Lo spazio (social) senza tabù di due siciliani: "Promuovere l'educazione sessuo-affettiva"
Uno spazio virtuale in cui potersi confrontare con degli esperti capaci di dare le giuste informazioni, uniti dal desiderio di confrontarsi senza timore. I dettagli del progetto
Claudia Gusmano e Achille Sammartano
Si tratta di un’iniziativa, che mette al centro la dimensione emotiva, per esplorare l’universo psicologico, nata quasi per caso, da una serie di conversazioni informali tra amici e conoscenti che, nei mesi scorsi, si sono ritrovati a discutere di temi legati alla psicologia, alla sessuologia e più in generale a tutto ciò che riguarda l’animo umano e il modo in cui ciascuno di noi si relaziona con se stesso e con gli altri.
Un’idea che si è sviluppata in modo spontaneo, nella semplice informalità di serate in compagnia, in cui si sono accorti che argomenti quali dipendenza affettiva, traumi, relazioni, erano di grande interesse, e che le conversazioni ben presto diventavano di gruppo. Da qui l’idea di organizzare uno spazio virtuale in cui potersi confrontare con degli esperti capaci di dare le giuste informazioni, uniti dal desiderio di confrontarsi senza tabù e senza il timore di "entrare nella profondità" dell’altro.
“Via Sibilla” sarà, infatti, principalmente una piattaforma sociale su Instagram, pensata come un percorso condiviso di esplorazione e consapevolezza. I fondatori la immaginano metaforicamente come un Cammino di Santiago: un punto di partenza da cui muoversi, lungo il quale si incontrano figure competenti – psicologi, psicoterapeuti, sessuologi – pronte a offrire strumenti e chiavi di lettura per comprendere meglio se stessi. Il progetto non ha l’obiettivo di diagnosticare o etichettare le persone, ma piuttosto di stimolare riflessioni e far risuonare nelle esperienze individuali alcuni temi centrali della vita emotiva e relazionale: dal narcisismo alle personalità evitanti, dal bambino interiore ai meccanismi che regolano il nostro modo di stare nel mondo.
Alla base c’è anche un’idea precisa di vulnerabilità, e paura. Per Claudia Gusmano e Achille Sammartano, raccontare l’essere umano richiede prima di tutto un lavoro su se stessi: riconoscere le proprie fragilità permette, infatti, di trasformarle in uno strumento di narrazione e di comprensione degli altri. «Le paure – spiegano - possono diventare come piccole luci nel buio, capaci di illuminare il percorso interiore».
Ogni incontro online durerà circa 50 minuti – il tempo simbolico di una seduta terapeutica – e sarà trasmesso in diretta con cadenza quindicinale, il sabato alle ore 17. Tra i primi ospiti è prevista la partecipazione della psicologa e psicoterapeuta romana Raffaella Grassi, esperta di psicologia clinica e di comunità e psicoterapia di gruppo, che affronterà il tema del "bambino interiore", quella parte di noi che continua a parlare, anche quando facciamo finta di non sentirla.
«Non si va dallo psicologo perché si è “sbagliati” o da aggiustare – spiegano gli ideatori – ma per scoprire chi si è davvero». Un messaggio che vuole contribuire a scardinare alcuni pregiudizi ancora diffusi. Nel progetto, per trovare modi più consapevoli di stare al mondo, e strumenti utili a vivere con maggiore equilibrio se stessi e le relazioni, emerge anche una distinzione tra “potere” e “potenza”: il primo tende ad affermarsi schiacciando ciò che ha intorno, mentre la seconda è una forza che parte dalla propria interiorità e si esprime in modo verticale, diventando esempio e possibilità anche per gli altri. Claudia Gusmano e Achille Sammartano, hanno deciso di mettere a disposizione di un pubblico eterogeneo per età e sensibilità le loro competenze narrative e comunicative, per guidare queste conversazioni, animati soprattutto dalla curiosità e dalla volontà di porre domande.
Il progetto ha una base scientifica grazie al coinvolgimento di professionisti del settore. Proprio per questo è stata lanciata anche una call rivolta a psicologi e specialisti interessati a partecipare alle conversazioni e a condividere le proprie competenze con la comunità online. «Via Sibilla è una soglia. Sta a te decidere se varcarla», spiegano quasi come in uno slogan Claudia e Achille. L’invito è quello di intraprendere un viaggio interiore fatto di domande, ascolto e confronto.
La prima puntata del 14 marzo sarà esplorativa: un’introduzione ai temi che verranno affrontati nelle settimane successive, in uno spirito di curiosità e trasparenza. L’obiettivo è costruire, passo dopo passo, una comunità digitale in cui confrontarsi apertamente su questioni profonde dell’esperienza umana. È un progetto nato a Marsala, ma pensato senza confini geografici: «Siamo nati qui – dicono – ma ci sentiamo parte del mondo. "Via Sibilla" non parla a un territorio specifico, ma a chiunque abbia voglia di interrogarsi e mettersi in ascolto».
Perché c’è un punto nella vita in cui si comprende che continuare a cercare fuori non basta più. Che il viaggio vero è dentro. E “Via Sibilla” nasce da questo, per dare l’opportunità di fare delle domande, che sono le stesse che spesso restano sospese nei salotti di casa, nelle relazioni, nei silenzi. «Non siamo terapeuti, siamo esseri umani curiosi. Ogni settimana inviteremo psicologi e psicoterapeuti per affrontare insieme temi che toccano tutti noi — relazioni, desiderio, identità, vulnerabilità, potere, potenza, amore — cercando di dare parole corrette a ciò che spesso viene vissuto in modo confuso. Perché il linguaggio crea consapevolezza. E senza consapevolezza continuiamo a muoverci al buio».
Via Sibilla nasce anche dalla evidenza di alcuni vuoti ancora presenti nel contesto sociale e scolastico, dove l’educazione sessuo-affettiva raramente trova uno spazio stabile e strutturato, e dove temi importanti spesso restano ai margini o vengono affrontati solo in modo sporadico. Un progetto, dunque, che prende forma in via sperimentale e che si propone come una sorta di servizio alla collettività, costruito passo dopo passo attraverso il dialogo con professionisti e con chi deciderà di partecipare alle conversazioni.
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