilia, picco dopo le Feste: cosa si sa della variante K
L'Isola è già la terza regione in Italia per incidenza di casi. Previsto rialzo dei contagi dopo Natale. L'esperto: "Vaccinatevi ed evitate baci e abbracci se non necessari"
L'influenza è arrivata. I dati dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss) segnalano la risalita dei contagi in tutta Italia. La Sicilia non fa eccezione, anzi: è la terza regione per incidenza di casi (rapporto fra numero di casi e popolazione) dopo Sardegna e Campania. Così anche negli ospedali dell'Isola si cominciano a registrare i primi effetti dell'ondata stagionale.
Quest'anno a preoccupare è la nuova variante K, che secondo quanto riferito nell'ultimo report "Respivirnet" dell'Iss, è la prevalente in Italia. Soprannominata "super flu" (super influenza), perché sebbene i sintomi siano simili a quelli delle varianti finora note, questa risulta essere molto più contagiosa.
«Le analisi di sequenziamento condotte sul gene HA di virus influenzali A(H3N2) attualmente circolanti in Italia evidenziano che la subclade K è nettamente prevalente» Lo si legge nell'ultimo rapporto "Respivirnet".
Secondo i dati dell'ultimo bollettino della settimana 8-14 dicembre, sono 2.115 i casi registrati. Il tasso di incidenza è del 17,6%, ossia 3 punti in più rispetto alla media nazionale (14,7) e appunto terza dopo Sardegna (23,61%) e Campania (21,07). E il picco non è ancora arrivato.
Come si legge nel rapporto dell'Iss: «L'intensità è molto alta in due regioni, Campania e Sardegna, ed è alta in Sicilia. Mentre risulta media in Abruzzo, Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Piemonte, Valle D'Aosta e Provincia di Bolzano e bassa in tutte le altre, ad eccezione del Molise in cui è a livello basale».
L'incidenza più elevata si continua a osservare nella fascia di età 0-4 anni, con circa 42 casi per 1.000 assistiti.
Tuttavia, «i dati epidemiologici finora disponibili indicano che non si osserva un aumento nella severità delle manifestazioni cliniche», In generale, insomma, i sintomi sono simili a quelli di una normale influenza: febbre alta, tosse, mal di gola e dolori muscolari.
A fare un quadro della situazione attuale in Sicilia è il professor Antonio Cascio, direttore dell'Unità operativa di Malattie Infettive del Policlinico di Palermo, che ha risposto ad alcune domande sulla diffusione del virus e sulle misure di prevenzione da adottare in vista delle festività natalizie.
«I dati siciliani non si discostano in maniera significativa dai dati nazionali. Al momento in Sicilia stiamo assistendo a un aumento dell'incidenza. A circolare maggiormente sono i virus influenzali A(H3N2)», afferma Cascio. Sulla presenza specifica della variante K, che sta destando preoccupazione a livello nazionale, il professore chiarisce: «Non sono al corrente dei dati su eventuali tipizzazioni che abbiano evidenziato la presenza della subclade K di H3N2 nei virus isolati in Sicilia».
L'assenza di dati certi sulla tipizzazione locale non significa che la variante non sia presente, ma semplicemente che al momento non ci sono conferme di laboratorio specifiche per il territorio siciliano. Il picco dei contagi in Sicilia arriverà probabilmente dopo le Feste natalizie. «Al momento non è possibile prevedere quando si verificherà il picco dei casi. Ma si presume intorno al 15 gennaio», spiega il professore.
Una tempistica che coinciderebbe con il periodo successivo agli assembramenti natalizi, quando la circolazione virale avrà avuto modo di intensificarsi attraverso i contatti ravvicinati tipici di questo periodo dell'anno. La previsione tiene conto anche delle peculiarità climatiche della Sicilia, dove le temperature più miti potrebbero influenzare in modo diverso la diffusione del virus rispetto ad altre regioni italiane.
Per quanto riguarda i sintomi. «Sono sempre gli stessi. In questa stagione circolano numerosi virus che possono provocare sintomi sia a carico delle alte vie sia a carico delle basse vie respiratorie», precisa Cascio. Il vero problema sono le complicanze, soprattutto per le fasce più vulnerabili della popolazione.
«Purtroppo di tanto in tanto soprattutto nelle persone più fragili, anziane e nei bambini più piccoli possono osservarsi complicanze con polmoniti più severe che possono portare ad insufficienza respiratoria. Da ricordare anche che a seguito dell'influenza e del Covid possono verificarsi gravi complicanze tromboemboliche».
I dati nazionali mostrano infatti che quest'anno i bambini nella fascia 0-4 anni sono particolarmente colpiti, insieme agli anziani con patologie preesistenti.
