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La Sicilia non si arrende dopo il ciclone Harry: via ai primi lavori per salvare l'Isola

Un'Isola spezzata, ma che si fa forza dopo il ciclone Harry: tutti gli interventi previsti da Lampedusa a Linosa, passando per Niscemi e per tutta la Sicilia orientale

Balarm
La redazione
  • 5 febbraio 2026

Una Sicilia spezzata, ma che non si arrende dopo il ciclone Harry. Da quel lunedì (19 gennaio) l'Isola è stata colpita duramente dal maltempo e i danni non si contano. Nonostante non sia stato il primo ciclone mediterraneo con cui abbiamo avuto a che fare negli ultimi anni, è stato particolarmente pericoloso su tante aree della Sicilia, a cominciare dalle coste.

La parte orientale è stata nettamente più danneggiata e il bilancio lì è stato più pesante, ma il ciclone Harry ha lasciato anche il segno a Palermo. Ricordiamo che il capoluogo si è svegliato con un'auto affondata nel porticciolo dell'Arenella, diverse barche rovesciate e danneggiate anche nel porticciolo dell'Acquasanta e ancora un grosso albero crollato in via Val di Mazara.

Questo ha portato la città a mobilitarsi, soprattutto dopo quanto accaduto anche al Foro Italico e a Mondello, dove le mareggiate hanno "mangiato" la spiaggia. Sono state organizzate, infatti, diversi appuntamenti per ripulire le coste e per dar loro una seconda vita.

Andando, invece, alla Sicilia orientale la situazione purtroppo resta tragica, ma l'Isola si sta mobilitando per recuperarne la bellezza e la vita stessa. Infatti oggi (5 febbraio) il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, sarà a Siracusa per un sopralluogo nelle zone colpite dal ciclone Harry. Ad accompagnarlo, il dirigente generale del dipartimento regionale della Protezione civile, Salvo Cocina, e il dirigente generale del dipartimento Tecnico, Duilio Alongi.

Alle 15.00 il presidente andrà in contrada Ognina per visitare i lidi distrutti e la strada litoranea danneggiata dalle mareggiate e a seguire nella via Riviera Dionisio il Grande dov'è crollato un muraglione sotto alcuni edifici sgomberati e sempre nel pomeriggio intorno alle 16.30 parteciperà a un incontro in Prefettura con le autorità locali.

Andando verso le isole, da oggi (5 febbraio) partono i lavori al porto di Lampedusa: si tratta di opere di ripristino al porto di Lampedusa, colpito dalle violente mareggiate causate dal ciclone Harry. I sopralluoghi tecnici effettuati hanno accertato danni significativi alla banchina commerciale, al molo di Cala Pisana e al molo Favaloro.

Gli interventi sono stati affidati dalla Regione Siciliana tramite gli uffici del Genio civile di Agrigento per ripristinare nel più breve tempo possibile la piena operatività delle infrastrutture portuali, essenziali per i collegamenti con l'isola.

Anche Linosa ha subito danni ingenti e fortunatamente i cantieri sono già operativi perché partiti martedì 3 febbraio, e interessano il porto vecchio e l'unica via d'accesso alla centrale elettrica, entrambi gravemente compromessi dal maltempo. L'intervento sulla strada serva a garantire il passaggio delle autobotti che riforniscono di carburante l'impianto e scongiurare così pericoli di black out.

Anche Riposto (in provincia di Catania) è al centro dell’emergenza dopo il ciclone Harry: ieri (4 febbraio) l’assessore regionale alla Pesca Luca Sammartino, si è recato sul posto per verificare di persona le gravi condizioni del porto commerciale, duramente colpito dal ciclone Harry.

Nel corso della visita, l’assessore ha incontrato le flotte delle marinerie di Riposto e di altri comuni della riviera ionica, illustrando i primi provvedimenti messi in campo dal Governo regionale a sostegno del comparto: «Abbiamo riunito le flotte delle marinerie siciliane e ripostesi – ha dichiarato l’assessore Luca Sammartino – grazie alla disponibilità della Capitaneria di Porto e alla sensibilità dell’amministrazione comunale.

