La Palermo-Agrigento tra le strade più pericolose: "Lavori fermi da 30 anni"
Ancora morti sullo scorrimento veloce per Bolognetta. L'ingegnere Roberto Di Maria: "Progetto di riqualificazione fermo da 30 anni. Cosa si aspetta a intervenire"
Il tratto della strada statale 121 in cui è avvenuto l'incidente (foto Facebook)
Secondo l'ultimo rapporto Aci-Istat (con dati relativi al 2024) sugli incidenti stradali, infatti, la statale 121 rappresenta una delle strade "con maggiori criticità" e tra le più pericolose dell'Isola, così come le statali 115, 113 e 114. Il rapporto indica che in Sicilia si è registrato nel 2024 un aumento sia del numero degli incidenti (+5,2%) sia dei feriti (+4,5%), affiancati da un lieve calo per quanto riguarda le morti (-0,4%).
L’incidentalità risulta elevata lungo il tratto costiero meridionale e occidentale dell’isola e nei comuni capoluogo di provincia, tra cui appunto Palermo. Dati che sottolineano l’esistenza di un problema strutturale profondo, su cui è necessario fare luce. Per ricostruire le condizioni di sicurezza delle strade della nostra isola abbiamo avuto modo di dialogare con l’ingegnere Roberto Di Maria, del blog Sicilia In Progress, che ha dichiarato: «Partendo dal presupposto che tutte le strade sono pericolose se non si rispettano i limiti di velocità e le norme del Codice della Strada, conosco molto bene il tratto in cui è avvenuto l'incidente (la statale 121 all'altezza di Bolognetta, ndr).
Si tratta di una strada a doppio senso di marcia, ricca di curve, realizzata negli anni Sessanta. Ciò implica che, in caso di scontro frontale, le velocità dei veicoli si sommino all’impatto. Se due mezzi procedono entrambi a 50 km/h, lo scontro avverrà come se fosse a 100 km/h. In parole semplici, l’energia sprigionata è enorme».
Il problema, sottolinea Di Maria, risiede proprio nell’inadeguatezza delle infrastrutture stradali siciliane: «Quando una strada viene percorsa da un elevato numero di veicoli e presenta un tracciato che favorisce l’accelerazione, gli incidenti avvengono più frequentemente e risultano più letali.
La stessa situazione si riscontra anche nell'altro tratto della SS 121, tra Catania e Paternò e tra Paternò e Bronte, dove troviamo strade costruite con criteri ormai superati, già obsoleti negli anni Novanta. Oggi una strada di questo tipo non potrebbe più essere realizzata».
Una situazione che, tuttavia, non appare irrisolvibile. Le soluzioni esistono, ma sembrano ferme da decenni, come evidenzia l’ingegnere: «Esiste un progetto di riqualificazione del tratto Bolognetta-Palermo, risalente a circa trent’anni fa, che prevede la trasformazione della strada in doppia carreggiata e la realizzazione di un nuovo svincolo che si colleghi alla A19. Ho lavorato a questo progetto con Anas negli anni Novanta, ma per un motivo o per un altro è sempre stato rinviato».
Da qui l’interrogativo posto con forza da Di Maria: «Cosa si aspetta a intervenire e riqualificare questa strada? Quel tracciato, caratterizzato da lunghi rettilinei e curve strette, risultava già obsoleto negli anni Novanta. Si tratta di una strada realizzata oltre cinquant’anni fa, non più adeguata ai mezzi di oggi né agli standard di sicurezza che devono essere garantiti».
Il problema degli incidenti, però, non riguarda soltanto il contesto extraurbano. Sempre secondo i dati Aci-Istat, infatti, nel solo 2024 a Palermo sono stati registrati 1.947 incidenti, ben 104 in più rispetto al 2023.
Anche nel contesto urbano emergono criticità significative, come spiega Di Maria: «Se ci spostiamo all’interno della città di Palermo, le cause sono differenti. Su viale Regione Siciliana si riscontrano due problemi particolarmente gravi: la presenza di semafori pedonali coinvolti in incidenti mortali, soprattutto all’altezza di via Perpignano, e un fondo stradale sconnesso a causa delle radici degli alberi, in particolare nelle corsie di sorpasso».
A questo si aggiungono carenze nei controlli e nella segnaletica: «In tutta la città si registra una scarsa presenza della polizia municipale sulle strade, mentre molto personale resta negli uffici. Inoltre, la segnaletica orizzontale è spesso assente o poco visibile. Non attribuisco tutte le colpe agli automobilisti: se correttamente regolamentati e controllati, anche i meno disciplinati finiscono per adeguarsi, anche attraverso il sistema delle sanzioni».
|
Ti è piaciuto questo articolo?
Seguici anche sui social
Iscriviti alla newsletter
|










Seguici su Facebook
Seguici su Instagram
Iscriviti al canale TikTok
Iscriviti al canale Whatsapp
Iscriviti al canale Telegram




