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Manifesti e locandine storiche diventano digitali: i "tesori di carta" siciliani sono salvi

Dal cinema muto ai film dei giorni nostri: l'Archivio Siciliano del Cinema dà il via al progetto e mette al riparo dall'usura del tempo tutti i materiali cinematografici cartacei

Balarm
La redazione
  • 10 gennaio 2020

Le locandine dell'Archivio Siciliano del Cinema

ASCinema - Archivio Siciliano del Cinema saluta con buoni propositi il nuovo anno appena iniziato e dà il via alla digitalizzazione e al restauro di migliaia di manifesti, locandine, brochure, libri, riviste e altro materiale d'interesse storico-culturale, per salvaguardare i “tesori di carta” .

Alle spalle dell'associazione culturale c'è una tradizione archivistica lunga 60 anni. L'ASCinema, oltre a curare l’informazione cinematografica senza fini di lucro, è anche un organismo di custodia, salvaguardia e diffusione della storia del cinema.

Nasce idealmente nei primi anni ’60 da un gruppo di cinefili privati che danno vita alle prime collezioni, le quali - nel corso dei decenni e un paio di generazioni - sono confluite in un unico patrimonio archivistico, grazie anche all’acquisizione crescente di archivi dismessi, a lasciti e donazioni.

Nella sua sede operativa di Palermo, l'istituzione culturale ASCinema avvia un progetto pensato per porre al riparo dall’usura del tempo tutti i preziosi materiali cinematografici cartacei, a partire dal cinema muto fino ai nostri giorni: un vero e proprio “tesoro di carta” da mettere in salvo dall'umidità, dalle muffe e da altri agenti di deterioramento che ne complicano il lavoro.



L’opera di salvaguardia dei materiali cinematografici, che in futuro riguarderà anche i supporti audiovisivi, è effettuata attraverso l'utilizzo di apposite tecniche e apparecchiature, grazie all’impegno di una piccola task force di operatori volontari, tra archivisti, esperti in restauro e in digitalizzazione, addetti alla manutenzione organizzativa delle teche.

Si tratta di un lavoro immane poiché l'archivio al suo interno contiene un enorme patrimonio di reperti per il quale si rende opportuna un'organizzazione cadenzata a lungo termine per una custodia digitalizzata, da tramandare poi alle generazioni future e al fine di rendere fruibile al più presto questo patrimonio anche a musei, gallerie d'arte, istituzioni culturali pubbliche e private, nonché da studiosi, giornalisti, collezionisti, critici.

Tenendo conto della fragilità dei materiali che li costituiscono, la buona notizia ad oggi è che finora nulla è andato perduto.

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