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"Festival Uniti di Sicilia": ultimo appello alle Istituzioni

Un'assemblea pubblica al Nuovo Montevergini per discutere dei rischi di chiusura e disoccupazione circa la situazione dei Festival in Sicilia

Caterina Damiano
Giornalista
  • 14 marzo 2013

La situazione di alcuni dei Festival che a lungo hanno caratterizzato la regione si è fatta critica. Venerdì 15 marzo la Rete dei Festival Siciliani, Festival Uniti, si è riunita in un'assemblea pubblica al Nuovo Montevergini per attirare l'attenzione sulla crisi del settore, che ha origine nella controversa gestione dei fondi e nella mancata liquidazione di alcuni dei festival già pagati e rendicontati, e per fare il punto su alcuni festival storici che proprio per mancanza di fondi non si sono svolti durante il 2012.

Diciotto le realtà interessante, provenienti da tutta la Sicilia: hanno discusso del proprio futuro il Palermo Teatro Festival, il Seacily Jazz Festival, il Festival di Morgana, Womad in Sicily, Porto d’Arte, Villa Pantelleria Festival, Ouverture, Palermo Classica, Castelbuono Jazz Festival, Castelbuono una favola, Teatro dei due mari, Teatro del Fuoco, Sicilia musica estate - Med in fest, Zafferana Etnea Festival, Scruscio,Teatri di Pietra, Il mito di Agrigento, e le Orestiadi di Gibellina.

«L'emergenza non è solo delle manifestazioni che rischiano di scomparire: rischia di venir meno il lavoro di migliaia di persone» ha detto Nuccio La Ferlita organizzatore e anima di Musica e Suoni. Si è cercato pertanto un patto di reciproca coerenza e responsabilità con l'Istituzione.
È innegabile che i Festival diano occupazione, muovano un consistente indotto economico e flussi turistici, e che facciano parte dell'identità culturale siciliana. «Tutti i governi - ha affermato Alfio Scuderi - hanno sempre detto che la Sicilia potrebbe vivere di turismo e di cultura. Ed è vero. Ma devono darci delle possibilità. I fondi sono ridotti, ma si può fare di necessità virtù. Non siamo superflui, come molti vogliono far credere. Siamo una categoria a tutti gli effetti. Non è un assemblea di protesta, ma di discussione. Deve esserci una volontà politica che ci permetta di ripartire».

Durante la conferenza si è più volte sottolineato il valore economico e produttivo del settore, con gli interventi di Consuelo Lupo, del direttivo nazionale Sai, di Maurizio Rosso del Ggl, di Pietro Busetta, di Alfio Scuderi, Fabio Lannino e Filippo Amoroso dell'Università di Palermo.
Già nei mesi scorsi si erano svolti degli incontri con il direttore dell'Assessorato al Turismo, Alessandro Rais, che ha sempre partecipato in maniera attiva e con vivo interesse. Rais ha nuovamente confermato la disponibilità al dialogo da parte delle Istituzioni e auspicato alla realizzazione di un nuovo strumento di programmazione triennale sull'incoming turistico. Fabio Bagnasco, collaboratore dell'Assessore, che ha portato i saluti di Franco Battiato, si è inoltre detto solidale con la categoria.
Le Istituzioni stanno attivamente lavorando per riuscire a trovare un intesa con la comunità europea, in modo da giungere ad una soluzione ed accelerare i tempi di liquidazione dei crediti in sospeso in vista dell'estate. Risolvere questa controversia è infatti necessario per riuscire a mantenere attivo il panorama culturale siciliano, che durante la bella stagione rischia di veder soffocare i flussi turistici per via della mancanza di un'offerta adeguata.

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