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Una Santa con Rosalia fra i gelsomini

Maria Teresa de Sanctis
Attrice, regista teatrale e scrittrice
  • 5 agosto 2004

Quest’anno sono veramente tante le iniziative promosse dal comune di Palermo per festeggiare la sua patrona, Santa Rosalia, la “santuzza cosi’ amata che la sua è la festa più bella di tutto il mondo” come ebbe a dirmi con gran trasporto un suo devoto una volta che ammiravo il carro utilizzato per la processione della Santa posto “a riposo” nei pressi del Palazzo Reale intorno alla prima metà degli anni ‘80, quando ancora il festino era soprattutto una festa popolare profondamente radicata nella tradizione e nella vita dei più semplici, con processioni, botti e babbaluci (le lumache) e poco altro: dai triumfi, rievocazione per le strade dei quattro mandamenti della città di quelli che erano i miracoli compiuti dalla Santuzza con degustazione finale delle favi a cunigghiu alle letture di alcune delle cronache del tempo commentate dall’arguto Gaetano Basile presso l’archivio storico comunale, fascinoso luogo a tutela della memoria della città, con concerto di musica da camera a seguire, allo spettacolo “Santa e Rosalia” di Franco Scaldati, agli spettacoli dei pupari  “Mancuso” e “Argento”,  ad un’opera di musica sacra su Santa Rosalia e altro ancora fino alla manifestazione culmine dei festeggiamenti per la santa, il festino appunto.



Il testo di Franco Scaldati, “Santa e Rosalia”, messo in scena a Palermo presso il delizioso chiostro del centro sociale San Saverio all’Albergheria dal 10 all’12 luglio, ad ingresso libero, ci propone il mito, con annesse le scarse notizie certe sulla vita della santa, in una visione delicata e poetica, secondo la consueta cifra stilistica del drammaturgo palermitano. Si tratta infatti di una visione immersa nel quotidiano popolare dove quel che avviene è un gioco di simboli e rimandi non solo alla vita della santa ma ad un più vasto patrimonio della cultura palermitana. Infatti nel magico spazio senza tempo, fra gelsomini e vasi di menta e basilico, canzoni napoletane in sottofondo (e questo dice tanto del mondo palermitano più verace) con ritmo diverso si avvicendano vari quadri: dagli strepitosi duetti di Santa e Rosalia, figure ricche della squisita comicità del mondo degli umili al femminile, interpretate dalle brave Giada Robbiano e Flaminia Tribuna, al poetare di Pietro, rievocazione di Pietru  Fudduni autore del poema “La Rosalia” qui interpretato dallo stesso Scaldati, alle vicende di una giovane Rosalia (interpretata dalla brava Valentina D’Agostino) non tanto incline al matrimonio. Nella scena sospesa fra sogni e sussurri, oltre ai già citati si muovono con spigliatezza i giovani attori Gabriele Zummo e Fabrizio Romano, insieme con gli attori della compagnia di Scaldati, Marcello Adelfio, Francesca Cognato, Gaetano Martorana, Fabio Palma, Assunta Porfido e i piccoli Arianna Puccio e Piero Di Cesare.

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