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"Abbracciamo la Cultura" per salvare il Politeama

Balarm
La redazione
  • 3 marzo 2011

Sabato 5 marzo anche Palermo si unisce, con un evento locale, alla manifestazione nazionale promossa dalla coalizione "Abbracciamo la Cultura", che riunisce varie associazioni nazionali e che vuole denunciare lo stato dei beni culturali nel nostro Paese, per stimoalre adeguate politiche per la Cultura e il suo patrimonio.

La scelta è caduta sul Teatro Politeama, uno dei simboli della città, per accendere i riflettori su un bene letteralmente abbandonato a se stesso, in condizioni precarie e fatiscenti. La manifestazione avrà inizio alle ore 11.00 con una conferenza stampa alla quale prenderanno parte: Gianfranco Zanna, responsabile Beni culturali Legambiente Sicilia; Ester Bonafede, sovrintendente della Fondazione Orchestra sinfonica siciliana; Gaetano Gullo, soprintendente ai Beni culturali ed ambientali di Palermo; Eugenio Randi, assessore al Patrimonio del Comune di Palermo; Maurizio Calà, segretario Camera del Lavoro di Palermo. Alle 12 una visita guidata al Teatro Politeama chiarirà la situazione in cui versa il bene.



«La coalizione “Abbracciamo la cultura” - dichiarano gli organizzatori - vuole dare vita a un impegno diffuso per una forte “assunzione di responsabilità” da parte della collettività affinché venga definito un quadro trasparente di regole e di risorse certe, di lungo respiro, che dia priorità alla “cura” del patrimonio culturale italiano e non a pochi eventi spettacolari e interventi emergenziali. I Beni Culturali, la produzione culturale e lo spettacolo del nostro Paese sono un giacimento enorme di opportunità di crescita economica, sociale e culturale. Questo straordinario patrimonio ereditato dalla storia e di cui noi siamo custodi, oltre alla produzione di nuova cultura, appartiene all’intera umanità e questo carica il Paese della grande responsabilità di tramandarlo alle future generazioni. Sulla valorizzazione di questa immensa ricchezza l’Italia può costruire una strategia di sviluppo sostenibile per l’oggi e per il futuro».

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