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Alberto Maniaci: un siciliano alla corte di Riccardo Muti

Il palermitano Alberto Maniaci è l'unico italiano scelto fra più di 200 giovani aspiranti direttori per l'esclusivo corso nell'Accademia del maestro Riccardo Muti

  • 30 luglio 2016

Alberto Maniaci, classe '87, palermitano. Sconosciuto ai più, nome già affermato nel panorama musicale nazionale. E, adesso, giovane talento che spicca il volo al fianco del maestro Riccardo Muti, protagonista delle prime pagine in questi giorni per via dei festeggiamenti organizzati in occasione del suo 75esimo compleanno.

Sono bastati una domanda scritta, un curriculum e un video di appena 15 minuti per consentire al giovane Alberto di essere selezionato fra più di 200 under 30 provenienti da ogni parte del globo, che aspiravano a partecipare all'esclusivo corso tenuto all'Accademia di Ravenna dal maestro Muti in persona.

Questo 2016 è l'anno della svolta, anno in cui il giovane palermitano si consacra fra le giovani eccellenze internazionali, unico italiano selezionato insieme ad altri tre colleghi direttori d'orchestra provenienti rispettivamente da Lituania, Polonia e Cina, ad avere il privilegio di lavorare con l'Orchestra Cherubini, che accompagna il maestro Muti in tutto il mondo.

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Appena ventottenne, Alberto Maniaci vanta già un curriculum di tutto rispetto con alle spalle esperienze di studio, composizione ed esecuzione degne di nota. A cominciare dagli studi presso il Conservatorio Bellini di Palermo, sotto la guida di Mimma Latora, per poi giungere alle prime esperienze nel coro di voci bianche del Conservatorio, diretto dal maestro Antonio Sottile.

Prosegue gli studi di composizione con i maestri Barbara Rettagliati e Marco Betta, prima della creazione dell'Orchestra Giovanile Mediterranea, che ha diretto per anni e ad oggi ancora attiva, e delle performance in giro per l'Europa in veste di pianista.

È nel 2005 che Alberto inizia lo studio della direzione d'orchestra, che gli consentirà, da quel momento in poi, di vivere numerose importanti esperienze, calcando i palcoscenici di teatri come il Teatro Antico di Segesta e il Teatro Antico di Taomina, e dirigendo l'Orchestra Sinfonica Siciliana, l'Orchestra del Conservatorio Bellini, fino al debutto con l'Orchestra dl Teatro Massimo.

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