Abbiamo illustrato i provvedimenti che il Governo ha già attivato e che il mio assessorato ha diramato per garantire i primi aiuti alla flotta dei pescherecci della nostra Regione: ristori per i danni subiti dalle imbarcazioni, ma anche una prospettiva concreta per il porto di Riposto».

Oggi (5 febbraio) previsto un sopralluogo del Genio civile per verificare le condizioni del primo bacino, l’unico che, viste le condizioni del porto commerciale, potrebbe ospitare gli oltre 100 pescherecci che dal 1° aprile dovranno tornare a mare per lavorare: «È previsto un primo sopralluogo al primo bacino del Genio Civile – ha aggiunto Sammartino – per valutare la riabilitazione di un’area oggi interdetta.

È un passaggio fondamentale per dare futuro e serenità alla flotta che risiede nel porto di Riposto. Il Governo è in campo per dare una prospettiva a un comparto vitale per la Sicilia, non solo per la produzione ittica, ma perché rappresenta la storia e l’identità dei nostri territori».

«L’assessore Sammartino è arrivato con buone notizie e questo ci fa ben sperare – ha dichiarato il sindaco Davide Vasta –. I pescatori, al termine della riunione, erano soddisfatti di quanto emerso. Le nostre preoccupazioni sono state recepite dall’assessorato alla Pesca.

Sarà pubblicato un bando per il ristoro dei pescatori, totalmente a fondo perduto, per i danni subiti. Ringraziamo l’assessore – ha proseguito Vasta – perché il settore della pesca è in forte sofferenza: è un mestiere difficile, spesso pericoloso, e sempre meno giovani scelgono di intraprenderlo. È giusto che chi continua a farlo abbia i ristori per poter tornare subito a mare».

Un’altra rassicurazione importante riguarda la riapertura del primo bacino del porto: «L’assessore ci ha riferito di un confronto diretto con il presidente della Regione – ha concluso il sindaco – e della volontà comune di adottare un’ordinanza che deroghi alle procedure amministrative e burocratiche per consentire una riapertura rapida del primo bacino.

Resta il nodo dell’autorità giudiziaria, ma come Comune stiamo seguendo da vicino la vicenda e, se c’è la volontà della Regione, riteniamo che si possa arrivare in tempi celeri a una soluzione fondamentale per i pescatori».

Se ci spostiamo verso il Messinese, anche Taormina è stata tra le più colpite, infatti il primo cittadino Cateno De Luca ha presentato il disegno di legge per fronteggiare l’emergenza ciclone “Harry” e la frana di Niscemi, altro capitolo tragico della nostra Sicilia.

Il provvedimento nasce dalla necessità di dare una risposta concreta e immediata ai gravissimi danni subiti da numerosi Comuni siciliani a seguito degli eccezionali eventi meteorologici che hanno colpito l’Isola e che hanno messo in ginocchio infrastrutture, servizi essenziali, abitazioni e attività produttive.

«La Sicilia – dichiara Cateno De Luca – non può essere lasciata sola di fronte a una tragedia che ha prodotto danni stimati in oltre due miliardi di euro, a fronte dei soli 33 milioni finora stanziati dallo Stato con l’ordinanza della Protezione Civile. Questo disegno di legge vuole colmare un vuoto e dare risposte immediate ai Comuni e ai cittadini colpiti dal ciclone Harry e dalla frana di Niscemi».

Il disegno di legge prevede l’istituzione di due fondi straordinari: il primo è il Fondo per i Comuni colpiti dal ciclone Harry, con una dotazione complessiva di 1 miliardo e 790 milioni di euro. Questa somma è destinata al ripristino dei servizi pubblici essenziali e alla tutela della pubblica e privata incolumità, al sostegno ai privati danneggiati e alla ricostruzione delle attività produttive, alla messa in sicurezza del territorio, alla ricostruzione delle infrastrutture e alla realizzazione di opere di mitigazione del rischio idrogeologico.

Mentre il secondo è un Fondo specifico per il Comune di Niscemi, pari a 310 milioni di euro, per: il ripristino dei servizi essenziali, il sostegno alle famiglie e alle imprese colpite, la messa in sicurezza e la ricostruzione delle infrastrutture, la realizzazione di opere di difesa del suolo, l’acquisto di alloggi da destinare alle famiglie che hanno perso la propria abitazione o che non potranno più rientrarvi perché situate in zone a rischio.

