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L'arte (e l'acqua) come risveglio dell'anima: le opere di Bill Viola per la prima volta a Palermo

Da luglio 2021 fino a fine febbraio 2022, al Palazzo Reale, si potrà visitare il peculiare percorso espositivo, che ha come protagonista indiscussa l'acqua, elemento primario di purificazione e catarsi

Rosa Guttilla
Giornalista
  • 13 luglio 2021

La mostra "Purification" di Bill Viola a Palazzo Reale a Palermo

Dopo lunghi mesi di sofferenza ed "espiazione", casusati dalla panedemia, l'arte, oggi più che mai, può e deve essere intesa come strumento di rinascita.

In quest’ottica la Fondazione Federico II, presieduta da Gianfranco Miccichè e diretta da Patrizia Monterosso, per oltre un anno ha lavorato alla realizzazione del grande progetto artistico, Purification, che vede a Palermo per la prima volta, all'interno di Palazzo Reale, nelle Sale Duca di Montalto, le opere dell'artista Bill Viola, nome di spicco della video arte internazionale che, da sempre, investiga i temi dell’esistenza in chiave spirituale ed evolutiva.

Per Viola, infatti, «l'arte è il processo di risveglio dell'anima».

Sottotitolo alla mostra, in qualche modo, è la stessa esclamazione dell’artista, «We need new sacred images for our time!», che sintetizza perfettamente il senso di Purification.

Da luglio 2021 fino a fine febbraio 2022 si potrà visitare il peculiare percorso espositivo, che ha come protagonista indiscussa l’acqua, elemento primario di purificazione e catarsi, oggi indispensabile per venir fuori dai lunghi mesi di pandemia, come sottolineato da Kira Perov, direttore esecutivo di Bill Viola Studio nonché moglie dell’artista: «È una mostra molto tempestiva che offre sostentamento e guarigione ai suoi visitatori».



In totale sono 35 le opere in mostra, un dialogo pensato e ragionato tra le cinque opere di Bill Viola - Tristan’s Ascension, Air Martyr, Earth Martyr, Fire Martyr e Water Martyr - ammalianti e magnetiche, che nel buio delle Sale di Duca di Montalto (rese essenziali nel loro allestimento per volere dello stesso artista) dialogano e convivono, senza soluzione di continuità, con vasche battesimali, paliotti ricamati della seconda metà del Seicento, acquasantiere, opere risalenti persino al VII secolo a.C., prese in prestito da diverse realtà museali siciliane (sono coinvolti il Museo archeologico Antonio Salinas, il FEC - Fondo Edifici di Culto, numerosi Enti Ecclesiastici e l’Eparchia).

Varcare la soglia del percorso espositivo Purification equivale ad immergersi, simbolicamente, in un mondo interiore, creato ad hoc, dove il fine del percorso è la riflessione e la nuova scoperta del vero Sé.

Bill Viola con la sua azione tecnica e creativa dimostra quanto i temi esistenziali e la funzione emotiva dell’arte, nel tempo, non siano cambiati nella loro sostanza. Cambiano il mezzo, lo strumento e la tecnica con le quali si esprimono gli artisti.
Non c’è distinzione tra arte antica e contemporanea.

L'acqua come mezzo di declinazione, attraverso diverse metafore, utile per approfondire i temi della purificazione, della riflessione, della trasformazione, del battesimo (la vita), dell’annegamento (la morte), della trasfigurazione e di quel luogo innominabile ed insondabile tra la morte e la nascita.

Nel Martire dell'Acqua, l'elemento naturale rappresenta la lotta dell’uomo prima della sua accettazione finale dell'inevitabilità della morte. Nell'Ascensione di Tristano, c’è un capovolgimento della morte, un trionfo sul mondo materiale con la forza di questo potente elemento che aiuta e facilita la liberazione del protagonista.

Nella Cappella Palatina, non a caso, come sottolineato e riscontrato dallo staff di Bill Viola, c’è un bellissimo mosaico che rappresenta la creazione dell'acqua.

«Non è necessario credere in Dio o essere cristiani per apprezzare il simbolismo di questo mistero - ha dichiarato Kira Perov - Il corso dell’acqua è eterno, come il ciclo buddista della vita, e l’oceano senza fine è collegato ad un fiume che si divide in due fiumi, che attraversano la terra con copiosa energia».

Nel percorso anche quattro installazioni sull’acqua quale elemento portante con riferimento all’architettura arabo-normanna, alla simbologia della Cappella Palatina, al Tempio della Vittoria di Himera e ad un modello di vasca battesimale paleocristiana.

Per Viola il filo della creatività e dell’espressione di sé corrono attraverso l'intera storia umana e ogni generazione influenza la successiva. Quindi, anche in Purification a Palazzo Reale, c’è un costante dialogo in corso tra il passato ed il presente.

Il senso della mostra, infatti, si collega profondamente con la storia antica di Palazzo Reale, la più antica sede di un parlamento, in Europa. E dunque le opere stesse assumono una nuova risonanza in questi spazi e gli spazi sono a loro volta trasformati dalle opere.

«La Fondazione Federico II – ha aggiunto Gianfranco Miccichè, presidente dell'Assemblea regionale Siciliana e della Fondazione Federico II - ha deciso di cimentarsi in un’impresa ardua, avvicinandosi, con una modalità che oserei definire sperimentale, ad un percorso che esalta l'arte tramite un excursus che, partendo dall’antichità, raggiunge l’espressione artistica contemporanea».

«Purification – ha detto Patrizia Monterosso, direttore generale della Fondazione Federico II, durante l’anteprima - vuole offrire un'occasione per riconquistare gli anticorpi intellettuali e rimettere in connessione passato e presente in una consapevolezza contagiosa.

Per questa ragione le opere sono da riconcepire nel loro contenuto concettuale, spirituale e sacro, oltre la loro materialità, divenendo simbolo di un significato profondo e universale rispetto alla percezione della loro bellezza e della loro portata storico-contestuale. La tecnica dello slow motion permette di oltrepassare il limite uscendo dal mondo fisico per entrare in quello metafisico».

«L'acqua parla senza sosta, ma non si ripete mai. Nelle parole del poeta e saggista messicano Octavio Paz - ha dichiarato Alberto Samonà, assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana - trovo la chiave per entrare nel mondo di Bill Viola, la cui videoarte ci invita a un cammino interiore nel quale ogni spettatore assurge al ruolo di protagonista, in una dimensione che si snoda, come un ponte, tra spirito e materia, fra la dimensione umana e l'Assoluto».

L’artista, che ha all’attivo grandi eventi realizzati alla Cattedrale di Saint Paul di Londra, alla National Gallery di Londra, alle National Galleries of Scotland di Edimburgo, al MoMA di New York, al Jean Paul Getty Museum di Los Angeles, e al Grand Palais di Parigi, come d’abitudine non era presente all’inaugurazione ma, come ci ha detto il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè, tra agosto e settembre, dovrebbe giungere a Palermo - sarebbe anche la sua prima volta in città - per vedere con i propri occhi l'installazione ma soprattutto la splendida Cappella Palatina.
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