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La natura al servizio dell'alta moda: "Tarì", il brand siciliano ecosostenibile

Vere e proprie opere di fashion design nate dalla canapa e dagli scarti di produzione industriale: l'idea è di un imprenditore che viene dal Sud

Balarm
La redazione
  • 17 agosto 2017

Dai sacchi di juta agli accessori di alta moda e qualità, dalle materie povere della tradizione siciliana a un nuovo brand proiettato alla sostenibilità: è "Tarì Rural Design", brand creato dal giovane Ezio Lauricella, imprenditore trentaduenne di Agrigento.

Canapa e scarti di produzione delle grandi marche sono gli ingredienti di questo brand che, grazie all'idea dell'imprenditore, vengono rimaneggiati, riciclati e trasformati in vere e proprie opere di fashion design.

Dopo il successo di "Cum Laude", altro marchio di abbigliamento ecosostenibile, capace di esaltare materiali come canapa e seta e colorazioni naturali estratte da tè nero, melograno e zafferano, "Tarì" è la nuova creazione dell'imprenditore agrigentino.

Caratterizzato da prodotti e colorazioni naturali, "Tarì" ha attirato l'attenzione dei grandi mercati nazionali e internazionali e delle riviste di moda: un successo di grande importanza per una linea di accessori che negli intenti del suo creatore vuole essere sempre più connessa alla Sicilia.



Proprio a questo scopo, l'obiettivo di Ezio Lauricella, inserito già nel 2014 tra i manager under 35 più promettenti d'Italia secondo la rivista Wired, è quello di spostare interamente la produzione in Sicilia, instaurando un dialogo con le aziende agricole dell'Isola.

Sono diverse le aziende che già ricevono una fornitura di sacchi di canapa per la tradizionale raccolta delle olive, restituendo poi al brand le materie prime necessarie alla creazione delle borse.

Un perfetto esempio dell'ideologia e del modus operandi del marchio Tarì è "Vucciria", una delle borse della nuova collezione 2017, che prende vita dalla canapa e si sviluppa con una commistione di eleganza moderna e tradizione siciliana.

Dettagli e colori ricordano il luogo al quale si ispira, il celebre mercato palermitano della Vucciria.

Quello di Tarì, a detto dello stesso Lauricella, è una opportunità per riappropriarsi della propria terra, e crescere insieme a lei, condividendone destino e futuro.
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