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Arturo Stalteri, un premio da “MusicAlea”

Arturo Stalteri: tre decadi attraverso la musica in tutte le sue forme e ispirazioni

di Samuele Vassallo
  • 9 novembre 2004

Riconoscimenti, musica live, pianoforti che suonano Brian Eno, anni che sembrano non voler passare: il terzo appuntamento annuale di “MusicAlea” è all’insegna della “cultura del suono”. A rappresentare il caos emotivo della “nostra” musica contemporanea arriva Arturo Stalteri, sabato 13 novembre alle 22.30 ai Candelai di Palermo (via Candelai 65). Il concerto (ingresso 7 euro, 5 per i soci dei Candelai) si snoderà attraverso un percorso sonoro che abbraccerà i trent’anni di carriera del pianista romano, al quale verrà assegnata la Targa Alea 2004: atto simbolico di riconoscenza artistica “per il suo importante contributo alla promozione e sviluppo delle nuove musiche a livello nazionale ed internazionale”. Tre decadi attraverso la musica in tutte le sue forme e ispirazioni: dall’esordio “Progressive” datato 1974 a fianco degli storici Pierrot Lunaire, alle prime incisioni strumentali da solista (Andrè sulla Luna, E il pavone parlò alla luna) che confermeranno la straordinaria padronanza di Stalteri alle tastiere elettroniche. Padronanza che non abbandonerà il musicista durante il percorso artistico successivo, quando si farà strada in lui l’idea di riproporre, in chiave personale, i grandi classici dei contemporanei (Glass, Eno, Sakamoto), accostandoli durante le esibizioni live ai colossi della musica classica (Bach, Debussy), trovando (cosa non da poco) un punto d’incontro apprezzabile tra il vecchio e il nuovo.

L’idea è quella di vedere la composizione musicale come un dono ricevuto da maneggiare a proprio piacimento pur seguendo dei canoni estetici ben precisi. Dare nuova forma a una composizione: togliere, aggiungere o limare materiale sonoro; una pratica plurisecolare ma sempre affascinante. Secondo questo criterio interpretativo vede la luce nel 2000 Cool August Moon, album tributo alla “non musica” di Brian Eno, dove le produzioni pop-ambient del talento di Woodbridge vengono riproposte da un ensamble “cameristico” (piano, violoncelli, fagotto, con l’aggiunta di strumenti tipicamente pop come basso elettrico e batteria acustica) con straordinari risultati. L’ultima fatica discografica di Stalteri è “Il decimo anello” di palese ispirazione tolkeniana. Già in embrione negli anni Rock, l’idea di proporre un album (oggi arricchito dai moderni contenuti multimediali) ispirato alla Bibbia del Fantasy, ha visto la luce quest’anno(prodotto da Arlo Bigazzi per Materiali Sonori), proponendo uno degli ultimi lucidi esempi di una musica “di confine” forgiata da ispirazioni reali e preparate, sempre meno abituali, quasi puntando involontariamente il dito sulla scarsa vena compositiva della maggior parte dei musicisti attuali.

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