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Orestiadi di Gibellina: Alfio Scuderi nuovo direttore nel segno del contemporaneo

Per tre edizioni a partire dal 2018: il regista e curatore di eventi, il palermitano Alfio Scuderi, intende portare alle Orestiadi i linguaggi del contemporaneo

Balarm
La redazione
  • 17 ottobre 2017

Il regista Alfio Scuderi

Dal 2018 al 2020 il direttore artistico del Festival delle Orestiadi di Gibellina sarà Alfio Scuderi: regista e curatore di eventi culturali palermitano, tra gli altri ha curato diverse edizioni del Festino di Santa Rosalia, ha diretto il Palermo Teatro Festival e ha fondato il Nuovo Montevergini.

Alfio Scuderi succede nella direzione del Festival a Claudio Collovà che lo ha curato dal 2010. «Proverò a portare a Gibellina il mio background e soprattutto la mia curiosità - commenta il neo direttore artistico - proveremo a raccontare l'unicità delle Orestiadi attraverso i diversi linguaggi del contemporaneo ma in particolare proverò a immaginare alcuni eventi creati proprio nello spazio unico del baglio di Stefano, che possano sottolineare proprio quell'unicità stilistica che unisce il tema del Mediterraneo con la contemporaneità».

Le Orestiadi sono un festival internazionale con manifestazioni, anche realizzate e autoprodotte, che vanno dalle rappresentazioni teatrali a quelle musicali, dalla pittura alla scultura, al cinema.



«La storia delle Orestiadi - continua - l’impegno profuso nella diffusione delle arti contemporanee sul territorio siciliano, la qualità artistica da sempre portata avanti dalla Fondazione e dal suo fondatore Ludovico Corrao, i direttori che mi hanno preceduto, da Roberto Andò a Claudio Collovà, sono naturalmente il punto di partenza di un lavoro che mi inorgoglisce e mi stimola».

«Oggi più che mai la cultura contemporanea ha bisogno di essere comunicata e trasmessa, soprattutto alle nuove generazioni. Da questa necessità penso di partire per costruire un percorso fatto di contaminazioni, originale e popolare al tempo stesso».

«Bisogna mischiare i linguaggi per poter mischiare anche il pubblico, dagli incontri nasce l’energia artistica di cui oggi la contemporaneità ha bisogno - conclude - per questo immagino un Festival che attinga a energie diverse e che provi a parlare a una platea vasta, curiosa e nuova. Ringrazio il presidente Pumilia e il Consiglio d’amministrazione della Fondazione per l’opportunità concessa e sono sicuro che insieme costruiremo una nuova edizione delle Orestiadi vivace».
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