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In un set psichedelico: la musica elettronica "riapre" uno storico teatro di Palermo

Uno dei gioielli del Liberty palermitano, chiuso e abbandonato da alcuni anni, "riapre" e diventa protagonista del videoclip "Cima" del duo Vossa, ovvero Gaetano Dragotta e Sergio Beercock

Rosa Guttilla
Giornalista
  • 29 settembre 2020

Ci voleva un video clip musicale per dare un minimo di visibilità al Teatro Fiocchiaro di Palermo, esempio delle tante, troppe, sedi storiche della città abbandonate al loro declino senza se e senza ma.

Il video della traccia "Cima" - di recentissima pubblicazione - opera del duo elettronico composto da Gaetano Dragotta e Sergio Beercock, in arte Vossa, duo nato dall'incontro fra il producer e dj palermitano avvenuto durante l'esperienza di improvvisazione dal vivo "St'Art" nel dicembre 2018, promossa a Palermo dall'etichetta indipendente “Tip off Records”, è infatti stato girato all'interno del teatro.

In un'ambientazione dolcemente psichedelica, dalle forti impronte di luce rossa, compaiono, in frame quasi poetici per la loro essenzialità e violenta verità, angoli del teatro che raccontano lo stato di abbandono in cui versa.

Tavolini abbandonati, finestre aperte e non ultimi insetti morti, rinsecchiti, sulle soglie di porte finestre; e poi ragnatele, esili ponti tra una rampa di scala e l'altra. Racconti di una realtà che, comunque, non può offuscare la bellezza e la storia di questo Teatro che ha vissuto fasi alterne e che, nel 2015, era stato riaperto dopo dieci anni di oblio, mentre dagli anni '50 al 2004 era stato tra le principali sale cinematografiche della città.



Questo lustro è durato poco e oggi questo bellissimo esempio di arte Liberty è nuovamente chiuso al pubblico e totalmente abbandonato a se stesso.

Realizzato nel 1922 dal cavaliere Emanuele Finocchiaro durante la guerra divenne rifugio antiaereo e successivamente, su progetto dell'architetto Paolo Bonci, divenne un cineteatro da 500 posti con un meraviglioso tetto lucernario apribile che permetteva, dunque, la possibilità di ospitare spettacoli all'aria aperta.

Ancora oggi, tra il degrado di cumuli di spazzatura, è presente il secondo ingresso al Teatro Finocchiario, alle spalle di via Roma, in via Firenze, quello che una volta avrebbe dovuto essere l'ingresso principale.

Tra le altre peculiarità di questa struttura anche la pianta trapeziodale che, unitamente ad altre chicche, rende questo edificio un punto d'incontro tra un "teatro all'italiana e uno wagneriano" con stucchi del Geraci, al suo interno, fregi lignei, motivi floreali e maschere.

In attesa che il Teatro Finocchiaro torni a splendere in tutta la sua bellezza, plauso ai Vossa per la loro scelta della locantion e anche per il brano che, a suo modo, secondo noi, valorizza anche le sale di questo gioiello de Liberty che attendono solo di essere riaperte.

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