"Intelligenti" ma in centro a Palermo non ce la fanno: la brutta fine dei cassonetti smart
Installati per la differenziata, in realtà dentro buttano di tutto o sono usati come bagni pubblici. Succede in via Napoli: parte la diffida di residenti e commercianti
I cassonetti "intelligenti" in via Napoli, a Palermo (foto Balarm)
Una soluzione poco “smart”, secondo i residenti del centro storico di Palermo, quella legata ai cosiddetti “cassonetti intelligenti” collocati in via Napoli, oggetto di discussione sin dal loro posizionamento e di ulteriore dibattito dopo l’ultimo provvedimento del Consiglio comunale a loro riguardo.
I cassonetti in questione, utilizzati da cinque attività commerciali di via Maqueda - e dunque non della stessa strada in cui sono collocati - hanno fin da subito scatenato le proteste dei residenti, che denunciano una situazione di degrado e abbandono legata alla raccolta dei rifiuti, ma non solo.
«Una situazione a dir poco insostenibile», lamentano i residenti e i titolari delle attività commerciali di via Napoli, riuniti questa mattina proprio davanti ai cassonetti insieme al consigliere comunale Antonino Randazzo, al presidente della I Circoscrizione Giovanni Bronte, al vicepresidente della I Circoscrizione Antonio Nicolao e al consigliere della I Circoscrizione Salvatore Sorci.
«Non si tratta solo dei rifiuti che vengono collocati sopra i ‘cassonetti intelligenti’ - sottolineano i residenti - ma del fatto che, favorendo per la loro altezza una sorta di ‘zona nascosta’, il retro di questi contenitori diventa non solo una discarica, ma nel peggiore dei casi anche un bagno pubblico».
La soluzione adottata dal Consiglio comunale sarebbe quella di spostare i cassonetti, attualmente collocati a pochi metri dall’incrocio con via Maqueda, di circa cinquanta metri più all’interno di via Napoli. Una decisione che i residenti non hanno affatto gradito e sulla quale non hanno risparmiato critiche.
«Abbiamo ritenuto importante organizzare questo incontro perché crediamo sia necessario mantenere alta l’attenzione sulla questione legata a questi cassonetti intelligenti -, dichiara il vicepresidente della I Circoscrizione Antonio Nicolao - Siamo qui per chiedere all’assessore Forzinetti e, soprattutto, al firmatario dell’ordinanza (la n. 662 del 24 aprile 2026), di revocare immediatamente questo provvedimento. Non sarà certo spostando questi contenitori che il problema verrà risolto».
«Accogliendo le sollecitazioni giunte da residenti e commercianti di via Napoli - gli fa eco il consigliere comunale Antonino Randazzo - abbiamo ritenuto importante promuovere oggi questo momento di confronto. Sappiamo inoltre che è partita una diffida da parte dei residenti e dei commercianti della strada relativamente allo spostamento dei cassonetti intelligenti».
Il consigliere evidenzia poi un ulteriore elemento di disagio per residenti e commercianti: «Ritengo sia importante chiarire un aspetto: questi cassonetti non sono utilizzati da chi vive in questa via, poiché per loro questa possibilità non è prevista, bensì dai commercianti presenti in via Maqueda. Oltre al danno, dunque, anche la beffa».
«Dopo le battaglie portate avanti per introdurre la raccolta differenziata e rimuovere i precedenti cassonetti - conclude Randazzo - oggi vediamo comparire nella via nuovi contenitori ad uso esclusivo di altri utenti. Abbiamo inoltre registrato numerose anomalie, sia nei conferimenti fuori orario sia nell’abbandono di rifiuti attorno ai cassonetti, oltre a quanto avviene dietro questi contenitori, come già denunciato dai residenti del quartiere».
Una soluzione che, secondo i residenti, appare ben lontana dall’essere realmente tale. Non resta ora che attendere gli sviluppi della vicenda. Ciò che è certo è che i cittadini sembrano pronti a mobilitarsi nuovamente qualora il Comune di Palermo non dovesse accogliere positivamente le loro istanze.
I cassonetti in questione, utilizzati da cinque attività commerciali di via Maqueda - e dunque non della stessa strada in cui sono collocati - hanno fin da subito scatenato le proteste dei residenti, che denunciano una situazione di degrado e abbandono legata alla raccolta dei rifiuti, ma non solo.
«Una situazione a dir poco insostenibile», lamentano i residenti e i titolari delle attività commerciali di via Napoli, riuniti questa mattina proprio davanti ai cassonetti insieme al consigliere comunale Antonino Randazzo, al presidente della I Circoscrizione Giovanni Bronte, al vicepresidente della I Circoscrizione Antonio Nicolao e al consigliere della I Circoscrizione Salvatore Sorci.
«Non si tratta solo dei rifiuti che vengono collocati sopra i ‘cassonetti intelligenti’ - sottolineano i residenti - ma del fatto che, favorendo per la loro altezza una sorta di ‘zona nascosta’, il retro di questi contenitori diventa non solo una discarica, ma nel peggiore dei casi anche un bagno pubblico».
La soluzione adottata dal Consiglio comunale sarebbe quella di spostare i cassonetti, attualmente collocati a pochi metri dall’incrocio con via Maqueda, di circa cinquanta metri più all’interno di via Napoli. Una decisione che i residenti non hanno affatto gradito e sulla quale non hanno risparmiato critiche.
«Abbiamo ritenuto importante organizzare questo incontro perché crediamo sia necessario mantenere alta l’attenzione sulla questione legata a questi cassonetti intelligenti -, dichiara il vicepresidente della I Circoscrizione Antonio Nicolao - Siamo qui per chiedere all’assessore Forzinetti e, soprattutto, al firmatario dell’ordinanza (la n. 662 del 24 aprile 2026), di revocare immediatamente questo provvedimento. Non sarà certo spostando questi contenitori che il problema verrà risolto».
«Accogliendo le sollecitazioni giunte da residenti e commercianti di via Napoli - gli fa eco il consigliere comunale Antonino Randazzo - abbiamo ritenuto importante promuovere oggi questo momento di confronto. Sappiamo inoltre che è partita una diffida da parte dei residenti e dei commercianti della strada relativamente allo spostamento dei cassonetti intelligenti».
Il consigliere evidenzia poi un ulteriore elemento di disagio per residenti e commercianti: «Ritengo sia importante chiarire un aspetto: questi cassonetti non sono utilizzati da chi vive in questa via, poiché per loro questa possibilità non è prevista, bensì dai commercianti presenti in via Maqueda. Oltre al danno, dunque, anche la beffa».
«Dopo le battaglie portate avanti per introdurre la raccolta differenziata e rimuovere i precedenti cassonetti - conclude Randazzo - oggi vediamo comparire nella via nuovi contenitori ad uso esclusivo di altri utenti. Abbiamo inoltre registrato numerose anomalie, sia nei conferimenti fuori orario sia nell’abbandono di rifiuti attorno ai cassonetti, oltre a quanto avviene dietro questi contenitori, come già denunciato dai residenti del quartiere».
Una soluzione che, secondo i residenti, appare ben lontana dall’essere realmente tale. Non resta ora che attendere gli sviluppi della vicenda. Ciò che è certo è che i cittadini sembrano pronti a mobilitarsi nuovamente qualora il Comune di Palermo non dovesse accogliere positivamente le loro istanze.
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