Mondello dopo la Italo Belga: corsa contro il tempo per salvare l’estate, cosa sappiamo
Mentre si chiude un capitolo lungo oltre un secolo, se ne apre un altro molto più incerto: chi gestirà il litorale già dalla prossima stagione balneare. I dettagli nell'articolo
Mondello
Il nodo è tutto nel Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo (PUDM), lo strumento che dovrebbe ridefinire regole, lotti e percentuali di spiaggia libera lungo la costa palermitana. Senza la sua approvazione non si possono pubblicare i bandi per l’assegnazione delle aree demaniali e, a oggi, il PUDM non è ancora arrivato in Consiglio comunale.
L’assessore alla Pianificazione strategica territoriale e costiera Maurizio Carta spiega che il piano riguarda 26,4 chilometri di costa concedibile e punta a ridisegnare l’equilibrio tra aree libere e aree in concessione. Gli spazi destinati a stabilimenti coprirebbero 4,5 chilometri, pari al 17,7% del totale, per una superficie complessiva di circa 180 mila metri quadrati.
Per Mondello, la proposta prevede sei lotti di circa 3.000 metri quadrati ciascuno, oltre a quelli affidati alle forze dell’Ordine, intervallati da tratti di spiaggia libera di circa 100 metri lineari. I futuri concessionari potrebbero inoltre essere chiamati a occuparsi della manutenzione, della pulizia e della sicurezza delle porzioni di spiaggia libera adiacenti.
Mentre il dibattito si accende, gli uffici comunali stanno completando l’istruttoria sui contributi presentati durante la fase di pubblicazione. «Nei prossimi giorni - afferma Carta - la delibera verrà inviata in Consiglio comunale per la discussione e l’adozione». Ma è proprio sui tempi che si concentra lo scontro politico.
I consiglieri comunali Giulia Argiroffi, Mariangela Di Gangi, Ugo Forello e Carmelo Miceli parlano di «Comune colpevolmente impreparato». Ricordano che in sede istituzionale la Giunta aveva assunto l’impegno di trasmettere il PUDM al Consiglio entro ottobre 2025. Ancora oggi, sostengono, quell’impegno non risulta mantenuto. E senza l’ok definitivo, avvertono, «Mondello rischia concretamente di restare senza gestione per l’estate 2026», con ricadute su vigilanza, decoro e servizi.
Il tema, sottolinea l’opposizione, non è soltanto tecnico o amministrativo, ma politico e culturale: l’assenza di una pianificazione chiara potrebbe produrre un effetto paradossale, alimentando nostalgia per la precedente gestione, nonostante le ombre che l’hanno accompagnata. Un cortocircuito che, secondo i consiglieri, Palermo non può permettersi dopo aver pagato un prezzo altissimo alla mafia e alle opacità nell’amministrazione del demanio.
Intanto la questione si sposta anche a livello regionale. La deputata e vice capogruppo del M5S Roberta Schillaci ha chiesto la convocazione urgente della Commissione Ambiente dell’Ars per affrontare immediatamente il futuro degli oltre 36 mila metri quadrati di spiaggia e dello specchio d’acqua interessati dalla decadenza della concessione. Per Schillaci è indispensabile che Regione e Comune trovino una “soluzione ponte” già per quest’anno, prima della nuova gara demaniale, per evitare situazioni di degrado e abbandono della fascia balneabile.
Nel frattempo, per evitare che Mondello resti senza un assetto organizzativo in vista dell’estate, l’assessore regionale al Territorio e Ambiente Giusi Savarino ha annunciato che si procederà con concessioni brevi, una soluzione temporanea pensata per salvaguardare la stagione balneare in attesa dell’iter definitivo. Ha garantito un avviso pubblico per muoversi «con maggiore trasparenza». Al momento, però, non risultano ancora indicazioni sui tempi di pubblicazione di questo avviso, pur assicurando che comunque «la stagione balneare ripartirà quest’estate».
La partita si gioca dunque su due piani intrecciati: da un lato, l’approvazione definitiva del PUDM e la successiva pubblicazione dei bandi, che ridisegneranno in modo strutturale il futuro del litorale; dall’altro, l’urgenza di garantire continuità in vista dell’imminente stagione balneare.
La revoca chiude sì una pagina storica, ma apre una fase che richiede tempi certi e strumenti operativi, senza i quali il rischio è di un vuoto amministrativo proprio alle porte dell’estate. E con marzo già iniziato il margine per trasformare le promesse in atti formali si assottiglia di giorno in giorno.
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