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Palermo: nomadi, mafia e criminalità

Balarm
La redazione
  • 26 settembre 2005

Mario Centorrino ci colpisce per la sua analisi sul rapporto tra “nomadi, mafia e criminalità” contenuta nell’articolo pubblicato da “La Repubblica” di Palermo sollecitandoci una riflessione. Di recente al Centro Culturale Polivalente Agricantus è stato presentato il libro “Residence La Favorita. Rom: Fotogrammi di un’ingiustizia dimenticata” (di Josè Luis Ledsma. Edizioni Ledesma Communication) ed inaugurata la mostra fotografica sul campo Nomadi dei Rom all’interno del Parco della Favorita di Palermo. In tale occasione davanti ad una affollatissima platea diversi operatori e pochi uomini politici hanno potuto illustrare e rendere partecipe i cittadini delle problematiche che investono il campo Nomadi che tra mille difficoltà e carenze igieniche sanitarie è caduto nel “pubblico dimenticatoio”. Dimenticatoio che comprende, senza alcuna discriminazione, altri luoghi e cittadini bisognosi di cui la politica ritiene di volersi occupare marginalmente rimandando ogni decisione dall’oggi al “domani”.

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La presenza dei capi delle cinque famiglie nomadi che risiedono in città al predetto incontro ha testimoniato il loro desiderio a voler uscire dall’isolamento, dalla ghettizzazione per aprirsi al confronto e al dialogo con la città. Cogliere tale disponibilità è stata di fondamentale importanza per superare vecchi e attuali pregiudizi e per porre le basi per il lancio di altre iniziative volte a favorire sempre più momenti di aggregazione e integrazione. Denunciare il degrado e lo stato di abbandono in cui versa il campo nomadi a Palermo e attenzionare i loro diritti agli Enti, Istituzioni e Amministrazione Pubblica è un dovere a cui i cittadini, responsabilmente e civilmente, devono farsi carico in presenza di una politica distratta e latitante. Piccoli passi sono stati fatti ed il nostro Centro è disponibile ad accogliere e collaborare ad altre iniziative che ci auguriamo possano giungerci anche dall’autore dell’articolo. Essendo dell’avviso che incontrasi, conoscersi e confrontarsi è la strada maestra da seguire non ci rimane altro se non l’invito a visitare la mostra negli orari di apertura del CCPAgricantus.

Vito Meccio
Presidente Cooperativa Culturale Sociale Agricantus

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