Sul fronte della prevenzione, i vaccini di questa campagna si dimostrano efficaci anche contro la variante K. «Si, i vaccini sono efficaci contro l'influenza (inclusa la variante K) e sono in grado di prevenire le forme gravi della malattia», conferma Cascio, che lancia un appello chiaro a chi non si è ancora vaccinato: «Siamo ancora in tempo per vaccinarci ed è meglio farlo subito, infatti, affinché vengano elicitate le risposte, occorrono fino a un paio di settimane».
Il tempo stringe quindi per chi vuole arrivare protetto durante il periodo delle Feste. Il professore ricorda che «la vaccinazione è raccomandata ed è offerta gratuitamente dal Servizio sanitario nazionale alle persone a rischio, soprattutto anziani con comorbidità come diabete, malattie cardiache e respiratorie, immunodepressione e nei bambini».
Al Policlinico di Palermo la situazione ricalca quella tipica del periodo invernale, senza particolari allarmi. «Come ogni anno nella stagione invernale, anche al Policlinico, a causa della maggior circolazione dei virus influenzali, parainfluenzali e del raffreddore, aumenta la pressione nei pronto soccorso e nei reparti di degenza», spiega Cascio.
Sul clamore mediatico intorno alla variante K, il professore è netto: «Non mi sento di dare particolare importanza ad una specifica variante del virus influenzale». Un invito a non farsi prendere dal panico, pur mantenendo alta l'attenzione. Con le festività natalizie ormai vicine, Cascio elenca le precauzioni fondamentali da adottare durante gli incontri familiari.
«Le persone con i sintomi e i segni dell'influenza dovrebbero evitare di partecipare alle festicciole familiari soprattutto se sono presenti parenti anziani o fragili, dovrebbero coprire bocca e naso con un fazzoletto monouso quando tossiscono o starnutiscono. Attenzione anche o gli oggetti condivisi», avverte il professore.
Tra le altre raccomandazioni: «Lavarsi spesso le mani con acqua e sapone o con soluzione idroalcolico dopo aver tossito» e «aprire le finestre più volte al giorno, anche per pochi minuti. L'aria fresca diluisce la carica virale, anche in inverno». Il professore suggerisce inoltre di «evitare contatti ravvicinati non necessari (baci, abbracci e strette di mano, soprattutto con anziani, persone con malattie croniche, donne in gravidanza)» e di «considerare l'utilizzo della mascherina».
Infine, ribadisce l'importanza della «vaccinazione, particolarmente importante per over 60, persone fragili e caregiver». Sono queste le regole di buonsenso che potrebbero fare la differenza nella protezione delle persone più vulnerabili durante le Feste.
Quest'anno a preoccupare è la nuova variante K, che secondo quanto riferito nell'ultimo report "Respivirnet" dell'Iss, è la prevalente in Italia. Soprannominata "super flu" (super influenza), perché sebbene i sintomi siano simili a quelli delle varianti finora note, questa risulta essere molto più contagiosa.
«Le analisi di sequenziamento condotte sul gene HA di virus influenzali A(H3N2) attualmente circolanti in Italia evidenziano che la subclade K è nettamente prevalente» Lo si legge nell'ultimo rapporto "Respivirnet".
Secondo i dati dell'ultimo bollettino della settimana 8-14 dicembre, sono 2.115 i casi registrati. Il tasso di incidenza è del 17,6%, ossia 3 punti in più rispetto alla media nazionale (14,7) e appunto terza dopo Sardegna (23,61%) e Campania (21,07). E il picco non è ancora arrivato.
Come si legge nel rapporto dell'Iss: «L'intensità è molto alta in due regioni, Campania e Sardegna, ed è alta in Sicilia. Mentre risulta media in Abruzzo, Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Piemonte, Valle D'Aosta e Provincia di Bolzano e bassa in tutte le altre, ad eccezione del Molise in cui è a livello basale».
L'incidenza più elevata si continua a osservare nella fascia di età 0-4 anni, con circa 42 casi per 1.000 assistiti.
Tuttavia, «i dati epidemiologici finora disponibili indicano che non si osserva un aumento nella severità delle manifestazioni cliniche», In generale, insomma, i sintomi sono simili a quelli di una normale influenza: febbre alta, tosse, mal di gola e dolori muscolari.
A fare un quadro della situazione attuale in Sicilia è il professor Antonio Cascio, direttore dell'Unità operativa di Malattie Infettive del Policlinico di Palermo, che ha risposto ad alcune domande sulla diffusione del virus e sulle misure di prevenzione da adottare in vista delle festività natalizie.
