ANIMALI

HomeAmbienteAnimali

Le scambi per rifiuti e sono pericolose: avvistate in Sicilia delle caravelle portoghesi

Nelle ultime settimane diverse segnalazioni di strane creature gelatinose sulle spiagge siciliane hanno riacceso l’attenzione sulle acque della Sicilia sui social. Che sappiamo

Aurelio Sanguinetti
Esperto di scienze naturali
  • 11 marzo 2026

La "Caravella Portoghese", medusa dal veleno mortale

Nelle ultime settimane diverse segnalazioni di strane creature gelatinose sulle spiagge siciliane hanno riacceso l’attenzione sulle acque della Sicilia sui social. Gli avvistamenti riguardavano soprattutto il ritrovamento di diverse caravelle portoghesi (Physalia physalis) sulle Egadi e le Eolie, ma segnalazioni analoghe sono giunte anche dallo Stretto di Messina e da altre zone del Tirreno.

Questi animali sono simili a meduse e oltre ai tentacoli dispongono anche di una sacca trasparente colma di aria, che permette loro di galleggiare in acqua. L’avvistamento più recente è stato registrato a Favignana, dove un residente ha notato in mare un organismo dall’aspetto insolito, segnalandolo all’Area Marina Protetta Isole Egadi.

L’ente ha immediatamente allertato i ricercatori dell’Ispra, che hanno identificato correttamente l’esemplare, avviando anche la procedura di recupero e conservazione per le analisi scientifiche. Nonostante il nome e l’aspetto possano ricordare una medusa, la caravella portoghese non appartiene alla stessa categoria biologica.

Si tratta infatti di un idrozoo coloniale, più precisamente un sifonoforo: un organismo formato da una colonia di polipi specializzati che collaborano come se fossero un unico individuo. Originaria dell’Oceano Atlantico, questa specie raggiunge spesso il Mediterraneo attraversando lo Stretto di Gibilterra, trasportata dalle correnti. Una volta entrata nel bacino, è in grado di spostarsi anche in inverno con sorprendente efficienza grazie al vento, arrivando a coprire fino a 28 chilometri in un giorno durante le tempeste.

Il contatto con i lunghi tentacoli di questa creatura (possono superare il metro di lunghezza) può provocare dolore molto intenso, irritazioni cutanee severe e in alcuni casi reazioni sistemiche come forti emicranie, difficoltà respiratorie e, nelle situazioni più gravi, complicazioni cardiache. Per questa ragione l’avvistamento di una caravella portoghese ha provocato da sempre dei forti timori fra i marinai.

Negli ultimi giorni una caravella portoghese è stata anche avvistata a poche centinaia di metri dalla costa occidentale di Lipari e altri esemplari sono stati segnalati al largo di Filicudi. L’allerta è stata rilanciata anche dall’associazione Filicudi Wildlife Conservation, guidata dalla biologa Monica Blasi, che coordina il pronto soccorso per le tartarughe marine.

L’obiettivo degli esperti non è però creare allarmismo tra i siciliani. Lo scopo degli ambientalisti è quello di aumentare la consapevolezza su una specie che negli ultimi tempi sembra essere osservata con maggiore frequenza. I dati raccolti tra il 2025 e l’inizio del 2026 indicano infatti un incremento anomalo delle segnalazioni nel Mar Tirreno.

Gli studiosi collegano questo fenomeno sia ai cambiamenti climatici sia al trasporto delle correnti atlantiche, che sempre più spesso hanno spinto questi animali verso le acque della Sicilia.

Un aspetto su cui gli esperti insistono particolarmente riguarda ciò che accade quando questi organismi arrivano sulla riva. Le caravelle portoghesi spiaggiate vengono spesso scambiate per frammenti di plastica o per innocui residui portati dal mare, soprattutto dai bambini. La causa di questo fenomeno è il loro aspetto gelatinoso e bluastro. In realtà non si tratta di rifiuti, ma di animali ancora potenzialmente pericolosi: anche quando sono sulla battigia e sembrano inerti, i loro tentacoli possono rimanere urticanti per molto tempo.

Toccarli o raccoglierli può quindi provocare seri problemi di salute. Per questo motivo le autorità e gli istituti di ricerca raccomandano sempre di mantenere le distanze e di non avvicinarsi mai a questi organismi, nemmeno quando appaiono morti o spiaggiati.

In caso di avvistamento è consigliato segnalare la presenza alle Aree Marine Protette, alla Guardia Costiera oppure all’Ispra, inviando se possibile fotografie o video all’indirizzo dedicato alien@isprambiente.it.
Ti è piaciuto questo articolo?
Seguici anche sui social
Iscriviti alla newsletter
Cliccando su "Iscriviti" confermo di aver preso visione dell'informativa sul trattamento dei dati.

GLI ARTICOLI PIÚ LETTI