Le risorse individuate dal Disegno di Legge derivano principalmente da una riprogrammazione dei fondi FSC 2021–2027 e dall’utilizzo dell’avanzo libero del bilancio regionale.

La proposta di modifica dell’Accordo di Coesione dovrà essere approvata dal Comitato competente entro venti giorni dalla pubblicazione della legge sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana.

«Non si tratta di togliere risorse allo sviluppo – sottolinea De Luca – ma di riorientarle temporaneamente verso l’emergenza, per poi ripristinarle successivamente con l’avanzo di bilancio. Prima viene la sicurezza delle persone, poi il resto. Senza territori sicuri non c’è sviluppo possibile.

Questo provvedimento – conclude Cateno De Luca – è una proposta di responsabilità e di buon senso istituzionale. Chiediamo all’Assemblea Regionale Siciliana di discuterlo e approvarlo rapidamente, perché i cittadini colpiti dal ciclone Harry e dalla frana di Niscemi non possono più aspettare. Abbiamo appena trasmesso una nota formale al Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e al Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Gaetano Galvagno, allegando il testo integrale del provvedimento.

Chiediamo la convocazione urgente della Conferenza dei Capigruppo, al fine di procedere alla calendarizzazione del Disegno di Legge già nella prossima settimana. Abbiamo il dovere istituzionale di dare una risposta immediata ai territori colpiti. Non si può perdere altro tempo: servono atti concreti e risorse certe».

La frana di Niscemi sta pian piano spezzando un paese e trascinando via un pezzo di Sicilia. Proprio ieri (4 febbraio) abbiamo assistito ad altri cedimenti, uno tra questi ha fatto precipitare l'auto che ne era diventata uno dei simboli per essere stata fotografata e ripresa più volte mentre era in bilico. Si trattava della Ford Fiesta diesel del 2002 sospesa dall'inizio sul burrone.

La Soprintendenza per i beni culturali di Caltanissetta ha effettuato un sopralluogo disposto dall’assessore regionale ai Beni culturali e all’identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato. Dopo gli interventi nell'immediato per dare assistenza alle famiglie rimaste senza casa, parallelamente il governo regionale si muove anche per mettere in tempi brevi in sicurezza i beni artistici.

I gestori di stabilimenti balneari e altre attività economiche e produttive ricadenti sui litorali che hanno subito danni a seguito del ciclone Harry potranno presentare dal prossimo 17 febbraio la richiesta del contributo straordinario varato dal governo Schifani lo scorso 29 gennaio.

Il contributo straordinario può arrivare fino a 20 mila euro e sarà erogato sulla base della perizia asseverata di un tecnico abilitato che dimostri l’ammontare dei danni subiti e la sussistenza del nesso di causalità con il ciclone Harry.

Sono state raggiunte le 40.200 firme dalla petizione, aperta sulla piattaforma Change.org, che propone di “dirottare” sulla ricostruzione post-ciclone Harry i fondi originariamente previsti per il Ponte sullo Stretto. Adesso, la richiesta verrà inviata al Governo.

«Il ciclone Harry e la situazione di Niscemi hanno creato delle ferite aperte nelle nostre comunità - afferma il promotore, Nunzio Meli -. Quasi tutta la costa da Messina a Ragusa è stata dilaniata e ferita, in tanti centri i lungomari sono stati cancellati e Niscemi sta scivolando nella frana. I fondi per il Ponte di Messina sono in parte inutilizzabili per via della nota sentenza.

Servono tante risorse, immediatamente spendibili, non si tratta di essere a favore o contro il ponte, ma avere un senso concreto delle cose. Destinare i fondi per ponte farebbe partire immediatamente i lavori di ricostruzione, il ponte poi potrebbe essere rifinanziato nella prossima legge di bilancio.

Il 21 gennaio a poche ore dal disastro di Harry è stata lanciata una petizione su Change.org che ad oggi sarà trasmessa per il protocollo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri affinché la volontà di 40.200 italiani possa essere comunicata al governo»
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