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Mafia, Europa e "Trono di Spade": proposta per non farci travolgere dal debito pubblico

“Un Lannister paga sempre i suoi debiti”. Chiunque abbia visto il Trono di Spade sa che è il motto di una delle casate più importanti della serie tv, che oggi fa al caso nostro

Gianpiero Caldarella
Giornalista e autore di satira
  • 15 aprile 2020

Il Trono di Spade

“Un Lannister paga sempre i suoi debiti”. Chiunque abbia visto il Trono di Spade sa che questa frase è il motto di una delle casate più importanti della pluripremiata serie tv.

Una frase che non è messa lì a caso, dato che i Lannister di debiti ne facevano parecchi per finanziare le loro guerre ma anche per trovare soluzioni rapide ai loro errori, alle loro disgrazie, alla loro sete di potere e di sangue. Una frase che non è solo il motto distintivo di una casata, come le altre che si ripetono nella serie, ad esempio “ciò che è morto non muoia mai” o “l'inverno sta arrivando”, perché quelle parole lì hanno un valore performativo, sono un'azione, come avrebbe detto il linguista John Austin. Ma cosa fanno quelle parole? Semplice, servono ad aprire una linea di credito vantaggiosa, cioè a fare debito senza rimanerne schiacciati.

Se l'Italia avesse lo stesso “rating” dei Lannister, la stessa riconosciuta affidabilità, nessun giornale tedesco si sarebbe permesso di dire che non è giusto fare credito all'Italia perché “la mafia aspetta i soldi dell'Unione Europea”.
Una frase odiosa, certamente, e in molti hanno replicato, da ogni parte politica. Da destra c'è chi detto che se noi siamo mafiosi loro sono nazisti, da sinistra se la sono presa con il sovranismo che esclude la solidarietà e porterà l'Europa alla rovina, il Presidente della Commissione Antimafia Morra li ha accusati di ipocrisia, di non voler recepire la legislazione antimafia sull'aggressione ai capitali mafiosi in nome del “pecunia non olet”, il giornalista Saviano ha spiegato che la verità sarebbe l'esatto contrario perché se lo Stato non ha risorse si aiuterebbe la mafia che si ritroverebbe nelle condizioni di comprare tutto.



Forse una parte di ragione ce l'hanno tutti, eppure ho la sensazione che qualcosa sfugge.

Ripartiamo dall'inizio, dai numeri. Le mafie in Italia fatturano ben più di cento miliardi l'anno, solo 60 miliardi sarebbe il giro d'affari della ndrangheta, l'organizzazione mafiosa più potente in Europa. Un bel costo per un paese come il nostro e tantissime risorse sottratte allo Stato. Verissimo.

Ora parliamo del debito pubblico italiano, circa 2500 miliardi ad oggi. Di soli interessi l'Italia paga già più di 60 miliardi l'anno destinati a diventare (secondo le stime prima del Coronavirus) più di 70 miliardi nel 2021. Praticamente l'utile di chi si arricchisce sul debito pubblico italiano è più alto del fatturato della 'ndrangheta e chiunque ne sappia un minimo di economia sa che che c'è una differenza sostanziale tra fatturato e utile. Per dirla in parole povere, una buona parte dei 60 miliardi della 'ndrangheta restano in Italia, sono le spese, mentre degli interessi sul debito pubblico non resta nulla se non i miliardi che vanno a cumularsi sul debito, facendolo crescere.

Vogliamo guardare in faccia la realtà? Siamo messi così.

Una parte dell'affermazione del Die Welt è vera, probabilmente le mafie guadagneranno parecchio con la “ricostruzione” dell'Italia e con i prestiti che le verranno concessi - a proposito, non ci hanno guadagnato e in parecchi con la “ricostruzione” dell'Iraq o della Grecia o di altri paesi?, ma chi guadagnerà sugli interessi del debito pubblico?

E allora, veniamo a quello che secondo me è sfuggito nei commenti al titolo del Die Welt.

Quella parte dei tedeschi che si mostra intransigente, ma anche degli olandesi e delle economie nordiche, non sono contrarie ad aprire nuove linee di credito verso l'Italia, del resto ci hanno sempre guadagnato. Sono contrarie però a non poterci speculare su, e l'ipotesi degli eurobond li metterebbe sullo stesso piano dei paesi debitori, facendo finire la manna dello spread e delle speculazioni.

Altro che paura che le mafie - tra l'altro presenti nei loro paesi da molti anni - si arricchiscano. La paura è quella di non potersi più arricchire loro, di non poter speculare sul debito.

Per questo motivo, sempre a mio modestissimo parere, si potrebbe fare a meno di chiedere nuove risorse che andrebbero ad aumentare il debito pubblico. Quello che si dovrebbe provare a chiedere, ammesso che sia possibile, è una moratoria sugli interessi, chiarendo che il debito lo pagheremo tutto, ma per dieci o vent'anni non pagheremo interessi su quel debito e non ne chiederemo altro.

In cambio, potremmo fornire loro quell'assistenza necessaria a combattere le mafie nei loro paesi, dato che in Italia, proprio a partire dalla Sicilia, si sono sviluppate una legislazione e delle pratiche di contrasto che fanno scuola orami in tutto il mondo. Giudici e investigatori di tantissimi paesi europei e non solo vengono a formarsi a Palermo già da tempo. Che imparino qualcosa.

Noi intanto cerchiamo di imparare dai Lannister e magari un giorno al Consiglio d'Europa -che al momento somiglia ad una versione allargata del concilio ristretto del Trono di Spade- troveremo un rappresentante del Belpaese che dirà: “L'Italia paga sempre i suoi debiti, ma non tutti quegli interessi, non siamo mica dei fessi”.

E forse quel giorno lo spread scomparirà definitivamente, così, aggratis.

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