LA RECENSIONE

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Teatro Biondo, "la platea come una piazza"

Con Pirandello non ci si annoia mai e pure l’intermezzo tra gli atti diventa occasione di deliziare il pubblico al bar con gli scambi di battute e civetterie dei personaggi

  • 19 ottobre 2003

Si gusta fino in fondo la modernità e la capacità di proiettarsi all’infinito, senza mai correre il rischio di ripetersi che contraddistinguono l’estro di Luigi Pirandello, in scena al teatro Biondo con “Questa sera si recita a soggetto” fino al 26 di ottobre. Tornano gli stilemi classici del suo modo di far teatro, scegliendo di frantumare la quarta parete e coinvolgendo lo spettatore come parte integrante dello spettacolo. Ecco allora che la platea diventa una piazza, una strada attraversata dalla processione degli attori o due palchi del teatro sono riservati per gli interventi dei personaggi che dialogano con quelli che recitano a soggetto sul palco.

La stessa figura di Pirandello sembra frantumarsi in sei diverse tipologie di spettatore che dall’alto di un palco urlano la propria disapprovazione nei confronti di questo nuovo modo di fare teatro, stravolgendone ogni regola.
Il Nobel agrigentino cerca di svuotare di significato la funzione del regista che all’inizio vuol essere un marionettista che comanda a bacchetta la nascita di ogni sensazione, pianto o sorriso tra le pieghe del volto di ogni personaggio, ma che alla fine sarà allontanato dagli stessi attori che scelgono di raccontare i propri sentimenti in modo più naturale.
Spiccano sul palcoscenico per la capacità di rapire il pubblico ad ogni battuta Valeria Moriconi e la figlia Mommina interpretata da Manuela Mandracchia. Il cast è composto poi da un sofferto ed incompreso Sampognetta ovvero Alarico Salaroli e il gelosissimo Nico Verri di Sergio Romano.



Con Pirandello non ci si annoia mai e pure l’intermezzo tra gli atti diventa occasione di deliziare il pubblico al bar con gli scambi di battute e civetterie dei personaggi, mentre quello in sala assiste alla nascita ed alla morte di un paesino grazie alle descrizioni del regista, il dottor Hinkfuss (Vittorio Franceschi) ed agli effetti sonori (un temporale, le rondini che volano ed il suono delle campane) e delle luci. La regia dello spettacolo, prodotto dal Biondo insieme con il Teatro di Roma, è firmata da Massimo Castri ed il continuo scorrere delle scene di Maurizio Balò caratterizza perfettamente il crescendo drammatico della pieces.

La scenografia, infatti, si va impoverendo a poco a poco fino a vivere solo nelle parole di Mommina, una vibrante Manuela Mandracchia, quando recita in lacrime e tra il pubblico il suo monologo finale, tenendo per mano i suoi due bambini dalle lunghe e bianche camicie da notte. Per informazioni su orari e prenotazioni, basta chiamare il botteghino del teatro allo 091 7434341.

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