LA RECENSIONE/1

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“Prima ti sposo, poi ti rovino”

Usa 2003. Regia: Joel Coen. Produzione: Ethan Coen, Brian Grazer. Distribuzione: UIP. Cast: George Clooney, Catherine Zeta-Jones, Billy Bob Thornton, Geoffrey Rush, Julia Duffy

  • 27 ottobre 2003

Un tris d’assi di tutto rispetto è alla base del successo della nuova commedia al vetriolo americana: Joel Coen, George Clooney e Chaterine Zeta-Jones. Garanzia di successo è il nome del regista, Joel Coen che, solitamente in coppia con il fratello Ethan, non ha sbagliato mai un colpo dai tempi di “Fargo”, passando per “Il grande Lebowsky” e “Fratello dove sei”.
Anche stavolta, le premesse ci sono tutte e sono mantenute dall’inizio alla fine della pellicola. Diverte già il lettering iniziale che presenta i nomi dei protagonisti colpiti qua e là da puttini in amore e figurine di innamorati trafitti al cuore da teneri cupidi alati.

La storia è semplice, ma proprio per questo permette di gustare fino in fondo professionalità e bravura di due grandi nomi dello star-system holliwoodyano che riescono anche a non prendere sempre sul serio il loro ruolo, ovvero quello della mangiauomini e quello del divorzista ad oltranza.
Non mancano gli equivoci costruiti a tavolino e le battute divertenti che rendono la trama pungente e sarcastica al punto giusto che arriva ad irridere il sistema giudiziario americano, la “moda” dei divorzi eccellenti e dei contratti matrimoniali “blindati”. Il cast annovera anche un paio di nomi di richiamo come Geoffrey Rush, nel ruolo di un produttore tv finito sul lastrico dopo il divorzio e Billy Bob Thorton, altra vittima sui generis della bella e morbida  Catherine, sempre alla ricerca disperata di un facoltoso da sposare e spennare.

Il personaggio tratteggiato da Clooney è delizioso e spicca per la sua verve tutta da ridere che, dopo la fissazione di retina e gelatina per capelli in “Fratello dove sei”, stavolta sembra aver un altro chiodo fisso: la pulizia e la brillantezza dei denti. Il film, che nella versione originale si intitola “Intolerable cruelty”, piacerà a chi ama le commedie visionarie e corrosive dei fratelli Coen o solo la bellezza e la bravura della Jones e di Clooney.

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