«I dati siciliani non si discostano in maniera significativa dai dati nazionali. Al momento in Sicilia stiamo assistendo a un aumento dell'incidenza. A circolare maggiormente sono i virus influenzali A(H3N2)», afferma Cascio. Sulla presenza specifica della variante K, che sta destando preoccupazione a livello nazionale, il professore chiarisce: «Non sono al corrente dei dati su eventuali tipizzazioni che abbiano evidenziato la presenza della subclade K di H3N2 nei virus isolati in Sicilia».
L'assenza di dati certi sulla tipizzazione locale non significa che la variante non sia presente, ma semplicemente che al momento non ci sono conferme di laboratorio specifiche per il territorio siciliano. Il picco dei contagi in Sicilia arriverà probabilmente dopo le Feste natalizie. «Al momento non è possibile prevedere quando si verificherà il picco dei casi. Ma si presume intorno al 15 gennaio», spiega il professore.
Una tempistica che coinciderebbe con il periodo successivo agli assembramenti natalizi, quando la circolazione virale avrà avuto modo di intensificarsi attraverso i contatti ravvicinati tipici di questo periodo dell'anno. La previsione tiene conto anche delle peculiarità climatiche della Sicilia, dove le temperature più miti potrebbero influenzare in modo diverso la diffusione del virus rispetto ad altre regioni italiane.
Per quanto riguarda i sintomi. «Sono sempre gli stessi. In questa stagione circolano numerosi virus che possono provocare sintomi sia a carico delle alte vie sia a carico delle basse vie respiratorie», precisa Cascio. Il vero problema sono le complicanze, soprattutto per le fasce più vulnerabili della popolazione.
«Purtroppo di tanto in tanto soprattutto nelle persone più fragili, anziane e nei bambini più piccoli possono osservarsi complicanze con polmoniti più severe che possono portare ad insufficienza respiratoria. Da ricordare anche che a seguito dell'influenza e del Covid possono verificarsi gravi complicanze tromboemboliche».
I dati nazionali mostrano infatti che quest'anno i bambini nella fascia 0-4 anni sono particolarmente colpiti, insieme agli anziani con patologie preesistenti.
Sul fronte della prevenzione, i vaccini di questa campagna si dimostrano efficaci anche contro la variante K. «Si, i vaccini sono efficaci contro l'influenza (inclusa la variante K) e sono in grado di prevenire le forme gravi della malattia», conferma Cascio, che lancia un appello chiaro a chi non si è ancora vaccinato: «Siamo ancora in tempo per vaccinarci ed è meglio farlo subito, infatti, affinché vengano elicitate le risposte, occorrono fino a un paio di settimane».
Il tempo stringe quindi per chi vuole arrivare protetto durante il periodo delle Feste. Il professore ricorda che «la vaccinazione è raccomandata ed è offerta gratuitamente dal Servizio sanitario nazionale alle persone a rischio, soprattutto anziani con comorbidità come diabete, malattie cardiache e respiratorie, immunodepressione e nei bambini».
Al Policlinico di Palermo la situazione ricalca quella tipica del periodo invernale, senza particolari allarmi. «Come ogni anno nella stagione invernale, anche al Policlinico, a causa della maggior circolazione dei virus influenzali, parainfluenzali e del raffreddore, aumenta la pressione nei pronto soccorso e nei reparti di degenza», spiega Cascio.
Sul clamore mediatico intorno alla variante K, il professore è netto: «Non mi sento di dare particolare importanza ad una specifica variante del virus influenzale». Un invito a non farsi prendere dal panico, pur mantenendo alta l'attenzione. Con le festività natalizie ormai vicine, Cascio elenca le precauzioni fondamentali da adottare durante gli incontri familiari.
«Le persone con i sintomi e i segni dell'influenza dovrebbero evitare di partecipare alle festicciole familiari soprattutto se sono presenti parenti anziani o fragili, dovrebbero coprire bocca e naso con un fazzoletto monouso quando tossiscono o starnutiscono. Attenzione anche o gli oggetti condivisi», avverte il professore.
Tra le altre raccomandazioni: «Lavarsi spesso le mani con acqua e sapone o con soluzione idroalcolico dopo aver tossito» e «aprire le finestre più volte al giorno, anche per pochi minuti. L'aria fresca diluisce la carica virale, anche in inverno». Il professore suggerisce inoltre di «evitare contatti ravvicinati non necessari (baci, abbracci e strette di mano, soprattutto con anziani, persone con malattie croniche, donne in gravidanza)» e di «considerare l'utilizzo della mascherina».
Infine, ribadisce l'importanza della «vaccinazione, particolarmente importante per over 60, persone fragili e caregiver». Sono queste le regole di buonsenso che potrebbero fare la differenza nella protezione delle persone più vulnerabili durante le Feste.
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