MUSICA

HomeMagazineCulturaMusica

Stefano Bollani, simpatia e talento al piano

Maria Teresa de Sanctis
Attrice, regista teatrale e scrittrice
  • 26 aprile 2004

Condividi questo articolo via e-mail

* = campi obbligatori

Divertente, entusiasmante, inebriante, stupefacente questo e tanto altro ancora, è stato il concerto che ha trasformato il 21 aprile scorso l’Agricantus di Palermo in un jazz-club della migliore tradizione, con un pubblico che ha seguito estasiata in un silenzio gravido di ammirazione le evoluzioni mitiche sulla tastiera del nostro pianista “da urlo” (uno dei primi complimenti per il musicista, ai tempi della sua partecipazione al gruppo di Irene Grandi). L’associazione Musiche (complimenti per esserci riusciti), nonostante il fittissimo calendario di impegni dell’artista (già il 22 sera suona a Cesena) è riuscita a portare a Palermo, anche se per una sera soltanto, Stefano Bollani, milanese naturalizzato toscano, pianista ironico, simpatico e soprattutto dotato di un talento e di una tecnica da brivido.

Il suo stile frizzante, di un sapore tutto italiano, che ci ricorda le divertenti e allegre evoluzioni sulla tastiera del grande Carosone (al quale da ragazzino Stefano scrisse per consigli e ricevette risposta, venendo così avviato allo studio del jazz), arricchisce ogni brano che il musicista interpreta, sia che si tratti di riletture dei Beatles, di Frank Zappa o di autori classici come Prokofiev (il tema di Pierino e il lupo) e l’argentino Alberto Ginastera, oltre che naturalmente di suoi brani originali, li arricchisce, dicevamo, della sua personale percezione di quel ritmo, di quella melodia frantumata, spezzata e subito magicamente ricostituita e tutto questo suonando al contempo quel brano con le proprie sonorità originali: una doppia veste insomma che la magistrale esecuzione del pianista conferisce contemporaneamente ad ogni pezzo.

E intrattenendo tra un pezzo e l’altro con ironiche battute, Bollani conferma il suo piacere nello stare a contatto col pubblico. Grandioso il bis, una carrellata in un’unica esecuzione di tutti quei pezzi che il pubblico entusiasta, agli inviti dell’artista, non ha esitato a richiedere. Insomma un grande talento, (ricordiamo il riconoscimento del New Star Award da parte della più autorevole rivista jazz giapponese, Swing Journal, premio per la prima volta attribuito a un musicista europeo) e tanta simpatia.

GLI ARTICOLI PIÙ LETTI DEL MESE