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"L'Ora" che non si dimentica: un film per il quotidiano

Un "piccolo" quotidiano per una grande storia, fatta di personaggi straordinari: una riflessione sul film "La corsa de L'Ora" del regista siciliano Antonio Bellia

Maria Teresa de Sanctis
Attrice, regista teatrale e scrittrice
  • 1 marzo 2017

Il passato è un bene prezioso che arricchisce il nostro presente e ne diventa strumento ineludibile per un migliore futuro. E perchè ciò avvenga occorre che qualcuno si impegni a dare vita ai ricordi, alla memoria, a tutto quello che è destinato a diventare la storia di un luogo.

È quello che ha fatto Antonio Bellia, giovane regista siciliano, con il bel documentario "La Corsa de L'Ora", presentato in anteprima nazionale a Palermo lo scorso 24 febbraio presso il cinema Rouge et Noir.

Il film, attraverso interviste, filmati d'epoca e fotografie racconta gli anni del quotidiano palermitano L'Ora dal 1954 al 1975, quel ventennio in cui il giornale ebbe come direttore Vittorio Nisticò.

Un personaggio singolare, dalle grandi intuizioni innovative: pensava ad un "settimanale quotidiano", anticipando di qualche decennio lo stesso concetto espresso più tardi da Eugenio Scalfari per il suo giornale La Repubblica, come ci racconta nel documentario il critico musicale Piero Volante, anche lui in quella epica redazione.



E dobbiamo ringraziare il regista per il dono che ha fatto a Palermo e a tutti quelli che perchè troppo giovani poco possono sapere di allora, rievocando l'operato di un quotidiano della sera che riusciva a vendere in quegli anni lo stesso numero di copie dei quotidiani del mattino (è Francesco La Licata, uno dei cronisti de L'Ora, a ricordarlo nel film).

«La cosa che mi ha più stupito studiando e cercando tra gli archivi degli articoli pubblicati su L’Ora – afferma il regista - è lo spessore culturale di questo piccolo giornale». Infatti tanti gli intellettuali, siciliani e non, le cui firme si ritrovano nelle pagine del giornale: Leonardo Sciascia, Vincenzo Consolo, Gesualdo Bufalino, Renato Guttuso, Bruno Caruso, Michele Perriera, Danilo Dolci e tanti altri.

È il direttore Nisticò, interpretato nel film da un intenso Pippo Del Bono, una sorta di fantasma nostalgico che, tornando alla sua scrivania, ci guida nel racconto: le testimonianze dei giornalisti, divertenti e non, le vive fotografie di morte di Letizia Battaglia, i filmati d'epoca, tutto restituisce l'atmosfera di quegli anni e di quella straordinaria redazione.

Un gruppo che coniugavano l'impegno e lo spessore culturale alla voglia di raccontare, non senza coraggio: lo dimostrano le tre morti che il giornale, sempre in prima linea contro la mafia, annoverò: nel 1960 Cosimo Cristina corrispondente da Termini Imerese, nel 1970 Mauro De Mauro, nel 1972 Giovanni Spampinato, corripondente da Ragusa.

Quelli non erano anni facili, segnati dai tanti morti di mafia e dal terremoto, anni nei quali il potere è silenzio e il silenzio è potere. Una bella sfida per un semplice giornale d'opposizione, semplice eppure l'unica testata democratica nel Sud d'Italia che si ricordi. Quando c'era il coraggio, anche di schierarsi.

“La Corsa de L'Ora”, prodotto da Demetra e Marvin Film, è stato realizzato con il contributo finanziario della Regione Siciliana/Assessorato Turismo, Ufficio Speciale per il Cinema /Sicilia Film Commission e del Ministero dei Beni Culturali.

La fotografia è di Daniele Ciprì, la scenografia di Fabrizio Lupo, il montaggio di Marzia Mete. Gli auguriamo i migliori successi.





Foto home page e foto interna di Giulio Nangano Cappello
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