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“Vita mia”, una veglia funebre senza il morto

Maria Teresa de Sanctis
Attrice, regista teatrale e scrittrice
  • 2 dicembre 2004

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In occasione del festival “Artisti per Alcamo”, organizzato dall'associazione AxA e in corso ad Alcamo dallo scorso 21 novembre, arriva in Sicilia, dopo il successo ottenuto al Romaeuropa Festival 2004, “Vita mia” di Emma Dante. Il lavoro, presentato dalla Compagnia Sud Costa Occidentale, con Ersilia Lombardo, Enzo Di Michele, Giacomo Guarneri e Alessio Piazza, andrà in scena venerdì 3 dicembre, alle 20,30 (con replica alle 22,15), presso la ex chiesa del Santissimo Salvatore, in via Rossotti 26 ad Alcamo. “Vita mia” è la storia di una madre che guarda con occhi dolci e tristi i tre figli che ha di fronte e insegna loro che la vita è la cosa più preziosa, ma è qualcosa che fugge, passa. Il mondo che la Dante racconta, con uno stile che conferma ogni volta di più un progetto teatrale molto chiaro ed una personalità artistica decisamente marcata, ruota intorno a Palermo e alla Sicilia, intesa come terra, come luogo della carne e del sangue, in una dimensione ancestrale della tradizione e della famiglia, ventre sacro da cui tutto proviene ma che tutto si riprende, inesorabilmente, con violenza. I toni in cui si consumano queste vicende di sangue, richiamano la ieraticità della tragedia antica ed il grottesco e il surreale della teatralità medievale: il risultato è un mostruoso miscuglio di morbido e duro, caldo e freddo, che genera nello spettatore un'esplosiva reazione di repulsione e fascinazione insieme. In questa messa in scena, la vita è una corsa attorno a un letto, in un tentativo folle e disperato di ritardare fino allo stremo delle forze l'ultimo giro prima della morte.



Chi è il prescelto? A chi tocca? Al più grande o al più piccolo? Al più buono o al più cattivo? E soprattutto perché toccherà a chi ancora non è pronto, a chi ancora non si è fermato, a chi ancora mai come ora mantiene fermi gli impulsi della vita, le idee, le scoperte, le domande, i progetti, le piccole cariche d’energia? Tutto è immobile: i gesti, i ricordi, le parole di conforto, i rimorsi, quell’ultimo ritmo di pulsazione del cuore che si ripete all’infinito. “Vita mia” è una veglia funebre, ma senza il morto. Al centro della scena, un letto funebre vuoto sembra infatti aspettare un ospite. Dei suoi figli, benedetti ragazzi scansafatiche che proprio non l'aiutano, si lamenta la madre, “ma - aggiunge con un brivido sinistro - tutti e tre sono la vita mia”. Così la madre si rivolge agli spettatori, ammessi a sedere in semicerchio sul palcoscenico, a vegliare intorno al letto di morte (soltanto settantacinque sono i posti a disposizione per lo spettacolo), come un coro della antica tragedia, pur se silenzioso ed estraneo. Della brava regista palermitana ricordiamo che, dopo aver fondato nel ’99 la Compagnia Sud Costa Occidentale, nel 2000 vince con “Insulti” il concorso Shownoprofit, nel 2001 con “mPalermu” vince il “Premio Scenario” e il “Premio Ubu” 2002 per la migliore novità nella drammaturgia, nel 2003 con “Carnezzeria” il “Premio Ubu” e infine, nel 2004, il “Premio Gassman”, come miglior regista. L’ingresso è 5 euro. Prevendite (un euro di diritti di prevendita) presso Agricantus, Palermo; Best Records, Alcamo; Libreria del Corso, Trapani.

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