Masterchef saluta l’ambasciatore della caponata: dopo Gaetano resta una siciliana
Eliminati Gaetano ed Eros, Masterchef 15 perde due dei tre siciliani attualmente in gara. Adesso la speranza dell’Isola rimane la giovane messinese Irene
Gaetano Pullara in Masterchef 15
L’architetto di 52 anni originario di San Michele di Ganzaria, in provincia di Catania, ha superato le selezioni per partecipare alla Masterclass a pieni voti, ottenendo immediatamente l’ambito grembiule bianco e con il sogno nel cuore di creare il primo ristorante itinerante a bordo di uno yacht.
Dopo essersi dimesso dal suo impiego da architetto a Doha, in Qatar, per riuscire a trasformare il suo amore per la cucina in una carriera a tutti gli effetti, Gaetano ha immediatamente colpito gli chef Barbieri, Cannavacciuolo e Locatelli, con il suo "Tonno d’oriente", piatto capace di incarnare alla perfezione i suoi numerosi anni di vita passati all’estero.
Ma si sa, Masterchef non risparmia nessuno e anche i più sicuri rischiano di cadere di fronte alle mille avversità che la Masterclass pone davanti. È così che, arrivati alla nona puntata, anche Gaetano cede. A causare la sua disfatta l’Invention Test basato sulla marinatura.
Masterchef 15 dice così addio "all’ambasciatore della caponata nel mondo" e la Sicilia perde il suo secondo concorrente.
Prima di lui, la stessa sorte é toccata all’impiegato di 27 anni Eros Monforte, il catanese che ha compiuto i primi passi all’interno del programma puntando tutto sulla tradizione. È infatti la pasta alla Norma che fa ottenere anche a lui il grembiule bianco alle selezioni.
Eppure, nonostante un brillante inizio, il sogno di Eros è costretto a infrangersi già alla quarta puntata, nel corso della quale non riesce a superare il giudizio dei giudici all'Invention Test.
Adesso la Sicilia resta aggrappata al talento e alla determinazione di Irene Rescifina, la giovane studentessa di giurisprudenza nata a Pamplona ma cresciuta a Messina, terra d’origine del padre.
Ma come ricorda lo chef Cannavacciuolo: «in cucina non c’è nè età nè confini». Una frase che suona come un promemoria o una promessa davanti a un verdetto finale che resta ancora aperto.
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