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Jazz club: trio con piano e senza piano

  • 23 novembre 2004

Due gli appuntamenti per la Palermo del jazz questa settimana, rispettivamente proposti dal Brass Group e dall’Open Jazz Club. Additata spesso a riprova del tramonto della predominanza maschile nell’ambito del piano jazz, Lynne Arriale concentra nel trio a suo nome un ampio spettro di sensazioni, che riscalderanno l’atmosfera jazzistica del “Blue Brass” di Palermo (presso la sala adiacente alle arcate rinascimentali di Santa Maria dello Spasimo) martedì 30 novembre (ore 21.30, ingresso 10 euro). Nativa di Milwaukee, dopo il diploma inizia ad interessarsi all’arte dell’improvvisazione studiando jazz e suonando già professionalmente. Con il proprio trio, la pianista e compositrice ha collaborato con Frank Morgan, Clark Terry, Emily Remler, Dakota Staton, Al Grey, Warren Vaché e Gene Bertoncini. Vincitrice nel 1993 dell’ “International Great American Jazz Piano Competition” di Jacksonville, in Florida, fra i dieci pianisti invitati a girare il Giappone con il gruppo “100 Golden Fingers”, la Arriale ha condiviso la scena con Hank Jones, Tommy Flanagan, Kenny Barron, Harold Mabern, Junior Mance, Monty Alexander, Roger Kellaway, Ray Bryant e Cedar Walton.

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Spesso accostata dalla critica americana alla tradizione di grandi come Ahmad Jamal, Bill Evans e Keith Jarrett, con il suo trio, ospite regolare dei jazz club più rinomati di New York (Fat Tuesday’s, Sweet Basil, B.Smith, Tavern on the Green, Iridium e Zinno), approda in Italia grazie ad una tournée che la sta portando in tutt’Europa – dalla Finlandia ad Amsterdam, da Oslo, ad Amburgo, Malaga e Lisbona – per presentare il suo ultimo cd, “Come together”, dal titolo del celebre brano dei Beatles che la Arriale ha egregiamente riadattato in chiave jazz, dando ragione degli entusiastici apprezzamenti spesi da parte degli addetti ai lavori per i suoi originali arrangiamenti. D’altronde questo disco, il nono, segue il successo dei due precedenti, “Inspiration”, vincitore nella categoria “miglior album 2002” del premio attribuito dalle radio jazz statunitensi, del premio della critica tedesca, nonché designato quale uno dei migliori cd del 2003 dal prestigioso New Yorker Magazine, ed “Arise”, primo nella classifica dei migliori dieci cd di jazz per la UPI – United Press International – nel 2003. Al “ridotto” del Brass sarà accompagnata dai fedeli musicisti che compongono il suo trio: il batterista Steve Davis, che ha inciso con David Liebman, Bill Evans e Richie Bierach, ed il bassista Jay Anderson, già membro ufficiale dei gruppi guidati da Toots Thielemans, Michael Franks e Joe Sample.

Più tecnicistico il trio che si presenta all’ “Open Jazz Club” di via Nicolò Turrisi per lo “special event” di domenica 28 novembre (doppio concerto ore 21.30/23.15, ingresso 10 euro, allievi musica insieme 6 euro al secondo concerto, soci e musicisti sostenitori ingresso libero al secondo concerto), guidato da Cuong Vu, sicuramente fra i trombettisti più interessanti degli ultimi anni, forgiatosi nelle formazioni d’avanguardia creativa newyorkesi e da lì passato poi alla prestigiosa band di Pat Metheny. Padrone di una tecnica disinvolta e di classe, il musicista d’origine vietnamita presenta con il suo trio un originale mix di jazz, rock alternativo e underground, fissato nel disco “Come Play With Me” marcato “Knitting Factory”, la fucina dei giovani talenti che dalla Grande Mela diffondono un moderno lessico jazzistico in tutto il mondo. Un trio pianoless che con tromba, basso elettrico e batteria riesce a fondere impalpabili sonorità con imprevedibili improvvisazioni funk, dove l’elettronica ha il compito di amalgamare rarefatte atmosfere ed improvvisi sussulti. Molto attivo quindi in campo sperimentale, per una avanzata sintesi di svariati generi musicali attraversati obliquamente da elementi propri del jazz, Cuong Vu abbina prestigiose collaborazioni (Dave Douglas, Gerry Hemingway, Bobby Previte, Mark Helias e Pat Metheny) ai progetti che lo vedono alla testa del suo VU-TET (dove figurano altri tre giovani di belle speranze) o del presente trio con musicisti dagli obbiettivi similari, quali il bassista Stomu Takeishi ed il batterista Ted Poor.

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