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Le "Tavolate" per i poverelli nel giorno di San Giuseppe: il volto più umano di Palermo

Anche quest'anno il 19 marzo è il giorno delle "Tavulate": pranzi collettivi destinati a persone indigenti e organizzati da privati nei vari rioni per devozione

Santi Gnoffo
Ricercatore storico e delle Tradizioni popolari siciliane
  • 19 marzo 2019

La "tavolata" imbandita per gli indigenti in piazza San Francesco di Paola a Palermo

Una delle denominazione di San Giuseppe è "U Santu di puvireddi" (il santo dei poverelli): per questo motivo, in questo girono da tempo immemore si organizzano molte “tavulati" (tavole imbandite) e vengono invitati i poveri e gli emarginati.

Durante questo banchetto vengono presentate le più svariate vivande, prevalentemente composte dai piatti tipici che da sempre hanno contraddistinto la cucina povera e genuina della mensa contadina.

Anche quest'anno il 19 marzo è il giorno delle "Tavulate": sono dei pranzi collettivi destinati a persone indigenti che sono organizzati da privati nei vari rioni per devozione e principalmente per voto.

Anticamente l'uso era molto più diffuso e si trovavano tavole imbandite in molte vie, cortili e vicoli. Famosa era un tempo quella che si organizzava in piazza Giovanni Meli, nei pressi dell’antica edicola votiva di vicolo San Domenico che, in occasione della festa, veniva sfarzosamente "apparata".

Il menu di questi pranzi era la tradizionale pasta con le sarde e finocchietto di montagna, o la "minestra virdi di San Giuseppi" composta da ogni sorta di legumi e verdura e con rimasugli di pasta di diverso tipo.

Altri piatti tipici erano le sarde a beccafico, "vuopi ca’ cipuduzza", broccoli e "sparaceddi" in tegame e infine "ficatu di setti cannola".

Da notare che l’assenza della carne era dovuta al fatto che in questo giorno si è in Quaresima, periodo di astinenza dalle carni.

Ancora oggi, questa tradizione continua nei quartieri poveri, particolare è quella che da quasi cinquant'anni avviene in piazza San Francesco di Paola, da sempre organizzata dalla famiglia Li Causi.

Al termine della cena, come dolce vengono offerte le famose sfince di San Giuseppe”(frittelle ricoperte di ricotta).

Prima di congedare i commensali, si distribuiscono piccole pagnotte benedette, denominate “"u pani di San Giuseppe" (il pane di San Giuseppe).

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