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Teatro Libero: quando l’amicizia vince il dolore

L’autore evidenzia la tragicità di storie di bambini che sono sottoposti a dure prove alle quali possono resistere attraverso l’amicizia

  • 6 febbraio 2004

Con una struttura drammaturgica favolosa, che mantiene una forte poeticità pur partendo dalla cronaca, va in scena, domenica 8 febbraio alle 21.15 al teatro Libero di Palermo (piazza Marina), “Il ponte di pietre e la pelle d’immagini”, uno spettacolo di Daniel Danis con la regia di Lia Chiappara. L’autore, ex missionario, fortemente influenzato dalla propria formazione religiosa, evidenzia la tragicità di storie di bambini che, per violenza e con dolore, sono sottoposti a dure prove alle quali possono resistere e sopravvivere solo se non abbandonano i valori cardine della vita come, ad esempio, l’amicizia.

I due personaggi, Mung e Momo (Alessandra Pizzullo e Andrea Failla), sono, infatti, bambini che s’incontrano in un’occasione terribile: strappati dai loro paesi per sottrarli al dolore e alla violenza della guerra, anziché salvarsi in un mondo migliore, divengono merce di uomini ai quali riusciranno a “sopravvivere” grazie ad una forte e solida amicizia. Danis focalizza l’attenzione sull’universo dell’infanzia violata nella quale Mung e Momo, seppur di culture diverse, troveranno, in un minimo comun denominatore quale l’amicizia, la forza per superare prove che non intaccheranno la loro morale e il loro cuore. Prove che permetteranno di vedere chiaramente oltre i valori degli adulti e che faranno  loro riscoprire, in modo forse fiabesco, una terra dove creare una nuova vita e nella quale tutto è possibile.

«Ne “Il ponte di pietre e la pelle d’immagini”, - dice Lia Chiappara - si è cercato di non fingersi bambini ma di trovare quel bambino che ognuno porta dentro di sè e la cui fiamma, per fortuna, non si spegne mai». In questo modo, anche grazie ai due attori protagonisti, capaci di una naturalezza espressiva e un linguaggio semplice, si sono potuti trattare drammi umani – attualissimi, oggi come non mai – con un fare, un gioco che non traumatizza i giovani spettatori chiamati ad assistervi ma che è invece propositivo per un confronto e un dialogo. Info biglietti al numero 091.6174040.

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