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Una settimana liberty a Palermo

Per una settimana si potranno ammirare dipinti, sculture, oggetti dell’epoca e si potranno sfogliare le diverse pubblicazioni edite sul Liberty a Palermo

Carla Nicolicchia
Ospite
  • 23 maggio 2004

Si potrà rivivere per un’intera settimana tutta l’atmosfera liberty di inizio Novecento. Da lunedì 24 maggio, infatti, la città di Palermo apre i suoi tesori e si lascia ammirare in tutto il suo splendore. Si tratta della sesta edizione della settimana della cultura che prevede visite guidate, musei gratis e altre manifestazioni che si chiuderanno il 30 maggio. Le sedi intorno alle quali ruoterà l’iniziativa sono quattro: la Civica Galleria d’arte moderna, l’Archivio storico, i Cantieri Culturali alla Zisa ed il Museo Pitré. La galleria d’arte moderna “Empedocle Restivo” di via Turati (al Politeama) ospiterà “Una settimana liberty a Palermo - Arte e artisti tra Ottocento e Novecento”: una mostra, due itinerari, tre visite guidate e due incontri. Per una settimana, infatti, da lunedì 24 alle 9 (apertura fino alle 23 tutti i giorni) si potranno ammirare una trentina di dipinti, sculture ed oggetti dell’epoca (mobili, arredi, ceramiche) prestati da collezionisti privati e si potranno sfogliare le diverse pubblicazioni edite sul liberty a Palermo, oltre al catalogo della mostra.

Saranno anche proiettati due video: uno sul liberty ed un altro  intitolato “Il pavimento a petali di rose di Filippo Palizzi” sulle maioliche scoperte da una studiosa in uno degli ambienti dell’ex palazzo Florio all’Olivuzza. Nel pomeriggio, dalle 16.30 alle 18.30, si svolgeranno le visite guidate: lunedì 24, è prevista quella dell’Hotel Villa Igiea (salita Belmonte 43) condotta da Ettore Sessa; martedì 25, si potrà apprezzare e conoscere meglio il villino Florio con la professoressa Eliana Mauro; giovedì 27, infine, al Teatro Biondo, e sabato 29 maggio al Teatro Massimo, sempre con Eliana Mauro. Da martedì 25, partiranno gli itinerari in pullman, gratuiti, condotti da guide professionali. Partenza alle 9 da via Turati. È il quartiere Villafranca il percorso scelto per martedì, giovedì e sabato mattina, dove si potranno ammirare le testimonianze liberty in città, con soste particolari a palazzo Dato (via XX Settembre) e al villino Ida (o palazzina Basile, in via Siracusa), poi, lungo via Libertà, si arriverà a villa Pajno. Al ritorno, ci si soffermerà nelle piazze Ruggiero Settimo e Castelnuovo, dinanzi all’ex Kursaal Biondo e al chioschetto Ribaldo.

Il secondo itinerario previsto per mercoledì, venerdì e domenica si snoderà lungo via Dante e si potrà ammirare il villino Favaloro, piazza principe di Camporeale, dove si trovava il palazzo dei Florio, via Oberdan, col villino Florio all’Olivuzza, e il Teatro Massimo. Sempre alla Galleria d’arte moderna, inoltre, si potrà partecipare a due incontri sugli artisti siciliani fra Ottocento e Novecento, le cui opere sono esposte nello stesso museo di via Turati (mercoledì 26, ore 17), e l’epoca dei Florio (venerdì 28, sempre alle 17). La seconda sede interessata dalla settimana della cultura è l’Archivio storico comunale di via Maqueda (complesso monumentale di San Nicolò da Tolentino) dove la Sala Almeyda ospiterà l’esposizione “Archivi da esplorare” dove si potranno vedere le preziose pergamene dei “Privilegi” della città che fanno parte del “Tabulario”. Inoltre, in mostra, si potranno apprezzare i documenti originali riguardanti la peste del 1624 a Palermo, il ritrovamento delle ossa di Santa Rosalia su Monte Pellegrino e l’organizzazione del primo Festino (1625). La mostra propone anche il “Libro del Giuramento all’Immacolata”, dedicato all’antico rito delle cento onze dei pretori e dei sindaci; alcuni “Capitoli” delle maestranze palermitane del ’700 (Sellari, Cappellieri, etc.); cimeli risorgimentali (lettere di Garibaldi, Crispi, Bixio), con il cosiddetto “Album dei Mille” (opera del fotografo Alessandro Pavia) che raccoglie le foto dei seguaci di Garibaldi nello sbarco in Sicilia; e alcuni progetti di edifici monumentali della città tratti dal fondo “Lavori pubblici”. 

La terza sede palermitana scelta per l’iniziativa sono i Cantieri culturali alla Zisa, dove l’Accademia delle Belle Arti  propone il progetto curato da Daniela Bigi, “Passport #1 – Emergenze dall’Accademia di Belle Arti di Palermo” che sarà inaugurato alle 18, lunedì 24 maggio. La mostra sarà visitabile fino al 20 giugno. Ultimo luogo di cultura sarà il Museo Pitrè dove saranno organizzati dei laboratori didattici, in collaborazione con la cattedra di Pedagogia e didattica dell’arte dell’Accademia di Belle Arti di Palermo e con la direzione didattica Pallavicino. Il progetto, “Io gioco con la mia storia” è dedicato ai bambini tra gli 8 e 10 anni e ne vuole incentivare lo spirito d’osservazione e la creatività grazie all’osservazione degli oggetti collezionati nel museo. Grazie all’ausilio di alcuni tutor, i ragazzi produrranno materiali su percorsi a tema, usando diverse tecniche espressive come la pittura, il collage, la cartapesta o la manipolazione. Anche il Museo Pitrè potrà essere visitato per l’intera settimana, basta prenotare per gruppi o scolaresche. Venerdi 28 maggio, alle 17,30 nella Cappella del Marvuglia annessa al museo Pitrè, il professore Salvatore Di Marco ed Eugenio Giannone, docente esperto in poesia siciliana, terranno un incontro su “Alessio Di Giovanni e la poesia dialettale siciliana fra Otto e Novecento”.

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