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La Magione in versione rock per la festa della Provincia

  • 2 settembre 2006

Tra i vari appuntamenti culturali in programma, nell’ambito musicale il calendario della Festa della Provincia, giunta ormai alla sua nona edizione, prevede tre concerti di grande rilievo a Palermo tra l’8 e il 10 settembre in piazza Magione con inizio alle ore 22. Si comincia, appunto, l’8 settembre con l’Orchestra di Piazza Vittorio, celebre band multietnica fondata a Roma e diretta da Mario Tronco, che oltre ad esserne il direttore artistico suona anche il piano Fender.

L’Orchestra è nata nell’estate del 2002 grazie all’associazione Apollo 11, fondata da un gruppo di artisti, cineasti, musicisti e scrittori, per salvare lo storico Cinema Apollo di Roma dalla sua trasformazione in sala Bingo. La sede si trovava a pochi passi da piazza Vittorio, nel multietnico quartiere dell’Esquilino. E’ così che ha preso forma l’idea di creare un’orchestra con musicisti di comunità e culture diverse, ognuno con il suo bagaglio di musica popolare: ben trenta musicisti di quindici nazionalità diverse. Nel suo organico,

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Nel 2003 l’OPV fa il suo primo tour girando tutta l’Italia per farsi conoscere dal grande pubblico e proprio quest’anno è uscito "Sona", il loro secondo album che prende il nome dal titolo di una canzone del disco ma anche da una parola che nella lingua del Rhajastan significa "bello" e in romanesco "suona". Un disco ovviamente pieno di suoni di ampio respiro, al quale seguirà, proprio nei prossimi giorni, l'uscita nelle sale cinematografiche di un film sull'avventura di questi musicisti, per la regia di Agostino Ferrente (anteprima nazionale a Roma il 15 settembre, nel resto d’Italia il 22).

Il 9 settembre sul palco di piazza Magione salirà invece Roy Paci, siciliano verace di Augusta (Siracusa) conosciuto sia nei confini italici che all’estero. Trombettista, compositore e arrangiatore, Roy (al secolo Rosario Paci) è forse il musicista più in voga dell’anno in corso. Nell’arco della sua carriera più che decennale ha mosso i primi passi con i Mau Mau registrando quattro album incentrati su storie di povertà e periferie urbane caratterizzati dall'uso di strumenti popolari e da un linguaggio misto di italiano e siciliano.

Successivamente ha collaborato con Manu Chao per il disco "Proxima Estacion: Esperanza" partecipando anche alla sua tourneè. In seguito fondato gli Aretuska (dall'antico nome di Siracusa, Aretusa), gruppo musicale che ironizza sugli stereotipi della mafia mescolando diversi generi musicali. Moltissime le collaborazioni con musicisti nazionali e stranieri tra i quali Manu Chao, Pascal Comelade, Ivano Fossati, Subsonica, Samuele Bersani, Piero Pelù, Vinicio Capossela, Daniele Sepe, Africa Unite, Persiana Jones, Nicola Arigliano e tanti altri; altrettanto copiose sono le sue apparizioni televisive come ospite fisso di "Zelig Circus" quest’anno e l’anno scorso a "Markette", frizzantissimo programma di Chiambretti. Un musicista a trecentosessanta gradi, bravo e camaleontico come pochi che può annoverare la sua partecipazione in più di duecento dischi.

Nell’ultima serata, il 10 settembre, non potevano mancare i terribili ragazzi di Raffadali (Agrigento), ovvero i Tinturia. Per chi ha vissuto all’estero e non sapesse di chi si sta parlando, basti dire che il loro genere musicale viene definito dallo stesso Lello Analfino (voce e diamonica, nonché leader della band) come "sbrong", che in realtà è una fusione eterogenea di pop, rock, funk, ska, folk, rap e reggae. Gli altri componenti del gruppo sono: Savio Nocera (chitarra e flauto), Giovanni Buzzurro (basso elettrico), Osvaldo Lo Iacono (chitarra), Lino Costa (chitarra), Angelo Spataro (batteria), Mario Vasile (percussioni) e Claudio Terzo (seconda chitarra).

Finora il loro successo era rimasto circoscritto solo in Sicilia, per via anche dei loro testi cantati in dialetto. Vero e proprio fenomeno di costume, con l’ultimo cd, "Nessuno è perfetto (per fortuna)", il gruppo varca i confini siculi e sembra pronto per le grandi platee di tutta Italia perché vi è una virata decisiva verso il cantato in italiano. C’è chi crede che questo sia un "tradimento", ed è anche vero che il loro ultimo lavoro non suona come i due precedenti, è più rock con qualche ballata qua e là. Ma sono chiacchere da salotto, i Tinturia più che su un lettore cd vanno ascoltati e ballati dal vivo, la loro musica riesce a suonare fresca, spiritosa, caustica e amara come nessun’altra produzione italiana da diverso tempo in qua, mentre i testi sono ironici, duri, d’amore, di denuncia e sono capaci di sprigionare una satira più che mai violenta ed irriverente. "E’ la Tinturia kà canta"…

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