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La Palermo-Trapani via Milo è interrotta da 8 anni: parte il monitoraggio civico degli studenti

Ironia e intelligenza per accendere i riflettori su una situazione in stallo da anni nonostante i 144 milioni di finanziamento, quella della linea ferroviaria diretta Palermo-Trapani

Marta Genova
Giornalista
  • 14 aprile 2021

Sono passati otto anni da quando per un cedimento strutturale (una frana, va), la linea ferroviaria Palermo-Trapani via Milo venne interrotta, interrompendo di fatto il collegamento più veloce, perchè diretto; da allora, pendolari e turisti devono accollarsi un viaggio di circa 4 ore per raggiungere la città di destinazione. Per arrivare a Trapani prima bisogna fermarsi a Castelvetrano, Mazzara e Marsala.

I lavori sono stati finanziati con fondi europeri, 144 milioni di euro, e dovevano partire, già con enorme ritardo, nel 2017. Non è stato così e adesso c'è chi ha deciso di monitorare la situazione e portarla sotto i riflettori.

Chi? Gli studenti della 4^L del liceo classico e scientifico "V.Fardella-L.Ximenes" di Trapani che con il progetto "Via col Treno" raccontano quella che sembra una impresa epocale, ovvero il ripristino della linea e il suo riammodernamento.

Il progetto rientra nel percorso didattico "A Scuola di OpenCoesione (ASOC)", un percorso, appunto, "innovativo finalizzato a promuovere e sviluppare nelle scuole italiane principi di cittadinanza attiva e consapevole, attraverso attività di ricerca e monitoraggio civico dei finanziamenti pubblici europei e nazionali. Il progetto permette di sviluppare competenze digitali, statistiche e di educazione civica, per aiutare gli studenti a conoscere e comunicare, con l’ausilio di tecniche giornalistiche, come le politiche pubbliche, e in particolare le politiche di coesione, intervengono nei luoghi dove vivono".



A Trapani sono tante le incompiute da monitorare, ma la scelta è caduta sulla "vecchia" linea Palermo-Trapani via Milo, realizzata nel 1937. «Coordinati dal professore Bongiorno - ci racconta uno degli studenti, Gioele Tammaro - abbiamo scelto questo progetto per due motivi: abbiamo capito l'importanza e l'utilità del treno, fondamentale per il collegamento delle due città e per le esigenze della gente e soprattutto perchè in questi ultimi anni abbiamo capito davvero l'importanza del rispetto dell'ambiente e il treno, com'è ormai noto, è il mezzo più ecologico.

Insomma hanno deciso di salire sul treno: la meta del viaggio è la riqualificazione della rete ferroviaria della provincia più ad ovest della Sicilia. «Noi monitoreremo la somma che riguarda il ripristino della linea ferroviaria e che prevede un costo pubblico di 34 milioni di euro».

Dalle interviste che i ragazzi hanno realizzato emerge l'amarezza per una possibilità negata. I pendolari soprattutto, userebbero il treno se la linea fosse ripristinata «io stesso vorrei davvero poterlo prendere - continua Gioele - ma tra oltre 4 ore, considerando che l'attuale ferrovia passa da moltissimi altri comuni e un'ora di auto, chiaramento scelgo la seconda o non vado. Sarebbe una linea efficiente per gli spostamenti di numerose persone, migliorando il sistema dei trasporti locali con positive ricadute sul territorio.».

Nel dicembre 2020 la Commissione Via del Ministero dell'Ambiente aveva emesso il parere sul ripristino della tratta ferroviaria escludendo l'assoggettabilità a Via dell'opera. Evitando questo passaggio burocratico si pensava che si potesse partire con i lavori, o almeno gli annunci della classe politica erano stato questi.

144 i milioni è la somma totale dei lavori per la ferrovia e 72 milioni per l'elettrificazione, per un'opera rimasta al palo per le lungaggini della burocrazia. Sempre nel 2020, quel che si attendeva era, secondo le dichiarazioni dell'assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone "il decreto del ministro Sergio Costa. A quel punto - aveva annunciato - Rfi potrà bandire celermente l'appalto dell'opera già nel 2021, affinché si consegni il ritrovato collegamento ferroviario fra Palermo e Trapani entro il 2023".

Siamo già ad aprile 2021 e tutto tace, tranne questi studenti. Per fortuna ci sono loro e questo video che invitiamo a guardare.
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