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Le figure da due lire con i turisti: quell'auto in doppia fila che ha immobilizzato Palermo

La storia emblematica di come la strafottenza di una persona causi disagi a una intera città: complici gli eventi organizzati, un'auto in seconda fila ha paralizzato il traffico

Giulio Di Chiara
Urbanista e progettista
  • 13 giugno 2018

L'auto che ha bloccato il traffico per diverse ore con i cittadini attoniti

Dove non arriva il disservizio dei mezzi pubblici, ci pensa il palermitano. O se lo preferite, dipende dai punti di vista, invertite l’ordine dei fattori. Di fatto, il risultato rimane invariato.

Oggi raccontiamo un episodio emblematico di come la stupidità e la strafottenza di una persona possano causare disagi diffusi a un’intera collettività.

Andiamo ai fatti: la scorsa domenica mattina ritornavo da una passeggiata con amici in zona Porto (dopo aver provato a salire invano sulla Amerigo Vespucci).

Nella quiete che caratterizza i weekend in centro, ci avviciniamo al villaggio della Porsche allestito sulla corsia centrale di via Libertà, ma nemmeno il tempo di ammirare una Carrera in vetrina che la nostra attenzione viene catturata da un non meglio specificato movimento sulla laterale direzione piazza “Politeama”.

Vigili, tanti. Assembramenti di persone e soprattutto una coda infinita di auto incolonnate. Di domenica? Come è possibile?

Conscio del fatto che la nostra auto era parcheggiata correttamente sul lato sinistro del controviale, cominciamo a correre convinti che il carroattrezzi o i vigili avessero inesorabilmente multato o rimosso tutto quanto per un sopraggiunto motivo di ordine pubblico.

Il “panico” causato dalla ipotetica multa andò affievolendosi man mano che ci avvicinammo al punto incriminato.

Un’unica auto, isolata, era parcheggiata nel lato opposto della carreggiata e creava un imbuto dove gli autobus non riuscivano a transitare. E in concomitanza con la chiusura della corsia centrale di via Libertà, l’intera zona era di fatto bloccata.

L’idiozia o l’emergenza di un singolo individuo avevano paralizzato il traffico, per molto tempo a giudicare dalla coda che si era creata. Dando uno sguardo verso le retrovie, riesco a contare almeno dieci autobus incolonnati tra le auto di automobilisti innervositi.

Il capannello di curiosi si incrementava con il passare del tempo, mentre almeno sei vigili “ronzavano” attorno l’auto incriminata per trovare un modo di risolvere il problema.

Iniziano le chiacchiere, come spesso accade in questi casi. Tutti attendono di scoprire con curiosità l’identità del proprietario della vettura e si bivacca sul marciapiede cercando di trovare le spiegazioni più disparate.

C’è chi dice che questo blocco va avanti già da quasi un’ora e in effetti, a giudicare dalla coda di auto e bus, c’è da crederci.

Proprio dai bus scendono tanti turisti con le valigie in mano che erano diretti alla stazione e anche con loro riusciamo a fare una figura da due lire.

È altrettanto emblematico che in tutto quel tempo non sia arrivato un carro attrezzi a rimuovere il mezzo, visto che il blocco impediva di fatto anche a chi aveva parcheggiato in zona di poter prendere il proprio mezzo e andare via, come noi del resto.

Eravamo tutti ostaggi di un individuo che credendosi furbo o semplicemente distratto, aveva inspiegabilmente ignorato il perchè su quel lato della carreggiata non vi fosse una sola auto in sosta, a parte la sua.

L’epilogo di questa storia? Dopo concitati momenti in cui anche i vigili non riuscivano a venirne a capo, a parte rifilare la multa sul tergicristallo posteriore della vettura, improvvisamente vediamo aprire uno sportello dell’auto.

Non so spiegare come sia stato possibile tutto ciò visto che nessuno ha rotto il finestrino nè forzato la serratura. Ad ogni modo, una volta rimosso il freno a mano e rimossa la marcia, con quattro braccia muscolose è stato possibile spingere l’auto fino al di sopra del marciapiede e consentire il passaggio ai bus e liberare l’area.

Secondo le dicerie degli spettatori, il proprietario si sarebbe aggirato tra la folla inviperita e con la mano nel taschino dei pantaloni, avrebbe aperto la propria vettura senza farsi riconoscere per la vergogna.

Un pò tutti siamo andati via con questa speranza, quella di vedere la faccia e l’espressione del proprietario, che avrebbe dovuto sfilare in mezzo agli sguardi indignati di concittadini e turisti per andare a spostare l’auto.

Probabilmente ha atteso di rimanere solo con i vigili per recuperare il mezzo. Il racconto termina con una riflessione: nei quindici minuti successivi alla risoluzione dell’ingorgo gli autobus hanno sfilato uno dietro l’altro e spesso, quando siamo alla fermata, ci chiediamo come possa accadere che due vetture della stessa linea arrivino nello stesso momento.

Ecco, questo è uno dei motivi. Ce la prendiamo sempre e solo con l’Amat ma ogni tanto è anche e soprattutto colpa nostra.

Giornalmente di auto in doppia e terza fila se ne contano a centinaia. Le nostre cattive abitudini, i nostri menefreghismi si ripercuotono sulla città e sugli altri, ma fin quando non veniamo puniti perseveriamo e ce ne freghiamo.

Senza nulla togliere ai disservizi dei mezzi pubblici, siamo bravi a lamentarci solo quando sbagliano gli altri e siamo prepotentemente sordi quando a sbagliare siamo noi.

Chissà chi era il proprietario di quell’auto e se oltre alla multa si è beccato una denuncia per interruzione di pubblico servizio, rimarrò, rimarremo con questa inutile curiosità.

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