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Elton John: “Buonasera Palermo, I’m glad to be here”

Elton John ha dimostrato di meritare la fama di stella della musica internazionale incantando i dodicimila spettatori del Velodromo di Palermo

Maria Ersilia Milisenna
Ospite
  • 30 maggio 2004

Un evento musicale che verrà ricordato a lungo in una città come Palermo solitamente esclusa dai circuiti che contano della musica internazionale. Elton John, pop-singer cha ha collezionato oltre trent’anni di successi, ha dimostrato di meritare la fama di stella della musica internazionale incantando i dodicimila spettatori del Velodromo di Palermo (il 26 maggio scorso) con due ore e mezza di spettacolo ricco ed emozionante. Disteso e sorridente, soddisfatto della regale accoglienza ricevuta secondo i suoi espressi desideri (backstage cosparso di fiori, cibi selezionati, Mercedes top-quality per il tragitto aeroporto-Velodromo ed un palco di 250 metri quadrati), dopo l’immancabile apertura con “Your song Elton” ha salutato il pubblico alle 21 esatte con un caloroso “Buonasera Palermo, I’m glad to be here”. Purtroppo molti spettatori della platea numerata sono arrivati con notevole ritardo rispetto all’inizio del concerto, disturbandone tutta la prima parte. La magia dell’evento live si è comunque stabilita grazie alle intramontabili melodie di “The one”, “Daniel”, “Blue eyes”, “Sacrifice”, “Nikita” e “The heart of every girl”, dal film Mona Lisa smile.

Il fraseggio pianistico dell’artista scorre ricco ed elaborato, geniale ma mai eccessivo, tecnicamente indiscutibile; l’unico ausilio tecnologico che si concede sono gli effetti ora sinfonici ora elettronici che il suo Yamaha a coda aggiunge occasionalmente alle canzoni eseguite. Sono passati parecchi anni dalle esuberanti esibizioni degli anni ’70 del giovane Elton, che sfoggiava insieme ad un talento dirompente i suoi occhiali eccessivi e coloratissimi. Ha abbandonato gli eccessi del passato e si esibisce ora in recital pianistici dal tono più classico dimostrando il carattere di un interprete maturo. Ma il tocco graffiante del rocker è riaffiorato ancora nel ritmo trascinante di “I’m still standing”, “Philadelphia freedom” e della classica “In the mood”. Non è mancato il riferimento ai temi sociali di attualità con i brani dedicati all’AIDS e alla violenza negli Stati Uniti ed un’anteprima dei brani dal nuovo album in uscita a fine anno, “Original sin” e “Turn the lights out”. Un tocco di ispirazione blues con “I guess that’s what they call it the blues” ed una versione sognante e spaziale di “Rocket man” supportata dagli effetti vagamente elettronici del pianoforte e dalle immagini del sistema solare dei due maxischermi.

Sulle note della versione originale di “Candle in the wind” dedicata a Norma Jean-Marilyn Monroe si è consumato l’emozionante rito del rock live degli accendini accesi nel buio della notte, ma la notte di Elton John a Palermo stava già per concludersi. Giusto il tempo di riproporre la più romantica delle sue ballate, “Sorry seems to be the hardest word”, una irresistibile “Crocodile rock” che ha fatto ballare l’intero stadio dalla platea alle curve e di ringraziare il pubblico italiano per l’affettuoso riscontro che gli ha sempre dimostrato. Dopo il cambio dell’abito scuro con paillettes per una più comoda tuta ginnica, un solo bis a grande richiesta, “Don’t let the sun go down on me”, prima di ripartire con l’aereo privato per la sua casa di Nizza. Ciao Elton, arrivederci a Genova l’8 giugno per un’altra serata di emozioni in musica.

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