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Elle: atmosfere languide e pacate

Con il nuovo album, oltre alla presenza di un cantato in lingua inglese (il primo era cantato in italiano), la band vede una notevole svolta artistica

  • 20 gennaio 2004

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Due album all’attivo fra cui l’ultimo, “People are dancing in the a.m.”, appena rilasciato per la Urtovox e distribuito dalla Audioglobe, uno splendido singolo dal titolo “People are coming in the a.m.” attualmente in circolo con passaggi su Mtv e Matchmusic, un line up rinnovato dopo l’uscita del cantante Marco Iacampo cimentatosi nel progetto Goodmorningboy, gli Elle riscendono in pista e fra le varie tappe andranno a toccare, mercoledì 21 gennaio alle 22.30, i Candelai di Palermo (via Candelai 65), per un concerto organizzato dalla B-Sucker Connection (ingresso 5 euro).

La band, già attiva da diversi anni, ha conquistato durante la sua carriera un’ottima fama live e sin dagli albori è riuscita a catturare l’attenzione da parte della critica e del pubblico, salendo in cima al podio di importanti manifestazioni quali Ritmi Globali nel 97 e l’Arezzo Wave nel 98. Nel 2001 firmano un contratto con l’etichetta Urtovox e si aggiudicano il premio Fuori dal Mucchio, ricevuto in occasione del MEI di Faenza grazie al loro primo disco “Bruciamo ciò che resta” (per il quale si sono avvalsi della collaborazione di Geoff Turner).



Con il nuovo album, oltre alla presenza di un cantato in lingua inglese (il primo era cantato in italiano), la band vede una notevole svolta artistica. Non si tratta di un gruppo etichettabile come d’altro canto molti altri gruppi della scena odierna. La sua musica è infatti caratterizzata dal connubio di diversi generi ben accostati fra loro. Una miscela di indie pop, noise, psichedelìa, lounge, un perfetto equilibrio elettroacustico che ci trascina delicatamente in paesaggi onirici, in sogni lucidi, come sanno fare i migliori Flaming Lips (il singolo ne è un esempio). Atmosfere languide e pacate, una grande e accurata ricerca dei suoni talvolta minimali come è il caso di Lullaby (sempre dall’ultimo album), una nenia che gravita fra i Notwist di Neon Golden e i Radiohead di Kid A. Onde anomale-psichedeliche che ci riconducono agli esordi dei Six by Seven con The Things We Make.

Gli Elle sono una band sincera che non scende a compromessi e, al contrario di alcuni loro soci che hanno abbandonato la scena indipendente per motivi che ora non stiamo a dibattere, fanno parte di quella schiera alla quale si aggiungono gruppi come gli Yuppie Flu, i Giardini di Mirò, lo stesso Goodmorningboy e ancora altri che non sto a citare, i quali hanno il coraggio di essere se stessi e questa oggi giorno è una grande virtù. Insomma un grande gruppo che presenta un grande album, una ulteriore conferma che la scena indie Italiana ha tanto da proporre.

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