IL SOGNO ROSANERO

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I rosanero "personaggi in cerca d’autore"

  • 5 dicembre 2005

Minuto 88 di un Palermo-Cagliari. Il primo gol in serie A del cagliaritano Bega che pareggia i conti scatena il pubblico di fede rosanero, che a fine partita ricopre di fischi assordanti i propri beniamini come non succedeva da tre anni a questa parte. Infatti, se la memoria ci assiste, l’ultima volta che udimmo l’intero stadio fischiare fu per un Palermo–Salernitana nel gennaio 2004, quando l’ex Bombardini uscì vincitore dopo essere stato insultato per l’intera partita. Con gli scongiuri di sorta, dopo quella partita successe il finimondo: Baldini, allora tecnico del Palermo, venne esonerato, reo di aver sparato a zero sul patron Zamparini e le sue “inopportune” intromissioni tecniche. Di lì a poco si sarebbe avverato il sogno dell’era guidoliniana con la promozione in A ed il successivo brillante campionato terminato con la qualificazione Uefa.

Cosa c’entra tutto questo? Quell’anno, lo spumeggiante Baldini era stato assunto a discapito di Sonetti, “confermatissimo” dopo la rimonta in Serie B con la serie A sfuggita di un soffio a Lecce e, ironia della sorte, protagonista in data odierna sulla panchina del Cagliari. Il cambio tecnico fu fortemente voluto da Zamparini per raggiungere il traguardo della Serie A attraverso lo spettacolo e il bel gioco. La cacciata di Sonetti non fu digerita fino in fondo dall’interessato e dall’intero ambiente. Alla fine venne fuori che la sfuriata a fine gara di Baldini non era altro che un duro sfogo del tecnico toscano non tanto nei confronti dell’ingombrante “Padre padrone” Zamparini, quanto nella mancanza di giocatori adatti a fargli ripetere in versione rosanero il miracolo Empoli. Il re degli ipermercati e del “mi sono fatto da solo” ha ripetuto l’ennesimo capolavoro con altri attori mantenendo intatta la sceneggiatura. Il copione scritto per Guidolin, succeduto a Baldini, non prevedeva il “va’ a quel paese” finale verso Zamparini, ma per il resto il tecnico di Castelfranco Veneto dovette sorbirsi i continui “suggerimenti” del presidente fatti di rimproveri sul piano tattico, tecnico e persino caratteriale, con la definizione di “musone e introverso”.
Recentemente Guidolin ha ammesso che è difficile lavorare con un simile macigno alle spalle. Bene, via Guidolin il musone e con squilli di trombe lo stesso Zamparini annuncia Gigi Del Neri, chiamato al capezzale rosanero per garantire lo spettacolo in campo che Guidolin gli aveva negato e per fargli “provare il piacere di seguire la propria squadra”. Non perdiamo un passaggio fondamentale dell’intera storia: via un mister “pane e salame” dentro un mister “champagne”. Via Sonetti per Baldini , via Guidolin per Del Neri. Mentre riflettiamo, pare che Del Neri abbia tenuto a battesimo i suoi giocatori ed abbia dichiarato alla stampa di aspettarsi rinforzi per gennaio. La lingua batte dove il dente duole! Nel 2003 Baldini voleva alcuni interpreti per il suo gioco ( Di Natale e Rocchi, ex-Empoli ) e nel 2005 Del Neri voleva i propri (Semioli, Italiano e Cossato). Ma Zamparini che fa? Ammalia i tecnici di cui si innamora con lusinghe e bei complimenti da playboy navigato, per poi scaricargli gli insuccessi alle prime difficoltà. Con il potere del denaro di cui dispone, gli fa allenare i giocatori che egli stesso provvede a imporre e poi si diverte a sparare le sue brave sentenze la domenica sera sui mali del suo giocattolo, in questo caso il Palermo calcio.



In conclusione, non ci preoccupa la vittoria che non arriva o il pareggio con il Cagliari. Quello che più ci preoccupa, semmai, è la mancanza di un progetto serio all’orizzonte. Abbiamo più volte sottolineato come questa società debba uscire dalle ambiguità e cioè: bisogna vincere lo scudetto? Ci crediamo poco, ma perché allora va via Toni e arrivano giocatori di ritorno da prestiti o debiti pregressi? Oppure, bisogna forse valorizzare i giovani tenendo il bilancio sano? Questa è la soluzione che, visto quanto sta accadendo, ci sembra più logica e perseguibile. Ma occorre avere il coraggio di difenderla. Ed allora finirebbero gli equivoci ma anche le dichiarazioni di Zamparini del dopo partita improntate al “sono circondato da un branco di incompetenti e l’unico che ne capisce sono io”. Ma le dichiarazioni ed i titoloni sui giornali sembrano interessare non poco il nostro amato presidente, forse più di qualsiasi progetto.

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