IL SOGNO ROSANERO

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Il Palermo si aggiudica il derby e avvicina la Champions

Trentesima giornata, 10 Aprile 2005, Palermo-Messina 2-1

  • 11 aprile 2005

E’ stata una pausa lunga e inattesa; gli impegni della Nazionale e il doveroso stop del campionato in segno di rispetto per la scomparsa di Giovanni Paolo II hanno allontanato il ricordo dell’amaro pareggio raccolto a Parma. Dopo 21 giorni di attesa, dunque, si è finalmente giocato l’atteso derby tra Palermo e Messina, le due siciliane che, dopo decenni di attesa, sono approdate con forza nella massima serie. Le due formazioni sono arrivate alla vigila di questo incontro con obiettivi diversi e, soprattutto, con uno stato di forma differente: il Palermo, pur provenendo da un periodo non brillantissimo,specie relativamente alla tenuta difensiva, continua a lottare per un posto in zona Champions ed ha quasi ipotecato uno storico accesso in Coppa Uefa. Il Messina, di contro, nelle ultime gare ha espresso buon calcio e ottenuto risultati in grado da tirare fuori la squadra dalla zona calda della classifica. Dopo l’ingresso in campo le due formazioni si sono schierate in cerchio per rendere omaggio alla memoria del Papa Grande: un minuto di silenzio rotto dal forte e sentito applauso del pubblico e corredato da tanti striscioni della curva a manifestare l’infinito affetto nutrito verso il pontefice. Per quanto riguarda il calcio giocato, i presupposti per assistere ad una partita bella e spettacolare ci sarebbero tutti, se la primavera non avesse deciso di lasciare ancora un po’ di spazio all’inverno: pioggia, vento e freddo, infatti, hanno accompagnato gli impavidi abbonati rosanero e i 1200 tifosi giallorossi giunti da Messina per partecipare all’evento.



Il gioco ne ha risentito e, soprattutto nei primi 45 minuti, gli ospiti non faticano a dare al match un’impostazione che alcuni cronisti definirebbero “d’altri tempi”: le occasioni non sono tantissime e la prima capita sulla testa di Zampagna che, però, sbaglia tutto spedendo in curva da ottima posizione. Poi e la volta di Toni che, da limite dell’area, stoppa un pallone e si gira scagliando un destro potente verso la porta di Storaci che, però, risponde respingendo in calcio d’angolo. Il nervosismo affiora in qualche giocatore e a farne le spese e il palermitano Aronica, centrale difensivo del Messina che, dopo essere stato ammonito dopo pochi minuti, si fa buttare fuori al 35° per un brutto e vistoso intervento su Morrone. Il Messina, dunque, è costretto a giocare in 10 buona parte dell’incontro. Il primo tempo si chiude, comunque, sullo 0-0 e le condizioni meteorologiche non facevano di certo prevedere miglioramenti sia dal punto di vista climatico che, conseguentemente, da quello del gioco. Le due squadre, però, sono uscite dagli spogliatoi con un piglio diverso rispetto al primo tempo e così, al settimo minuto, Corini va a battere un calcio d’angolo, il pallone attraversa tutta l’area terminando sui piedi di Zaccardo che, lasciato solo al vertice dell’area piccola, non ha alcuna difficoltà ad insaccare alle spalle di Storari. Il risultato è sbloccato e, con gli avversari in inferiorità, ci si aspetta un assolo rosanero fino al termine dell’incontro: invece la squadra di Bortolo Mutti si riorganizza subito e continua a tenere il campo in modo ordinato e ribattendo colpo su colpo alle iniziative del Palermo.

Il primo campanello d’allarme arriva al 17°: Parisi batte alla sua maniera un calcio di punizione dalla media distanza e Guardalben riscatta alcune disattenzioni commesse nelle ultime gare andando a toccare il pallone quel poco che basta per farlo terminare sul palo. Al 24°, però, il portiere rosanero non può nulla sul colpo di testa di Zampagna abilissimo a sfruttare al massimo un cross dalla trequarti di D’Agostino. A questo punto i rosa riprendono in mano il gioco e si spingono nuovamente in avanti per cercare di ritrovare il vantaggio. E il momento di Toni: al 26° il bomber, imbeccato in area da Brienza, si presenta solo davanti a Storari ma gli calcia di sopra. Dopo un altro errore sottoporta il numero nove si rifà al 31° quando, servito da Zauli all’interno dell’area di rigore del Messina, stoppa, mette la palla a terra e, dopo aver fatto due passi, scaraventa in rete sotto le gambe di Storaci. Sugli spalti è il tripudio e ci si dimentica dell’acqua che continua a cadere copiosa sulle teste dei tifosi. Il match prosegue con il Messina alla ricerca di un altro pareggio e con il Palermo vicino più volte alla rete del 3-1. Finisce 2-1 e il Palermo ritrova i tre punti che lo avvicinano ancora di più alla zona Champions League. Il prossimo sabato a Genova si gioca una sorta di spareggio con la Sampdoria…chi lo avrebbe mai detto?

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