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La protesta del Brass passa per Bellolampo

Balarm
La redazione
  • 27 maggio 2005

Singolare iniziativa dal forte intento provocatorio quella del Brass Group di Palermo che, per sottolineare con maggiore evidenza la protesta che dal 3 maggio professori e docenti dell’Orchestra Jazz Siciliana – direttore Ignazio Garsia in testa – conducono, ha deciso di offrire ai Palermitani, alle ore 12.00 di domenica 29 maggio, un concerto dell’intero organico davanti all’ingresso della discarica di Bellolampo, affinché, come si legge nelle motivazioni diramate, l’acronimo R.S.U., "rifiuti solidi urbani", che attiene unicamente alla spazzatura urbana, «non debba diventare anche abbreviazione tout court di un inaccettabile “Rifiuti Sonori Urbani”, barbaramente paradigmatico di una disattenzione che non onora la Sicilia». I musicisti dell’Orchestra Jazz Siciliana in tal modo intendono indurre l’Assemblea Regionale Siciliana ad esaminare finalmente la legge che dovrebbe dar vita ad un Centro di Produzione Musicale, ad un’Orchestra permanente di Jazz, ad una Civica Scuola di Musica e ad un Museo del Jazz. Iniziata già nel gennaio dello scorso anno dal direttore Ignazio Garsia, sembrava infatti che la protesta avesse sortito gli effetti sperati quando, dopo numerose promesse, veniva finalmente stanziato un ingente finanziamento per consentire la trasformazione dell’Associazione del Brass Group di Palermo in fondazione.

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E tuttavia, pur accreditato ai corrispondenti capitoli regionali, di quel finanziamento l’associazione, che da trent’anni promuove la musica jazz nell’Isola, non ha ancora potuto effettivamente beneficiare. Così lo scorso 3 maggio, con un raduno in via Piccola Teatro Santa Cecilia, è inaspettatamente ripresa la protesta civile del Brass Group e di tutto il suo personale. La protesta mira dunque a far sì che venga posto all’esame dell’Assemblea Regionale Siciliana l’ultimo dei cinque disegni di legge – l’ultimo presentato proprio in questi giorni dall’On. Antonello Antinoro – che dovrebbero singolarmente provvedere alla realizzazione di quelle promesse, per una normativa che finalmente sottrarrebbe i musicisti jazz siciliani alla discriminazione di cui essi si sentono vittime rispetto ai lavoratori della musica cosiddetta “colta”, tutelati da maggiori garanzie. Malgrado, infatti, le ripetute assicurazioni ricevute dalle più autorevoli sedi istituzionali, l’attuazione di quei provvedimenti è ormai reiterata dal 1991, e così il Maestro Ignazio Garsia dallo scorso 9 maggio trascorre le notti in una cinquecento parcheggiata davanti a Palazzo d’Orleans, proseguendo lo sciopero della fame nel presidio del Brass costituito da un pianoforte e tanti espliciti cartelli davanti a Palazzo d’Orleans, residenza ufficiale del Governatore dell’Isola.

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